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Medicina
Cancro e maternità: come preservare la fertilità dopo terapie oncologiche

Fertilità e gravidanza: dopo cancro, maternità possibile per le donne

Cancro news: nuova possibilità di maternità per le donne sottoposte a terapie oncologiche attraverso la stimolazione ovarica ‘random’. Lo conferma un nuovo studio intitolato 'Nuove strategie di stimolazione ovarica, basate sulle onde di reclutamento dei follicoli ovarici'. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Reproductive Biomedicine ed è stato condotto da un team di esperti dell'Aou di Modena.

Cancro: maternità per le donne che hanno avuto il cancro. Come funziona la stimolazione ovarica ‘random’

La stimolazione ovarica “random” può iniziare in qualsiasi giorno del ciclo mensile della donna e non soltanto durante il ciclo mestruale. 

L’inizio ''random" della terapia permette al ginecologo di iniziare la stimolazione ovarica il giorno stesso in cui la paziente viene visitata, potendo così decidere di procedere con la preservazione della fertilità senza perdere altro tempo. In questo modo, anche nei casi urgenti in cui la paziente deve iniziare rapidamente la chemioterapia, resta la possibilità di poter accedere a questa metodica di conservazione della fertilità.

Maternità dopo cancro: fertilità nelle donne in menopausa dopo terapie oncologiche

Per offrire alla paziente la possibilità di accedere ad una fertilità futura, in caso sopraggiunga lo stato di menopausa precoce al termine del trattamento chemioterapico, ad oggi "si attende il ciclo mestruale e quindi si iniziano le iniezioni dei farmaci per la stimolazione ovarica - spiega Simone Giulini, responsabile del centro di Procreazione assistita del policlinico modenese - Dopo poco meno di due settimane, i follicoli ovarici hanno raggiunto la necessaria maturità e con una procedura che ricorda un'ago-biopsia, in sedazione anestesiologica, l'équipe medica riesce ad isolare e congelare un numero variabile di ovociti".

Cancro e maternità: i rischi della stimolazione ovarica per rimanere incinta

In alcuni casi possono subentrare delle difficoltà. Tra queste, per alcune pazienti, vi può essere la necessità di iniziare la stimolazione ovarica con urgenza, e pertanto l'oncologo non dà il consenso ad attendere l'arrivo del ciclo mestruale per poter così iniziare la stimolazione ovarica necessaria per il congelamento degli ovociti.

Per altri pazienti, invece, la risposta ovarica della paziente non è sufficiente e quindi il ciclo si conclud econ il congelamento di un numero esiguo di ovociti, compromettendo il possibile successo futuro nell'ottenere la gravidanza. A questo proposito al policlinico viene effettuata la vitrificazione degli ovuli, che costituisce la tecnica di ultima generazione di congelamento cellulare. L'abbattimento della temperatura è così rapido, che si evita la formazione dei cristalli all'interno della cellula. Per questo la sopravvivenza cellulare dopo vitrificazione è prossima al 100%.

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