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Medicina
Melanoma, nella pandemia gli Italiani hanno dimenticano la prevenzione

Negli ultimi 12 mesi gli Italiani hanno trascurato la prevenzione del melanoma, il più aggressivo fra i tumori della pelle, rinviando o annullando molte visite di controllo e accertamenti. Sono 7 su 10 gli Italiani che hanno cambiato atteggiamento nei confronti della salute a seguito della pandemia. Il 52% ha deciso di rimandare qualche visita clinica e quasi l’80% non ha ritenuto così importante fissare una visita per la mappatura dei nei.

Un fenomeno preoccupante visto che il melanoma è il tumore per cui negli ultimi anni si è registrato il maggior incremento nelle diagnosi, +20% rispetto al 2019, e che la prevenzione è lo strumento principale per sconfiggere questa malattia.

Il melanoma cutaneo è il tumore della pelle più pericoloso che colpisce una popolazione mediamente giovane rispetto alla maggior parte delle altre neoplasie solide. Nella popolazione sotto i 50 anni di età è il secondo tumore più frequente negli uomini (dopo quello del testicolo) e il terzo nelle donne (dopo quelli del seno e della tiroide).

In Italia l’incidenza del melanoma è aumentata in modo importante negli ultimi dieci anni: per il 2020 sono stati stimati 14.863 nuovi casi (+ 20% rispetto al 2019), di cui 8.100 per gli uomini e 6.700 per le donne. In Italia vivono oggi circa 170 mila persone (80.069 uomini e 89.831 donne) con una pregressa diagnosi di melanoma. Il rischio di insorgenza del melanoma cutaneo è legato a fattori fenotipici, ambientali e genetici. L’incidenza al Nord e al Centro Italia risulta due volte più frequente che al Sud sia negli uomini che nelle donne.

 La 2^ edizione dell’Osservatorio “Gli Italiani e il melanoma”, indagine condotta da Doxapharma e promossa da Novartis per indagare sulle abitudini di prevenzione, evidenzia come la quota di Italiani che dichiarano di conoscere bene questo tumore, così come quella di chi ritiene fondamentale la diagnosi precoce per aumentare le possibilità di guarigione, si sono ridotte di ben 10 punti percentuali in soli 12 mesi. Più in generale, tra chi si dichiara più sensibile alla salute della pelle, è poco diffusa l’abitudine di sottoporsi regolarmente alle visite di controllo, con una forte differenza di genere ed un’alta percentuale di uomini che non conoscono o praticano alcuna forma di prevenzione.

Scarsa attenzione, quindi, allo screening dei nei: il 43% degli Italiani dichiara di non averlo mai fatto, ma anche tra coloro che erano abituati a controllarsi periodicamente, la frequenza è diminuita. Il rallentamento delle attività di prevenzione del melanoma provocato dalla pandemia è stato molto significativo: solo il 7% ha pianificato nei prossimi mesi un controllo dei nei.

Per riportare l’attenzione sul melanoma e sull’importanza della prevenzione secondaria, parte la campagna di Novartis “Oltre la pelle - La prevenzione al centro” con un programma ricco di attività per fornire informazioni e strumenti utili a conoscere e prevenire il melanoma.               

“Il melanoma è il tumore più aggressivo della pelle legato alla trasformazione dei melanociti, responsabili del colore della pelle e dell'abbronzatura, su cute apparentemente sana o alla modifica di un neo preesistente. Sappiamo che uno dei fattori di rischio principali è proprio l'esposizione ai raggi solari e le scottature, soprattutto in giovane età”, ha dichiarato il professor Ignazio Stanganelli, Direttore del Centro Clinico-sperimentale di Oncodermatologia - Skin Cancer Unit dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS, Professore Associato dell’Università di Parma e Presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI). “È importante aumentare la conoscenza di questo tumore perché, sebbene la ricerca negli ultimi anni ci abbia dato nuovi strumenti efficaci e mirati, la prevenzione rimane l'arma più potente che abbiamo”.

“L’indagine mette in evidenza la riduzione del ricorso ai controlli dermatologici e anche come sia aumentato il tempo intercorso fra una visita e un’altra. Preoccupa la scarsa percezione dell’importanza della prevenzione dei tumori della pelle, in particolare del melanoma. La pandemia ha sconvolto alcune nostre abitudini: dobbiamo tornare a preoccuparci della nostra salute a 360° e a prenderci cura della nostra pelle attraverso controlli periodici”, ha spiegato Francesco Cusano, Direttore UOC di dermatologia presso l’A.O. San Pio-P.O. Gaetano Rummo, di Benevento, e Presidente dell’Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI).

La campagna “Oltre la pelle - La prevenzione al centro” vuole riportare l’attenzione proprio su questo aspetto e permettere ai cittadini di saperne di più grazie ad un ricco programma di attività con informazioni e strumenti utili per conoscere e prevenire il melanoma e alla possibilità di interagire con gli esperti e le associazioni di pazienti, possibilità di porre domande a dermatologi e oncologi attraverso la pagina Facebook @OltreLaPelleMelanoma, una community attiva da oltre un anno, e una pagina dedicata all'interno del portale Alleati per la Salute (https://www.alleatiperlasalute.it/oltre-la-pelle).

“Non è più tempo di rimandare, è tempo di rimettere la prevenzione al centro della nostra pratica clinica. Le persone a rischio di sviluppare un melanoma sono quelle con pelle chiara e occhi verdi/celesti, molti nei, e familiarità per melanoma e sono anche quelle che devono sottoporsi a controlli clinici più regolari, anche se il controllo dei nei dovrebbe diventare una sana abitudine per tutti”, ha affermato la professoressa Ketty Peris, Professore Ordinario di Dermatologia, Direttore U.O.C. di Dermatologia, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore - Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Roma e Presidente della Società Italiana di Dermatologia – SIDeMaST.

 

Rimane importante rivolgersi al proprio dermatologo o ai centri specialistici presenti nelle varie città italiane perché la prevenzione può davvero fare la differenza: se diagnosticato nelle sue prime fasi, infatti, il melanoma può spesso avere una prognosi favorevole e richiedere la sola asportazione chirurgica.  Diventa invece più complessa la sua gestione quando la diagnosi avviene in fase più avanzata, nonostante le opzioni terapeutiche siano aumentate e migliorate rispetto a qualche anno fa. Fondamentale per completare una corretta diagnosi è inoltre la determinazione di mutazioni geniche come quella di BRAF che è presente in circa la metà dei pazienti affetti da melanoma e che può essere cruciale per la scelta di una terapia mirata (terapia target).

 

“Nel campo del melanoma, la terapia target ha rivoluzionato la gestione della malattia, ma l’impegno di Novartis nel re-immaginare la medicina passa anche e soprattutto attraverso il sostegno alla prevenzione. Per questo siamo orgogliosi di lanciare questa campagna di sensibilizzazione insieme ad Associazioni Pazienti e Società Scientifiche”, ha concluso Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia.

 

La campagna è promossa da Novartis con il patrocinio di: Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI), Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.Ma.Me.), Melanoma Italia Onlus (MiO), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APAiM), Emme Rouge Onlus.

L’indagine Doxa ha preso in esame un campione rappresentativo della popolazione italiana (1.002 individui - uomini e donne di età dai 25-65 anni residenti in tutto il territorio nazionale – periodo: Marzo 2021).

 

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