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Politica
Congresso Pd, l'errore nel regolamento che può falsare il voto - Esclusivo

Statuto Pd: il "dubbio" interpretativo sulle regole di partecipazione

Mercoledì 11 gennaio la direzione del Pd, seguita dall'assemblea nazionale, chiarirà gli ultimi dubbi sul percorso congressuale, del quale stiamo parlando ormai da quasi quattro mesi, ovvero dalla disfatta elettorale dello scorso 25 settembre.

In quella sede si dirà l'ultima parola sulla modalità di svolgimento del voto, che Elly Schlein vorrebbe estendere all'online, ipotesi che trova la ferma opposizione di Stefano Bonaccini. Tuttavia, a quanto può rivelare affaritaliani.it, non sarà l'unico nodo da sciogliere. C'è un tema ben più rilevante, che potrebbe inficiare l'intero processo di scelta del successore di Enrico Letta.

A eleggere il nuovo segretario, come tutti sanno, saranno prima gli iscritti al Pd, che voteranno i quattro candidati in corsa (Bonaccini, Schlein, Cuperlo e De Micheli) e poi le primarie, nelle quali i primi due classificati della prima fase saranno giudicati, come da tradizione, anche dai simpatizzanti. Ma è davvero così? Non secondo alcune autorevoli interpretazioni che filtrano dal Nazareno, dove serpeggia una certa preoccupazione in base alle modifiche dello Statuto approvate lo scorso novembre dall'assemblea nazionale.

In particolare, l'art. 55 norma la partecipazione, che secondo il comma 1.1 è concessa a tre categorie di elettori: a) gli iscritti al Pd; b) gli iscritti ai partiti e movimenti politici, alle associazioni e ai movimenti civici che con deliberazione dei propri organismi dirigenti aderiscano al processo costituente; c) i cittadini che affermano la volontà di partecipare al processo costituente, sottoscrivendo l’appello alla partecipazione con una adesione certificata, anche nella modalità on-line, che può prevedere la raccolta di un contributo volontario a partire dall’importo di un euro.

Questo che cosa significa? Che Articolo 1, per fare solo l'esempio più noto, delibera di aderire al percorso costituente del Pd e quindi anche i suoi iscritti possono automaticamente parteciparvi. Già su questo c'è qualche dubbio interpretativo, perché secondo alcuni ci vorrebbe anche l'adesione del singolo, ma comunque basta versare un euro per risolvere il problema.

La questione vera è un'altra, quella esplicitata dal comma 1.5 dello stesso articolo. Qui si legge in maniera chiarissima che anche i simpatizzanti (sia singoli che in associazione) “acquisiscono lo status di iscritti al Partito nel momento in cui partecipano alle operazioni di voto nella prima fase congressuale”. Quindi, si sottolinea con un certo allarme tra i Dem, nulla vieterebbe alle altre forze del centrosinistra di entrare in campo già dalla prima fase del processo, votando insieme agli iscritti e potenzialmente ribaltando i rapporti di forza che attualmente vedono Bonaccini in vantaggio. Non solo, come già anticipato dal nostro giornale, si teme anche la possibile incursione di altri soggetti politici che possano avere interesse a condizionare l'esito della competizione interna al Pd, per fini diversi.

Per questo, vari esperti di questioni procedurali sono al lavoro affinché il dubbio interpretativo venga chiarito in sede di revisione del Regolamento per il Congresso, che l'Assemblea nazionale deve approvare entro il 22 gennaio, secondo quanto stabilito dal comma 3 dello stesso art. 55. Tuttavia, basta leggere con sufficiente attenzione il documento per capire che le preoccupazioni non sono certo infondate: meglio provvedere a un aggiustamento in corsa, per evitare caos e possibili ricorsi.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELL'ART. 55 DELLO STATUTO DEL PD
 

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