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Politica
Elezioni, Centrodestra: ecco la suddivisione dei collegi. Anteprima
Silvio Berlusconi Giorgia Meloni Matteo Salvini

Per la Lega la maggior parte al Nord, FdI fa la parte del leone al Centro, Forza Italia prevale al Sud


In attesa del vertice tra i leader in agenda mercoledì per fissare le regole elettorali, nel Centrodestra a tenere banco sono due temi: quello premier in caso di vittoria e quello dei criteri con i quali verranno definiti i collegi uninominali. Sul fronte Palazzo Chigi Giorgia Meloni e Matteo Salvini (come ha spiegato ieri il segretario della Lega ad Affaritaliani.it) tirano dritto, resta in vigore la regola che il partito della coalizione che prende più voti esprime il presidente del Consiglio.

E' ovvio che la sfida è tutta tra Meloni e Salvini con la leader di Fratelli d'Italia, sondaggi alla mano, al momento favorita. Forza Italia, con Silvio Berlusconi proiettato verso la presidenza del Senato, potrebbe

FI: Giusy Versace, addio a Forza Italia 

"Era nostro dovere garantire stabilità al Paese e continuità a questo governo che ben stava lavorando, portando al termine naturale la legislatura, fra qualche mese, con altruismo e coerenza". Così, tramite una nota la deputata ed ex atleta paralimpica Giusy Versace annuncia il suo addio a Forza Italia, partito nel quale militava dal 2018. "Mai avrei immaginato di terminare questa legislatura con tale amarezza e delusione, sentimenti che oggi mi portano a lasciare il gruppo ed a dimettermi dagli incarichi che mi sono stati affidati ringraziando per la fiducia che mi è stata riposta", conclude Versace. 

schierare Antonio Tajani, vicepresidente del PPE che ha il sostegno proprio del primo partito europeo. Alla fine però la forza dei numeri rende difficile per gli azzurri opporsi alla storica regola e la soluzione potrebbe essere quella di Tajani sottosegretario alla presidenza del Consiglio chiunque vada a fare il premier, ovviamente sempre in caso di vittoria nelle urne. Un modo per "controllare" da vicino Meloni o Salvini.

Interessante il fronte collegi uninominali. FdI vorrebbe utilizzare unicamente i sondaggi, gli ultimi a disposizione, e in questo modo avrebbe il 50% delle candidature. Berlusconi oppone un salomonico un terzo, un terzo, un terzo. Alla fine, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, la soluzione dovrebbe essere quella di una media ponderata tra i più recenti sondaggi, i risultati delle Politiche 2018 e delle Europee 2019.

Facendo rapido un calcolo, che comunque andrà definito meglio nel dettaglio, alla Lega e a Fratelli d'Italia dovrebbero spettare il 35% dei collegi uninominali tra Camera e Senato e il restante 30% andrebbe a Forza Italia. Inclusi nella quota degli azzurri, però, anche i partiti minori della coalizione, come l'Udc, Noi con l'Italia di Maurizio Lupi e Rinascimento di Vittorio Sgarbi. "Una quadra accettabile, un compromesso molto probabile", spiegano fonti qualificate del Carroccio. Ma la geografia nel Centrodestra non sarà la stessa per tutti.

La Lega chiederà almeno il 60, forse anche il 70%, dei collegi del Nord (fino all'Emilia Romagna), avendo molti uscenti proprio nelle terre ex padane. FdI si concentrerà soprattutto sul Centro e quindi Lazio, Marche, Toscana, Umbria e Abruzzo. Al Sud la maggior parte dei candidati nelle liste uninominali dovrebbe invece essere di Forza Italia. Il partito di Berlusconi, insieme all'Udc, ottiene i risultati migliori in regioni come la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia e, come noto, ha molti eletti uscenti proprio del Mezzogiorno.

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