Marco Rizzo contro il Campo Largo, il centrodestra e l’attuale politica, un concetto – a suo avviso – ormai superato. Il leader di Italia Domani presenterà ufficialmente il movimento il prossimo 3 ottobre a Roma, considerando l’esperienza legata al bipolarismo arrivata al capolinea. “Destra contro sinistra? Una guerra ormai vecchia di 80 anni, che non sarebbe più in grado di rappresentare l’Italia reale”
Italia Domani, l’idea di uno spazio politico diverso: “La mia sinistra non esiste più”
Il leader di Italia Domani prova così a costruire uno spazio politico nuovo, rivolgendosi agli astensionisti e ai disillusi: “Mi riferisco soprattutto a chi non vota più, agli elettori delusi e a quel ceto medio che è finito schiacciato tra crisi economica, tasse, precarietà e perdita di potere d’acquisto”. L’ex PC vuole una Italia sovranista, che sia lontana sia dall’attuale centrosinistra che dal centrodestra, legato all’Europa. Una scommessa ambiziosa, la sua: mettere insieme i pezzi e ricomporre un partito sociale legato alla vecchia sinistra attraverso dei temi che, oggi, sono considerati patrimonio della destra. È proprio dal suo passato che Rizzo muove un attacco durissimo: “Io vengo dalla sinistra di Berlinguer, quella attaccata ai cancelli della Fiat, accanto agli operai. Oggi la sinistra è sul carro del Gay Pride, non mi interessa”.
Addio allo scontro politico: “Basta destra contro sinistra”

Le idee di Rizzo si slegano anche dal concetto di bipolarismo: “lo scontro politico non deve più essere tra destra e sinistra, ma tra il basso e l’alto, deve essere popolo contro élite”. Il nuovo movimento mette economia e sicurezza al centro del proprio programma. Rizzo vuole creare lo zoccolo duro del nuovo movimento mettendo al centro del programma economia e sicurezza. “Eravamo la quarta potenza economica del mondo, oggi siamo la nona e tra dieci anni saremo al ventiquattresimo posto. Vogliamo parlare a lavoratori, a chi ha scelto l’astensione perché schifato da questa politica. L’Italia è da troppo tempo un paese dove le multinazionali non pagano le tasse, è un paese dove le banche guadagnano e pagano sempre i soliti, il ceto medio, il popolo, i lavoratori”.
Il tema della sicurezza: giro di vite e no all’invio di armi in Ucraina
Rizzo spinge anche sulla sicurezza. La proposta è quella di abbassare da cinque a tre anni la soglia per la detenzione effettiva, costruire nuove carceri e introdurre il lavoro durante la pena. Quanto al rapporto con la UE, lo definisce “pessimo” e rinnova il “no” all’invio di armi in Ucraina; “Chiediamo una posizione di neutralità. Non possiamo spendere milioni di euro per la guerra e non aiutare gli italiani. L’Europa così com’è, va disarticolata. E in Italia chi delinque deve andare in galera”. Una posizione che incrocia e sfiora, sin quasi a toccare, temi cari all’elettorato di destra. Rizzo non nasconde, ad esempio, una certa sintonia con Roberto Vannacci sulla questione della guerra: “Un generale che dice no alla guerra mi piace, ma precisiamo subito, non ci sarà nessuna alleanza. Puntiamo alla discussione programmatica”.


