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Politica
Green Pass, vuoto normativo: non convertito in legge, per ora è liberi tutti

Sull’estensione del Green Pass a bar, ristoranti, cinema e musei ancora si tratta dentro dentro il governo. Intanto siamo in un totale vuoto normativo. Ed è il liberi tutti, almeno in queste ore, in attesa di interventi legislativi. Il Green Pass doveva di fatto doveva essere già applicato in Italia per assembramenti e cerimonie. Ma che da ieri non vale più perché il decreto che lo istituiva non è stato convertito in legge.

Lo si apprende dalla Gazzetta Ufficiale numero 171 del 19 luglio - che spiega come la norma che istituiva le misure del Green Pass, il decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 non è stato convertito: “Il decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65, recante: ‘Misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19.’, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 117 del 18 maggio 2021, è stato abrogato dall’art. 1, comma 3, della legge 17 giugno 2021, n. 87, riguardante la: ‘Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19’”.

L’articolo 9 del decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 recitava: “Dal 15 giugno 2021, in zona gialla, sono consentite le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020 e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021”. Ma in queste ore convulse la certificazione verde di cui parla il decreto non vale nulla, vista la mancata conversione in legge.

Il deputato e avvocato Gianluca Vinci di Fratelli d’Italia ha commentato ad Affaritaliani.it: “Il Green Pass serve solo ad aggiungere il colore verde ai pennarelli del Governo, per fortuna, o per volontà o per incapacità, il primo tentativo di introdurlo è fallito, sono molto rari i casi di mancata conversione di un Decreto Legge, la gente si è vista imporre nuove norme poi decadute e quindi mai esistite”.

Intanto da dentro il Palazzo più voci della maggioranza sostengono che la Cabina di regia del governo ci metterà una toppa. La Cabina precederà il Consiglio dei ministri che dovrebbe decidere sul da farsi. Molto, ovviamente, dipenderà dalla mediazione politica tra sinistra e destra.

“Il Green Pass esteso farebbe crollare il turismo”, aveva spiegato ieri sempre ad Aggaritaliani.it il capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo. Ma il provvedimento potrebbe scattare in queste ore proprio per bar e ristoranti al chiuso. Si sta pensando a una soglia minima per accedervi, una solo dose del vaccino. Una scelta priva si qualsiasi fondamento scientifico, ma tanto figlia della mediazione politica.

Nel governo il netto no della Lega si è manifestato anche con Matteo Salvini che si è scagliato contro i vaccini per i giovani e l’obbligo nei pubblici esercizi, proprio per bar e ristoranti.

Altro capitolo è un ulteriore l’obbligo di vaccinazione che potrebbe scattare per il personale scolastico. Ma la questione cardine sono i criteri che determinano il passaggio delle regioni da un colore di pericolo all’altro. I governatori hanno chiesto di calcolare i colori non sulla base dei positivi ma sulla tenuta delle terapie intensive. Chiedono di mantenere la zona bianca se l’occupazione delle terapie intensive non supera il 20% dei posti letto a disposizione e il 30% di quelli dei reparti ordinari. Contrario il ministro Speranza e il Pd. Si potrebbe mediare su un 15%.

Vinci: “Ora il Governo vuole tornare alla carica con nuove deliranti limitazioni delle libertà personali, un fatto gravissimo, ma la cosa più grave è che questa voluta confusione è funzionale al fatto che il Governo, per salvarci da una fantomatica emergenza, continui a stare lì indisturbato a fare danni”.

 

 

 

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