Pd, Cottarelli annuncia non solo l’uscita dal Pd ma proprio dal Senato. Il commento
Le segreterie dei governi mondiali hanno vissuto un brutto weekend. Cosa sarà mai successo, uno si chiede? Esplosioni nucleari mattutine in zone di guerra? Tensioni Cina – Usa per Taiwan? Niente di tutto questo. La notizia bomba che ha buttato giù dal letto i potenti della Terra è un’altra: Carlo Cottarelli si dimette. Ma chi è Cottarelli? È la domanda che sorge garrula a chiunque sia interessato alle sorti dell’umanità. Ma come? È stato dal 2013 al 2014 “Commissario straordinario di Governo per la revisione della spesa pubblica”, meglio noto come “mister spending review”, su indicazione di Enrico Letta.
Laureato in Economia a Siena si è masterizzato come un dvd alla famosa School of Economics di Londra. Dal 1988 lavora per il Fondo monetario internazionale. Dopo esser estato nominato nell’esecutivo del FMI ha lasciato la carica istituzionale italiana. Professorone alla Bocconi di Milano, deve la sua fama e i suoi problemi esistenziali al fatto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per mettere prescia a Salvini e Di Maio il 28 maggio 2018 gli dà l’incarico di formare un governo tecnico a cui è costretto a rinunciare il 31 maggio. La motivazione della rinuncia è che: “si sono nuovamente create le condizioni per un governo politico”.
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Insomma, come detto, Cottarelli viene utilizzato solo per l’effetto spauracchio su Lega e Cinque Stelle ma lui ci crede veramente che avrebbe potuto fare il premier. Il sogno gli dura solo quattro giorni. I quattro giorni che (non) cambiarono il mondo. Cottarelli è stato ed è un “fazista” (non fascista!) della prima ora e quando c’ha qualche piantarello da farsi va dal buon Fabio che lo accoglie sempre maternamente e lo tira su e gli dà pure i kleenex gratis ma quelli di qualità, profumati, non quelli comprati al semaforo. Intanto paga la Rai.
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Ma dopo aver solo sognato di mangiarsi il budino Cottarelli il budino lo vuole mangiare davvero. E così comincia a bazzicare conventicole liberali nella speranza di tornare nel giro. Ma niente. Almeno fino al 2022 quando in quota Partito democratico riesce ad entrare in Senato, pur avendo perso il confronto diretto con Daniela Santanchè. E poi l’epilogo di queste ore. Cottarelli annuncia non solo l’uscita dal Pd ma –sembra- proprio dal Senato. Manifestazioni di gioia con caroselli aggiunti ai festeggiamenti per lo scudetto del Napoli. Se ne va perché non condivide la svolta impressa da Elly Schlein al partito che lo ha fatto eleggere.
“Stimo la Schlein, ma sono a disagio su certe posizioni”, ha dichiarato democristianamente ed un po’ ambiguamente. Il suo refugium peccatorum sembra sia l’Università Cattolica di Milano. Subito Calenda gli ha chiesto perché non si fosse candidato con lui. Semplice. Perché voleva essere eletto.

