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FdI: “Commissariare la sanità pugliese. Di fatto, la Lega puntella Speranza”

Intervista a Marcello Gemmato (FdI): “Giorgia Meloni pronta per diventare premier”

FdI: “Commissariare la sanità pugliese. Di fatto, la Lega puntella Speranza”

Intervista di Affaritaliani.it a Marcello Gemmato, nuovo responsabile di Fratelli d’Italia in Basilicata e capo del Dipartimento Sanità del partito guidato da Giorgia Meloni

Lei diventa il nuovo responsabile di Fratelli d’Italia in Basilicata. Quali sono le principali sfide per la Regione? Qual è il rapporto con il presidente Vito Bardi?
“I rapporti di Fratelli d’Italia con il presidente Bardi sono ottimi. Intendiamo intensificare la collaborazione per mettere a disposizione del presidente la migliore classe dirigente di Fratelli d’Italia al fine di puntellare l’azione amministrativa”.

Lei è pugliese, nato a Bari, come valuta la gestione della pandemia da parte del presidente Michele Emiliano? Come è possibile che la Puglia sia una delle pochissime regioni ancora rosse? Chi ha sbagliato?
“Siamo rimasti gli ultimi in Italia, in zona rossa insieme alla Valle d’Aosta e alla Sardegna. Tutto ciò è il frutto delle politiche inadeguate del presidente Emiliano. Un recente studio statistico ha dimostrato, mettendo insieme cinque parametri, che la Puglia è ultima in Italia. Altro non è che il frutto di una gestione scriteriata della regione. Ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione chiediamo al presidente del Consiglio Mario Draghi di commissariare la sanità pugliese per manifesta incapacità. Non è un fatto politico, ma i dati parlano chiaro. Emiliano e l’assessore Lopalco stanno di più in televisione che negli uffici e sui territori per gestire questa fase complessa, anche dal punto di vista economico”.

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A Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità in Puglia, è stata tolta la responsabilità delle vaccinazioni per darla alla Protezione Civile, che cosa sta succedendo?
“Esatto. Proprio due giorni fa il presidente Emiliano ha tolto la pertinenza delle vaccinazioni all’assessore Lopalco per darla in capo al dottor Lerario, responsabile regionale della protezione civile. Anche in questo caso registriamo un’incapacità totale a livello di gestione che porta la Puglia a essere ultima in Italia per vaccinazioni a ultra 80enni e ultra 70enni. Ricordo, che sono le due categorie con la mortalità più alta, mentre sotto i 50 anni la mortalità è circa dell’1%. Dobbiamo mettere in sicurezza ultra 80enni e ultra 70enni per due motivi: salvare loro la vita, mission principale, ed evitare un’eccessiva ospedalizzazione intasando le terapie intensive e i reparti ordinari. In Puglia, oggi, abbiamo l’occupazione al 47% delle terapie intensive quando l’alert scatta sopra il 30%. Emiliano ha rimosso Lopalco ma il fallimento è globale. Ecco perché insistiamo con la richiesta a Draghi di commissariare la sanità pugliese”.

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Come valuta la linea della prudenza sulle riaperture da parte del ministro della Salute Roberto Speranza? Fosse stato per lui, probabilmente, non riapriremmo nemmeno il 3 maggio…
“Purtroppo l’Italia è prima al mondo per mortalità su 100mila abitanti e terza per letalità su 100mila abitanti, cioè i morti riferiti a quella specifica patologia. Bastano questi dati per denunciare la totale inadeguatezza del ministro Speranza, riconfermato sulla sua poltrona nonostante un anno di chiusure non abbia portato alcun miglioramento, anche a causa della scelta di procedere con la contrattazione a livello europeo sui vaccini. Altri Paesi, coma il Regno Unito, la Serbia e Israele, hanno scelto di contrattare individualmente sui vaccini e hanno già superato il 60% di dosi somministrate e ora possono riaprire, anche se sempre con cautela. Da noi invece è ancora tutto chiuso con un danno anche economico e non solo sanitario. Il tutto con ristori insufficienti senza alcuna prospettiva di uscita dal tunnel. E’ un dato scientifico che all’aperto la percentuale di contagi sia bassissima ed è quindi il momento di aprire, almeno all’aperto, bar, ristoranti e attività sportive. Tutto quello che il ministro Speranza ha sempre negato”.

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Il premier Mario Draghi ha affermato recentemente di avere piena fiducia nel ministro Speranza. Quindi il capo del governo condivide questa linea di prudenza?
“Ritengo che quella di Draghi sia una difesa d’ufficio per non mettere a rischio la tenuta stessa del suo governo. A torto o a ragione, Speranza mantiene la responsabilità della Salute perché altrimenti crollerebbe la maggioranza. Appena abbiamo annunciato la mozione di sfiducia individuale, abbiamo visto come Pd e M5S, oltre a LeU, siano corsi in soccorso di Speranza per puntellarlo. Dispiace, senza polemiche ma è un fatto, che la Lega e Forza Italia non abbiano dato seguito alla nostra richiesta di sfiducia individuale, puntellando, anche se involontariamente, il ministro Speranza”.

Appunto, la Lega aveva fatto una durissima battaglia contro il ministro Speranza all’epoca del secondo governo Conte. Ora la Lega è in chiaro imbarazzo, e infatti ha annunciato che non voterà la vostra mozione di sfiducia individuale al ministro. Come vede questa situazione dei vostri alleati del Centrodestra?
“Noi non chiediamo di sfiduciare Speranza per mettere in difficoltà la Lega, facciamo opposizione, ruolo fondamentale in democrazia. Tutti i dati raccontano del disastro di Speranza e non possiamo certo fare un atto di cortesia verso la Lega. Anzi, se la Lega facesse fino in fondo il proprio dovere, in linea con le critiche che ha sempre mosso, voterebbe la mozione di sfiducia al ministro. Lega e Forza Italia avevano detto che entravano nel governo Draghi per condizionare la sua azione. L’impressione è che sia la Lega a essere condizionata in negativo. Ripeto, nessuna polemica da parte nostra, svolgiamo solo il nostro ruolo chiave di opposizione”.

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Ranieri Guerra è indagato a Bergamo sul piano pandemico non aggiornato. Il ministro Speranza dovrebbe dare una spiegazione su questa vicenda?
“Esistono responsabilità individuali e di carattere politico. In questo inserisco anche Domenico Arcuri, una sorta di plenipotenziario sulla gestione sanitaria della pandemia del governo Conte e in particolare del ministro Speranza. Sull’inchiesta spetta alla Magistratura accertare le responsabilità, ma il ministro Speranza ha anche una responsabilità politica e deve darne conto. Ricordo che finora nessun giornalista in nessuna intervista gli ha chiesto del piano pandemico. Speranza deve chiarire anche su questo punto i rapporti con Ranieri Guerra e Arcuri e le proprie responsabilità”.

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Sull’inchiesta delle mascherine nella quale è indagato l’ex commissario all’emergenza Domenico Arcuri, il ministro Speranza dovrebbe fornire qualche spiegazione?
“Apprendiamo da fonti vicine al governo che addirittura il 50% delle mascherine non è idoneo. Appalti miliardari con provvigioni a soggetti improbabili che svolgevano il ruolo di intermediari. Tutto questo nel silenzio totale del governo e di Speranza. Anche su questo punto, sicuramente, il ministro deve molte spiegazioni al Paese”.

I ritardi del piano vaccinale e il caos tra le Regioni che si muovono spesso in ordine sparso sono anche responsabilità del ministro Speranza?
“La riforma del Titolo V della Costituzione, la regionalizzazione della sanità, ha portato i disastri che sono sotto gli occhi di tutti. E già prima della pandemia c’erano molte criticità. Quella riforma, ricordo, fu votata e voluta dalla sinistra e da Massimo D’Alema, un vero fallimento. Quando supereremo questo momento, speriamo presto, una seria riflessione va certamente fatta”.

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Secondo Fratelli d’Italia la gestione della sanità deve tornare nazionale?
“E’ un tema complesso che non si può tagliare con l’accetta. Serve una riflessione profonda, anche perché il riparto del Fondo Sanitario Nazionale avvantaggia alcune regioni del Nord rispetto a quelle del Sud perché hanno più anziani e noi meridionali facciamo più figli. E’ un tema complesso, ma certamente va fatta una perequazione perché non possiamo avere 20 regioni con 20 sistemi sanitari differenti”.

Pensa che alle prossime elezioni politiche Giorgia Meloni possa davvero correre per diventare premier? Le divisioni nate con il governo Draghi nel Centrodestra mettono a rischio la coalizione?
“Alla possibilità che Giorgia Meloni diventi premier crediamo dal 2013, quando prendemmo l’1,9% alle elezioni politiche. Oggi i sondaggi ci danno tra il 18 e il 19% a livello nazionale e al Sud siamo già il primo partito con il 24,2%. Andremo al voto con il Centrodestra unito, non ci sono dubbi. Governiamo insieme 15 regioni su 20 e le ragione per stare insieme superano nettamente le diverse sfumature. Se gli italiani lo vorranno, Giorgia (Meloni, ndr) sarà la prima donna premier. Ma non è una questione di sesso. Il nome della Meloni termina con la lettera a, ma potrebbe anche essere un uomo. Fratelli d’Italia è pronto a governare il Paese in prima persona”.