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Caso Bartolozzi-Nordio alla Consulta: cosa deve decidere oggi la Corte costituzionale

La Corte costituzionale esamina il conflitto sul caso Bartolozzi-Almasri. Non decide oggi se la capo di gabinetto è colpevole

Caso Bartolozzi-Nordio alla Consulta: cosa deve decidere oggi la Corte costituzionale
giusi bartolozzi, ministero giustizia

La Consulta esamina oggi il conflitto tra Camera e magistratura sulla posizione di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’epoca del caso Almasri. I giudici non devono stabilire se Bartolozzi abbia commesso il reato contestato.

Corte costituzionale, Bartolozzi: perché il caso è arrivato alla Consulta

La vicenda deriva dall’indagine sulla liberazione e sul rimpatrio in Libia di Osama Almasri. Nel procedimento erano stati coinvolti, tra gli altri, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Durante le indagini, Giusi Bartolozzi è stata iscritta nel registro degli indagati per false informazioni al pubblico ministero.

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La Camera ha però sostenuto che la sua posizione avrebbe dovuto essere trattata nell’ambito della procedura speciale prevista per i reati ministeriali, in quanto collegata alle condotte contestate al ministro Nordio. La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto lo scorso luglio.

Corte costituzionale, Bartolozzi: cosa si decide oggi

L’udienza del 6 ottobre riguarda la fase di merito del conflitto di attribuzione. Come spiega l’agenda ufficiale della Consulta, la Camera contesta alla Procura di Roma e al Collegio per i reati ministeriali di non avere considerato Bartolozzi come possibile concorrente nei reati contestati a Nordio e di non avere quindi attivato anche per lei la procedura che coinvolge il Parlamento.

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La questione riguarda l’articolo 96 della Costituzione e le prerogative attribuite alle Camere per i reati ministeriali. I giudici costituzionali devono stabilire a chi spettasse esercitare determinate attribuzioni e quale procedura avrebbe dovuto essere seguita.

Corte costituzionale, Bartolozzi: cosa non decide la Consulta

La Corte costituzionale non deve stabilire oggi se Bartolozzi abbia detto il falso. Non si tratta di un processo penale sul merito dell’accusa. La decisione può invece incidere sul percorso giudiziario. Se venissero accolte le ragioni della Camera, la magistratura dovrebbe tenere conto delle prerogative parlamentari riconosciute dalla Consulta e la procedura relativa alla posizione di Bartolozzi potrebbe essere modificata.

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Se il conflitto venisse respinto, rimarrebbe invece valida, sotto questo profilo, la strada seguita dalla magistratura ordinaria. Il giudizio assume quindi rilievo per i rapporti tra potere giudiziario e Parlamento nel trattamento di condotte attribuite a persone non ministre ma ritenute collegate a possibili reati ministeriali.

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