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Effetto Calabresi, Schlein frena: “Prima il programma, poi i nomi”. Tajani chiude al “campo largo”. Azione: “No primarie”

La possibile candidatura dell’ex direttore di Repubblica entra nel dibattito nazionale. A centrodestra Meloni, Salvini, Tajani e Lupi iniziano a stringere sui candidati. Calenda e Picierno: centrosinistra unito su Calabresi, senza primarie

Effetto Calabresi, Schlein frena: “Prima il programma, poi i nomi”. Tajani chiude al “campo largo”. Azione: “No primarie”

La possibile discesa in campo di Mario Calabresi per Palazzo Marino comincia a smuovere le acque ben oltre Milano. Quella che fino a pochi giorni fa poteva apparire come una suggestione civica sta diventando rapidamente un dossier nazionale, capace di incidere sulle strategie tanto del centrosinistra quanto del centrodestra in vista delle Comunali del 2027.

Schlein: “Prima il programma, poi i nomi”

A prendere posizione è stata innanzitutto Elly Schlein, che dalla Festa dell’Unità di Genova ha scelto la linea della prudenza. “È presto, stiamo seguendo e supportando il percorso del Partito Democratico di Milano che si concentra sui temi”, ha spiegato la segretaria dem parlando della possibile candidatura dell’ex direttore di Repubblica. Quindi la formula già utilizzata in altre occasioni: “Prima scriviamo il programma poi troviamo i nomi“. Una risposta che non chiude la porta a Calabresi, ma evita accuratamente di trasformarne subito il nome nella candidatura ufficiale del centrosinistra. Anche perché a Milano il Pd ha finora lavorato sull’ipotesi delle primarie e diversi esponenti dell’area progressista hanno già manifestato disponibilità o interesse per la corsa a Palazzo Marino.

Calenda e Picierno: “Calabresi subito, senza primarie”

A provare a cambiare lo schema sono invece Carlo Calenda e Pina Picierno. Il leader di Azione e la fondatrice di Spazio Pubblico hanno promosso apertamente Calabresi, definendolo “un ottimo candidato riformista per Milano” e invitando tutto il centrosinistra a sostenerlo da subito “senza farlo passare per il tritacarne delle primarie”. Secondo Calenda e Picierno, Calabresi rappresenterebbe “una sintesi efficace tra pragmatismo e visione” e potrebbe costruire una proposta capace di parlare alle forze produttive, al mondo della cultura, alle professioni, all’università e al terzo settore. Una presa di posizione che introduce dunque un tema politico destinato a pesare nelle prossime settimane: se la candidatura dovesse realmente prendere forma, il centrosinistra manterrà la promessa delle primarie oppure cercherà una convergenza preventiva?

Tajani chiude alle tentazioni centriste: “Calabresi? Assolutamente no”

Il movimento attorno a Calabresi provoca intanto una reazione altrettanto significativa nel centrodestra. Antonio Tajani ha escluso senza esitazioni qualsiasi possibile sostegno di Forza Italia al giornalista. “Assolutamente no, noi siamo per sostenere un candidato di centrodestra”, ha dichiarato il leader azzurro. “Abbiamo le nostre idee, abbiamo dei nomi importanti da sottoporre agli alleati, sia civici, sia di Forza Italia”.

Una presa di posizione politicamente rilevante soprattutto perché mette un argine alle suggestioni, circolate a più riprese nel centro moderato milanese, di una possibile candidatura trasversale capace di pescare consensi anche fuori dai confini tradizionali delle coalizioni. Tajani rivendica invece con nettezza la collocazione di Forza Italia: “Noi siamo il centro del centrodestra, vogliamo vincere in tutte le città italiane con il centrodestra, vogliamo vincere le elezioni politiche con il centrodestra”.

Il centrodestra si mette in moto: Lupi, Spada e l’ipotesi civica

La possibile accelerazione di Calabresi sembra avere avuto l’effetto di rimettere in moto anche il tavolo degli avversari. Nel vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi si sarebbe parlato anche delle prossime elezioni amministrative, con l’obiettivo di sciogliere in tempi relativamente rapidi almeno alcuni dei nodi principali, a partire proprio da Milano.

Le posizioni dei partiti restano per ora differenti. Fratelli d’Italia guarda da tempo con favore a Maurizio Lupi, già ministro e assessore all’Urbanistica a Milano. La Lega ha indicato invece come profilo apprezzato quello dell’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada. Forza Italia continua a ragionare soprattutto su una figura civica, nella convinzione che possa allargare il perimetro della coalizione. Ma proprio la possibile candidatura di Calabresi potrebbe cambiare anche la natura della scelta. Secondo quanto riportato dall’AGI, all’interno di Fratelli d’Italia c’è chi ritiene che, di fronte a un candidato civico forte nel centrosinistra, il centrodestra dovrebbe rispondere con un nome politico, capace di mobilitare pienamente il proprio elettorato.

Il tavolo nazionale del centrodestra tornerà a riunirsi nelle prossime settimane. La partita di Milano si intreccia peraltro con quella delle altre grandi città chiamate al voto nel 2027, da Roma a Napoli, Torino e Bologna, rendendo inevitabile una trattativa complessiva tra i partiti.

Resta inoltre sullo sfondo la questione Futuro Nazionale. Il movimento di Roberto Vannacci ha già lanciato a Milano la candidatura dell’ex generale dei carabinieri Carmelo Burgio. Per ora i vertici del centrodestra escludono che un’intesa con Fn sia sul tavolo, ma il peso che il movimento avrà nei sondaggi nei prossimi mesi potrebbe diventare un ulteriore elemento della trattativa.