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Politica
Berlusconi cambia, ecco la Fi di Fascina. Via Cattaneo-Ronzulli, torna Barelli

Tramonta l’era Ronzulli in Lombardia. Sostituito Cattaneo come capogruppo

Alessandro Cattaneo non è più il capogruppo di Forza Italia alla Camera. Al suo posto torna Paolo Barelli, ritenuto vicino ad Antonio Tajani, già alla guida del gruppo a Montecitorio da ottobre 2021 a settembre scorso. Licia Ronzulli resta invece capogruppo di FI al Senato. Così recita la nota firmata da Silvio Berlusconi che mette fine a settimane di voci sui malumori nei confronti dei due capogruppo. Anche se non si può dire con certezza che il cambio metterà fine alle tensioni interne al partito. Cattaneo, spiega il Cavaliere, farà il vice coordinatore nazionale del partito, al fianco del ministro Anna Maria Bernini, con delega all’organizzazione territoriale. Oltre all’indicazione di Barelli, Berlusconi anticipa che “nelle prossime settimane” annuncerà “il nuovo assetto di Forza Italia in tutta la sua organizzazione” e nomina nuovi coordinatori regionali, tra cui Alessandro Sorte, che ‘scippa’ a Ronzulli la guida del partito in Lombardia.

Gli altri coordinatori sono: per la Basilicata: Maria Elisabetta Casellati; per l'Emilia Romagna, Rosaria Tassinari; per il Molise, Claudio Lotito; per la Sicilia, Marcello Caruso; per la Toscana, Marco Stella; e per il Veneto, Flavio Tosi. La nota di Berlusconi arriva dopo giornate ad alta tensione nel partito. FI è in ebollizione da settimane, almeno da dopo le Regionali del 12-13 febbraio. Nel mirino sono finiti in particolar modo i due capigruppo di Camera e Senato, Ronzulli e Cattaneo. Alla prima, i cui rapporti con la compagna di Silvio Berlusconi Marta Fascina sono dati per deteriorati, sono imputate, tra le altre cose, alcune scelte nella formazione della giunta lombarda (dalla quale sono assenti, per esempio, componenti bergamaschi di FI). Ma le critiche a Ronzulli e Cattaneo sono parallele a un 'movimento' di FI verso una posizione maggiormente governativa, piu' vicina a Giorgia Meloni, 'sponsorizzata' dal vice premier Antonio Tajani, e dal rinnovato 'asse' con Gianni Letta, che, storico consigliere del Cavaliere, partecipa al tavolo con gli alleati sulle nomine dei vertici delle partecipate. In molti attendevano gia' da ieri sera l'annuncio del cambio del capogruppo alla Camera.

Si erano diffuse voci anche di una raccolta firme a sostegno del cambio della guida a Montecitorio a favore di Barelli, ex capogruppo, la cui elezione nel 2021 fece insorgere gli allora ministri azzurri Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Renato Brunetta. Alcuni parlavano di 33 deputati a favore su 44. Ma sembra che non vi sia stata una raccolta firme vera e propria, piu' una 'consultazione' informale per verificare 'chi sta con chi'. "In Forza Italia in questo momento c'e' solo una normale dialettica interna", aveva smentito l'ex leghista ora deputato di FI Flavio Tosi, unico a parlare, prima della nota di Berlusconi. “Se e' vero che dei parlamentari hanno raccolto firme per sfiduciare il capogruppo Cattaneo? Non e' vero, non c'e' nulla in tal senso, io non ho firmato niente. Per qualsiasi decisione comunque c'e' il presidente Berlusconi, io eventualmente votero' qualunque capogruppo mi venga indicato dal presidente".

Intanto, nel partito c'e' già chi fa notare che Barelli, per oltre un ventennio presidente della Federazione italiana nuoto, sia finito nel mirino panel etico della Federazione mondiale che, a inizio marzo, gli ha comminato una multa di circa 300mila per ricevuto per otto anni, dal 2009 al 2017, oltre 3 mila euro al mese dalla World Aquatics senza averne diritto. Dopo la decisione arrivata a inizio marzo Barelli dovra' anche scontare un anno di sospensione da qualsiasi attivita' legata alla Federazione internazionale e alle sue affiliate nei singoli Paesi. Secondo quanto si apprende, Cattaneo sarebbe finito nel mirino in particolar modo per la trattativa per l'elezione dei presidenti e i vice presidenti della bicamerali, che viene gestita tradizionalmente dai presidenti di gruppo. L'accusa mossa da alcuni deputati sarebbe di non essere stato abbastanza efficace in un negoziato con alleati che non lo vedono di buon occhio perche' ritenuto poco vicino alla linea 'meloniana'.

La 'fronda' alla Camera sarebbe guidata in particolar modo da tre deputati, ritenuti vicini a Fascina. Si tratta del nuovo coordinatore lombardo Sorte di Treviglio e Stefanio Benigni di Alzano lombardo, entrambi della provincia di Bergamo e di Tullio Ferrante di San Giorgio in Cremano, nel Napoletano. I primi segnali di 'allontanamento' di Ronzulli si erano visti in alcune assenze della storica collaboratrice in uscite del Cavaliere, come il pranzo organizzato proprio da Sorte e Benigni a Bergamo sabato scorso. Dopo vari retroscena di stampa, Fascina - le cui dichiarazioni sono rare - e' intervenuta lunedi' con una nota volta a smentire la nascita di una corrente da lei ispirata. Me nel comunicato non ha lesinato forti critiche contro chi, "in cerca di visibilita'" anima i "controcanti quotidiani, inutili e deleteri", "voci solitarie" in un partito come FI che "e' sempre stato leale" al governo Meloni. 

 

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