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Pierina, Louis Dassilva interrogato, Perrino: "Due elementi sono a suo favore"
A sinistra Angelo Maria Perrino; a destra Milo Infante

Rai 2, il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino ospite a Ore 14

Il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino è stato ospite oggi, martedì 25 giugno, del programma “Ore 14” condotto da Milo Infante su Rai 2

Tanti i temi di attualità trattati, così come gli episodi di cronaca affrontati. A iniziare dall’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne di Rimini uccisa il 3 ottobre nel garage di casa con 29 coltellate. Si parla dell'interrogatorio di Louis Dassilva, alla Procura di Rimini.

"Io sarei molto garantista e molto prudente rispetto alla piega delle indagini, perché, come diceva Calamandrei, è meglio un colpevole a piede libero che un innocente in carcere", le parole del direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino.

E spiega: "Non mi convincono alcuni elementi. Il primo: la moglie Valeria, che è stata tradita, avrebbe forse l'interesse a dire che il marito è l'assassino o pensa che lo sia. Eppure continua a sostenere l'alibi. Quindi evidentemente quest'alibi è robusto, è forte".

"Da quello che leggo - però non ho le carte - il ragazzo avrebbe agito da solo, senza complicità dell'amante Manuela. E anche qui... da solo raggiunge questa efferatezza verso una persona a lui sconosciuta, che sì rappresentava forse una minaccia, però al punto da infliggerle trenta coltellate? Anche questo mi sembra molto debole. Quindi, ripeto,  molto garantismo perché sembra troppo facile addossare la colpa a un singolo", sottolinea il direttore.

GUARDA L'INTERVENTO DEL DIRETTORE DI AFFARITALIANI.IT ANGELO MARIA PERRINO A "ORE 14"

 

Sul delitto di Fano, con marito e moglie uccisi nella loro casa e la confessione del figlio dopo sedici ore di interrogatorio Perrino afferma: "Secondo me è importante la data, proprio ieri era passato un anno e quindi bisognava cedere la casa. Questa scadenza è la metafora della tragedia: quella dei genitori che si vedevano buttati fuori, ancorché poi affittuari, privati della robba, come diceva Verga. Della proprietà. E la tragedia del figlio che vedeva in questo passaggio, in questa data, la sua sconfitta. E quindi credo che questo fattore abbia esacerbato gli animi di entrambi, siano volate parole grosse, inedite, proprio suggerite dal dramma. E qui il raptus omicida ha prevalso", ha spiegato il direttore di Affaritaliani.it.

Ore 14 poi si è occupato del delitto di Pescara con due minorenni fermati dopo che Christopher Thomas Luciani, il 17enne di Rosciano, è stato ucciso domenica pomeriggio con 25 coltellate in un parco del centro.

"La nostra generazione si era formata riflettendo su Arancia Meccanica e su quel modo di essere giovani. Terrificante. Ora la realtà ha superato le scene del film Arancia meccanica, per dire quanto siamo cresciuti in termini di delinquenza, criminalità e di efferatezza. Quando giudichiamo questi ragazzi non dimentichiamo che sono drogati. E la droga altera, brucia il cervello - commenta il direttore -. Probabilmente quello che fanno va ascritto proprio agli effetti allucinogeni, quindi ci vorrebbe una valutazione tossicologica. Non dimentichiamo che sono figli di genitori che lavorano nella legge, il papà carabiniere e la mamma avvocato. Anche qui cos'è una trasgressione verso una educazione familiare in cui si respirava la legalità, l'attenzione al diritto? Da ultimo... I coltelli: sempre più spesso il 'protagonista' nuovo di questi anni è il coltello. Mi domando: non sarebbe forse il caso di regolamentare il commercio libero di questi grandi coltelli?".

Si torna poi sul caso Pierina. "Ne abbiamo visti di colpevoli che poi non erano tali. Dopo tanto tempo c'è del nervosismo e si vorrebbe riempire una casella, ma andiamoci cauti. Torno sulla questione del coltello, anche qui la coltellata era protagonista. Girano certi coltellacci con cui i macellai squarciano i vitelli. Qui a Brindisi dove sono ora la settimana scorsa c'è stato un delitto in cui è comparsa la sciabola di un samurai. Se fossi un criminologo mi interrogherei sul perché sono scomparse le pistole e sono subentrati i coltelli. Forse l'assassino attraverso i coltelli esprime una sua maggiore efferatezza? Una vendetta più forte?".






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