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Medicina
Guerra e pandemia. Paura, rabbia e impotenza un mix difficile da evitare

Guerra e pandemia, come difenderci dalle paure

È guerra, la Russia sta invadendo l’Ucraina e si parla di sicurezza nucleare, un incubo che nessuno di noi può nemmeno immaginare. Quello che si è da sempre scongiurato ha finito con l’ imporsi al nostro vedere, forte e potente come una guerra richiede che sia. Rimaniamo increduli a quello che sta succedendo e immancabilmente la nostra memoria ci riporta a tutte quelle guerre delle quali abbiamo letto, alle quali abbiamo assistito come spettatori dal divano di casa di fronte alla televisione. Ma  cos’è la guerra? La guerra è un conflitto, nella sua accezione primordiale significa esercitare una forza coercitiva su qualcuno con lo scopo di possedere, di prendere, di ridurre ad uno stato di totale sudditanza l’altro.

Guerra, il primo effetto scatenante è la paura

Certamente non si vuole parlare di guerra sotto un profilo sociopolitico, ma è certamente possibile  valutare l’impatto che la guerra provoca  sull’individuo. “La  paura è la prima emozione che ci assale- spiega la dottoressa Eugenie Alderisio psicoterapeuta a Milano e Novara e consulente del portale Mustela Formazioneinfanzia.it- esattamente come fa una guerra, assale. Ed è proprio insito nel concetto di assalto che si insidiano le paure, prima fra tutte l’atavico terrore della morte, perché verso essa nulla possiamo. Eterna nella sua espressione, la morte è incessante in tutta la storia dell’umanità e trova la sua massima espressione nel concetto di guerra. Un vissuto che si ripropone ora, dopo la paura e l’angoscia sperimentate in due anni di pandemia.  

Guerra, paura e impotenza provocano sofferenza

Accanto alla paura, si fa strada anche in questa circostanza un vissuto di impotenza, un'altra condizione che ci ferisce perché anch’essa presuppone l’impossibilità a compiere un’azione, a difendersi e la conseguente sottomissione a qualcuno o qualcosa. Paura e impotenza generano stati d’animo di grande sofferenza, la quale,  a sua volta, è foriera di patologie quotidiane avanzate dall’individuo come strumenti difensivi atti alla sopravvivenza dello stesso.  Disagio, ansia, depressione, paura sono i principali stati ai quali tutti noi siamo esposti, da oltre due anni a causa dell’incertezza scatenata dall’evento pandemico con le patologie correlate come: disturbi del sonno, dell’alimentazione, delle relazioni. Quando tutto intorno a noi esplode e lascia solo devastazione, questa entra nei nostri corpi come fossero piccole schegge capaci di generare grande dolore e l’impotenza ci atterrisce.

Esplosioni, assalti, spari, botti entrano nel cervello

Scene di esplosioni, assalti, spari, boati, botti, tutti elementi distruttivi che appartengono alla semantica bellica e che in egual misura entrano nel cervello e si legano  al concetto di morte. La guerra è fuori ma anche dentro di noi. Ed allora che fare davanti ad una guerra che non è solo là, come se “là” rappresentasse per noi qui, il sopravvivere. La guerra è intorno a noi, in noi. Ogni nostro conflitto interiore è guerra. Guerra tra le parti, tra noi stessi, tra noi ed il mondo. Giovani che esplodono la propria rabbia, violenza nei confronti dell’altro, del vicino, del simile o del diverso”. Intolleranza, avidità, cattiveria, che dobbiamo fare?"

Guerra,come salvarci dalle guerre?

Come possiamo salvarci dalle guerre nostre e altrui? “Abbiamo un unico strumento che certo non risolve ma aiuta a gestire i nostri stati interni. La parola. Parlare con l’altro significa insegnare ma anche apprendere, sapere, conoscere e la conoscenza rende tutto più accettabile, digeribile, semplice. Il Condividere con l’altro, persino laggiù dove non c’è più parola ma botti, ci permette di alleggerirci e l’accettazione delle nostre paure attraverso un rispecchiamento emotivo tramite l’altro che vive le stesse nostre emozioni dolorose, possiamo riprendere a vivere, ad essere vivi”.

L'attività dell'Associazione EMDR a favore degli ucraini

In questo momento così delicato anche l’Associazione EMDR Europe è a fianco degli psicoterapeuti ucraini. Nel contesto attuale la mobilitazione dei professionisti della salute mentale arriva anche con azioni concrete. L’associazione EMDR Europe, terapia efficace e d’elezione per i disturbi post-traumatici e altre condizioni mentali e i tutti suoi membri, sono pronti a fornire aiuto psicologico specializzato e sostegno per portare sollievo alle persone provenienti dall'Ucraina che fuggono dal loro paese. Allo stesso tempo EMDR sta fornendo strumenti ai terapeuti ucraini per lavorare con la popolazione per dare loro supporto nelle situazioni che stanno vivendo in prima persona. L'associazione EMDR Europe, raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta 38 Associazioni nazionali provenienti da tutta Europa e più di 30.000 psicoterapeuti specializzati in EMDR.

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