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Politica
Carburante alle stelle? In Spagna price cap e treni gratis per tratte medie

I viaggi in treno in Spagna a breve e media percorrenza saranno gratuiti da settembre fino alla fine dell'anno

Il carburante è alle stelle? Ma c’è chi fa piani integrati per aiutare i cittadini, non interventi spot e annunci. Il governo può sempre intervenire sull’energia e sui trasporti con aiuti concreti, la dinamica dell’inflazione colpisce ogni ambito della vita e tra questi gli spostamenti di persone e merci. Lo fa il governo spagnolo che dal 1 settembre e il 31 dicembre ha deciso di rendere gratis i biglietti di tutti i treni nazionali per tratte a breve e media percorrenza (rete Renfe e connesse). Un vantaggio non da poco per i pendolari e chi deve raggiungere i luoghi di lavoro. In sostanza si applicherà uno sconto del 100% sui biglietti multicorsa per tratte inferiori a 300 km. I treni spagnoli sono gestiti da una società controllata dal ministero dello Sviluppo spagnolo. A questi interventi va aggiunto uno sconto compreso tra il 30 e il 50% su tutti i trasporti pubblici, comprese metropolitana, autobus e tram.

“Questa misura incoraggia al massimo l'uso di questo tipo di trasporto pubblico collettivo per garantire il necessario pendolarismo quotidiano con un mezzo di trasporto sicuro, affidabile, confortevole, economico e sostenibile, in mezzo alle circostanze straordinarie del costante aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti”, ha affermato in una nota il ministero dei Trasporti spagnolo.

Per finanziare la nuova misura, il governo spagnolo ha confermato che stanzierà 221 milioni di euro destinati alle amministrazioni regionali e alle autorità dei trasporti in tutto il Paese.

In Spagna, non aspettando gli annunci della Commissione Europea, hanno anche adottato un price cap nazionale, così come in Portogallo. Per quanto non risolutivo, anche gli spagnoli vengono colpiti da un aumento imponente, ma il prezzo rimane sempre più basso di quello che i consumatori avrebbero dovuto pagare senza il price cap, ha spiegato Omie, il gestore della rete elettrica spagnola: un risparmio che va dall'11% al 35% di media e un prezzo tra i più bassi d’Europa. In Italia paghiamo l’energia circa un terzo in più.

L’obiettivo del governo di Pedro Sánchez è dichiaratamente difendere la classe media e quelle più umili del Paese e non deindustrializzare la Spagna. Pericolo che si corre davvero in tutta Europa una volta accettate le dinamiche degli speculatori che stanno tenendo alto il prezzo del gas e dei carburanti, determinando prezzi impossibili alle famiglie e alle imprese. Una scelta strategica per Sanchez che non vuole tagliare il ramo su cui è seduto, quello delle classi sociali di elettori che hanno votato la sua forza politica. Il governo Sanchez è il primo di coalizione nella storia della democrazia spagnola post-franchista. L'esecutivo è sostenuto da maggioranza di centro-sinistra formata da PSOE, Podemos, PSC, IU, con l'appoggio esterno di alcuni partiti autonomisti. E questa sui trasporti è solo l’ultima delle misure.

Il governo spagnolo ha anche dichiarato che colpirà le imprese energetiche e le banche che stanno guadagnando in modo spropositato dalla situazione attuale. Lo farà con tasse straordinarie temporanee che permetteranno allo Stato di incassare 7 miliardi di euro nel periodo 2023-2024. Sánchez ha affermato che il governo imporrà la tassa alle "grandi banche poiché stavano già iniziando a beneficiare degli aumenti (previsti) dei tassi di interesse". Una tassa sugli utili straordinari dei servizi energetici realizzati verrà applicata quest'anno e il prossimo. Sui quotidiani nazionali spagnoli sono già stati pubblicati i riferimenti dei soggetti energetici tassati indicando anche quanto dovranno versare allo Stato.

Per ultimo la Spagna sta anche pensando alle consegne delle merci in città di notte. L'Associazione dei produttori distributori spagnoli ha proposto questa soluzione vista la combinazione di congestione del traffico e aumento dei prezzi che si innestano sui problemi di logistica e ambientali. Un modello che mira a un accesso più flessibile alle città e alla regolazione delle aree di carico e scarico. L’obiettivo è avvicinarsi più possibile alle città, non appesantendo il traffico e non sovraccaricare l'ultimo miglio di consegna a casa. Le varie regioni stanno valutando se e come intervenire poiché la normativa attuale cozza con la soluzione notturna.

 

 

 

 

 

 

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