Green Pass, niente sospensione dal lavoro, sì al taglio dello stipendio
L’emergenza Coronavirus in Italia continua senza sosta. La variante delta dilaga ormai su tutto il territorio e il tasso di contagiosità è sette volte superiore al virus tradizionale. Preoccupa anche l’aumento dei bambini contagiati, conseguenza del ritorno a scuola in presenza. Il governo ha deciso così di rendere obbligatorio il Green Pass per tutti i lavoratori, del settore pubblico e privato. Ma il decreto legge – si legge sul Corriere della Sera – è stato modificato all’ultimo, prima di essere recapitato al Quirinale per la firma del capo dello Stato e di approdare in Gazzetta Ufficiale. Il decreto entrerà in vigore il 15 ottobre, ma alcune importanti decisioni sono già state prese: le regole per votare in sicurezza alle amministrative, le categorie e i tempi di somministrazione della terza dose e le modalità di controllo del green pass imposto ai lavoratori.
Nelle stanze del governo – prosegue il Corriere – si è deciso di cancellare un aspetto che aveva fatto molto discutere: la sospensione dei dipendenti pubblici e privati sprovvisti di certificazione verde. L’assenza ingiustificata resta, così come la perdita dello stipendio fino a quando la persona sorpresa senza passaporto di immunità non si mette in regola. Ma nel testo definitivo è saltato il passaggio per cui «a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della certificazione».






