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Medicina
Una pandemia può bastare. "Non sparate agli uccelli migratori"
fonte Pixabay

“Lasciate in pace gli uccelli migratori”. La Lega AntiVivisezione ha inviato al Governo una richiesta urgente di intervento, perché gli uccelli migratori siano esclusi dalla lista delle specie cacciabili e quindi dai calendari venatori di tutte le Regioni. In considerazione della preoccupante diffusione del virus dell’aviaria H5N8, infatti, già nel novembre 2020 il Governo era intervenuto imponendo il divieto di utilizzo di alcune specie di uccelli da richiamo, rafforzato successivamente da un ulteriore divieto di rilascio dei fagiani utilizzati per il ripopolamento delle zone di caccia.

In queste settimane le Regioni stanno predisponendo i calendari venatori per la stagione di caccia 2021/22, che riportano le specie animali e i periodi nei quali possono essere cacciate. Tra queste sono presenti numerose specie di uccelli migratori che, soprattutto per quanto riguarda le specie acquatiche, rappresentano i principali serbatoi del virus dell’influenza aviaria.

È lo stesso Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria, costituito presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, a mettere in guardia circa i rischi di sviluppo di una nuova pandemia a partire dal virus dell’influenza aviaria. A proposito del virus di cui sono portatori gli uccelli selvatici, il centro di referenza precisa che “Data l’elevata frequenza con cui questi virus vanno incontro a fenomeni di mutazione, c’è la concreta possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una pandemia. Contrariamente alle normali epidemie di influenza, una pandemia coinvolgerebbe larghi strati di popolazione, non solo quella che viene definita “a rischio”, ma anche individui giovani e sani”.

Anche la rivista Science il 21 maggio scorso ha pubblicato un articolo nel quale sottolinea il concreto rischio di innescare un’altra pandemia legata alla diffusione del virus aviario H5N8, giungendo a concludere come sia necessario rafforzare la sorveglianza sanitaria negli allevamenti di pollame, nei mercati di animali vivi e negli uccelli selvatici. Per questi ultimi in particolare, indica che la sorveglianza dovrebbe essere rafforzata evitando interazioni con gli uccelli selvatici, vietandone la caccia e l’uso alimentare.

“In considerazione dei gravi rischi legati alla diffusione del virus dell’influenza aviaria – afferma Massimo Vitturi, responsabile LAV, Area Animali Selvatici – abbiamo quindi scritto ai Ministri della Salute, della Transizione Ecologica e delle Politiche Agricole, chiedendo che nella prossima stagione venatoria sia introdotto il divieto di caccia agli uccelli migratori”.

Dopo varie segnalazioni nell’ultimo anno in Russia del ceppo H5N8, altamente patogeno, dalla Cina è arrivata nelle scorse settimane la notizia di un primo caso umano da un nuovo ceppo l’H10N3. Virus pericolosi, quelli che albergano in uccelli selvatici ma anche d’allevamento, e che secondo gli esperti possono rappresentare una nuova potenziale minaccia pandemica. Per questo, vanno strettamente monitorati. E, possibilmente, non favoriti.

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