Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Caso Verdini, polemiche su Salvini. Ma non esiste il reato di fidanzamento

Caso Verdini, polemiche su Salvini. Ma non esiste il reato di fidanzamento

Il PD e il M5S hanno chiesto una relazione in Parlamento del ministro delle Infrastrutture sulle accuse rivolte ai Verdini, indagati per corruzione

Caso Verdini, polemiche su Salvini. Ma non esiste il reato di fidanzamento
quirinale, denis verdini, dell’utri, confalonieri, salvini, berlusconi

Salvini e il caso Verdini, montano le polemiche sulle “ombre” tra politica e business 

Il PD e il M5S hanno chiesto una relazione in Parlamento del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, sulle accuse rivolte ad alcuni personaggi, tra i quali Denis Verdini e il figlio, Tommaso, indagati per corruzione e turbativa d’asta sugli appalti Anas.  

Di fronte alle pressioni dell’opposizione, anche Fratelli d’Italia si è schierata a sostegno della decisione di Matteo Salvini di non riferire in Parlamento sull’inchiesta. L’oggetto dell’inchiesta, tuttavia, con le ombre sugli incroci fra imprese e politica, è uno di quelli che tocca le corde di FdI, che ha fatto della lotta alla corruzione un cavallo di battaglia.

LEGGI ANCHE: Verdini, chiavette usb e incontri. “Così padre e figlio pilotavano appalti”

Da parte dei difensori del leader della Lega-che non è indagato ed è legato, sentimentalmente, alla bella figlia di Verdini, Francesca-è stato osservato che nel bel Paese non esiste il reato di fidanzamento. E, a proposito di Denis Verdini, prima braccio destro di Silvio Berlusconi e poi vicino al suo concittadino, Matteo Renzi, molti condividono questo giudizio, vergato da Daniele Capezzone, direttore editoriale di “Libero”, che conosce bene l’ex parlamentare: “Non intendo farne una specie di versione toscana di Madre Teresa di Calcutta. Ma Verdini è una persona di solida cultura politica, migliore, umanamente e politicamente, della cattiva e ingiusta letteratura, che lo ha fatto diventare un soggetto liberamente massacrabile…Egli preferisce dare uno schiaffo davanti e non una pugnalata alle spalle…”.