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Politica
Calenda scrive al Pd, le reazioni stizzite dei Dem: "Pensi a Renzi"

Lettera aperta di Calenda al Pd: "Il M5s non sarà mai progressista"

"Non esistono 'campi larghi' da costruire. Non perdete tempo a evocarli. Esiste una sola scelta da compiere: progressisti o populisti", così Carlo Calenda, leader di Azione, incalza i "cari amici del Pd" in una lettera aperta su Repubblica.

"La scelta che dovete compiere non è tra Conte e Calenda ma tra populismo e riformismo. Il M5s non è un partito progressista, non lo è mai stato e mai lo sarà. Nasce come replica dell'uomo qualunque e prende voti proponendo le stesse soluzioni". Invece, "la proposta del Terzo polo è tutta concentrata sulla ricostruzione di un welfare funzionante. Non abbiamo proposto mirabolanti tagli di tasse, aumento di sussidi, pensioni per tutti come i 5s e la destra populista. Abbiamo messo al centro del programma gli investimenti sulla scuola e sulla sanità, come capitoli su cui costruire un patto generazionale". 

"Decidete una buona volta chi siete e da che parte state. L'opposizione è una grande opportunità per recuperare consensi attraverso la forza delle idee quando sono nette e comprensibili. E' un'occasione da non sprecare per ricercare alleanze tattiche e variabili. Non esistono 'campi larghi' da costruire. Non perdete tempo a evocarli. Esiste una sola scelta da compiere: progressisti o populisti".


Pd, Mirabelli risponde a Calenda: "Né saldature né migrazioni"

"Osservo che Carlo Calenda continua a dedicare tanta attenzione al nostro partito. Mi chiedo se sia la stessa attenzione che ci sta dedicando il suo socio Renzi che dice apertamente di voler distruggere il partito di cui è stato segretario. Vorrei comunque tranquillizzarlo: non ci saranno saldature con il M5S e non ci saranno migrazioni verso nessuno", repilica il senatore del Pd Franco Mirabelli.

"Siamo il secondo partito italiano, ci confronteremo e prepareremo il percorso del nostro congresso. Nel frattempo lavoreremo in Parlamento per costruire una opposizione efficace al governo consapevoli di essere la principale forza alternativa alla destra. Nel frattempo ci chiediamo se anche Calenda vorrà contribuire a questo lavoro".

Pd, Fiano:  "La lettera di Calenda è fuori scala e fuori tono"

"Ho letto con attenzione la lettera pubblica che Carlo Calenda ha inviato al mio partito e la ritengo fuori scala e fuori tono". Lo sottolinea Emanuele Fiano del Partito Democratico. "Fuori scala perché il vizio di dire ad altri cosa devono o non devono essere è antico e pernicioso e ricorda proprio quelle culture 'massimaliste' che ponevano se stesse sull’altare della verità rivelata e, quindi, in dovere di dare lezioni di vita e comportamento a chi era altro da sè. A parti invertite mai mi permetterei di fare altrettanto ma, a partire da me stesso, accoglierei l’altro laicamente, nella sua diversità e specificità e se possibile ne troverei tratti di comunanza, mai imposta ma sempre concertata e condivisa", aggiunge.

"E fuori tono per la palese contraddizione che il vero e proprio ultimatum di Calenda – già di per sé irricevibile nella sua dimensione formale –  contiene, cioè dirci che la questione non è scegliere tra lui e Conte per poi ribadire che l’unica cosa che il Pd, a sua detta, deve fare è scegliere tra lui e Conte".

"E’ un gioco di ruolo che sinceramente è a somma zero". "Sono convinto che ciò che abbiamo vissuto dal 1996 ad oggi, dall’Ulivo, all’Unione, al Pd di oggi, abbia esaurito una funzione e perso una prospettiva e che oggi occorra un atto rifondativo, innanzitutto partendo dal confronto serrato con le rappresentanze sociali e del lavoro e non su semplici leadership, né tantomeno alleanze forzose e forzate, come invece sembra suggerirci Calenda". Comunque, "ringraziando Calenda per le sue attenzioni nei nostri confronti, gli auguro un proficuo percorso costituente insieme alle amiche e amici di Italia viva, che sarà impegnativo e necessiterà di tutte le energie disponibili, cominciando dalle sue", conclude.

Pd, Valente: "Calenda si occupi di Renzi, noi siamo vivi e vegeti"

"Prima ci 'chiama' per scegliere tra populismo e riformismo, ora è preoccupato di una nostra saldatura con il M5s. Invece di interessarsi continuamente al Pd, Calenda stia tranquillo, si occupi semmai di Renzi ed entrambi si preoccupino di Azione, visto che le scelte che hanno fatto non hanno riportato i risultati sperati. Tranquillizziamo infatti entrambi: siamo vivi e vegeti, non ci saranno saldature né migrazioni. Il Pd costruirà in Parlamento un'opposizione dura ed efficace alla destra più estrema che abbia governato in Italia", lo dice la senatrice del Pd, Valeria Valente. 
 

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