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Medicina
Tumori, sfuggite nel 2020 oltre 15 mila diagnosi: un sistema da rifare da zero
Consulto di Telemedicina 

Tumori, in Italia l'oncologia viene presa sotto gamba: necessario rafforzare digitalizzazione e risorse umane

Riorganizzare completamente l’oncologia se si vuole veramente trarre il massimo dai nuovi orizzonti terapeutici come quelli dell’oncologia molecolare. Come? Aumentando i posti nelle scuole di specializzazione, potenziando le reti oncologiche e rendendole omogenee sull’intero territorio nazionale, rafforzando la medicina territoriale per migliorare la risposta ai bisogni del malato e ridurre il carico attuale che pesa sul sistema ospedaliero, puntando sulla digitalizzazione. Obiettivi raggiungibili anche grazie alle opportunità introdotte dal Pnrr. È questa la roadmap tracciata dal Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri a Cagliari per fare il punto sull’oncologia che sarà e che il Paese vorrebbe.

Gli scenari                                                                                                                                   

Ad un’organizzazione già fortemente penalizzata dal decreto Balduzzi che ha drasticamente ridotto lo spazio riservato all’oncologia negli ospedali si assiste negli ultimi tempi al “sorpasso” delle patologie tumorali nei confronti di quelle cardiache. Come emerge da un’indagine pubblicata su The Lancet ogni anno circa 18 milioni di decessi nel mondo sono dovuti a cause cardiovascolari e 9-10 a quelle tumorali, ma nei Paesi ricchi gli “equilibri” stanno cambiando a favore dei tumori. Per cui se un simile scenario si diffonderà nei singoli Stati, entro 20 anni il cancro potrebbe diventare la prima causa di morte al mondo.

Nel nostro Paese sono stati registrati 46 milioni di visite specialistiche e accertamenti diagnostici e 3 milioni di screening oncologici in meno nel 2020 rispetto all’anno precedente. Sta inoltre aumentando il numero di tumori in stato avanzato: secondo l’Osservatorio Nazionale Screening si registrano in media 5 mesi di ritardo per lo screening del tumore del collo dell’utero, per quello del tumore della mammella e per lo screening colorettale. E ancora, sono “sfuggiti” ai controlli, nel 2020 rispetto al 2019, in termini di mancate diagnosi oltre 3.300 carcinomi mammari, 2.782 lesioni cervicali CIN2+, quasi 1.300 carcinomi colorettali e oltre 7.400 adenomi avanzati.

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