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La sfida del PCI: Alessandro Onorato, la quarta gamba del campo largo

Alessandro Onorato è ormai un politico dal respiro nazionale e garantisce sul progetto: “Servono programma, tempi e coperture. Noi ci saremo”

La sfida del PCI: Alessandro Onorato, la quarta gamba del campo largo
Alessandro Onorato PCI in occasione della prima assemblea nazionale di Progetto Civico Italia

Un movimento nato con un respiro civico e di democrazia dal basso si sta trasformando rapidamente in un laboratorio politico nazionale. Progetto Civico Italiano è ormai una realtà al centro della discussione, trasformatasi ormai in un interrogativo che attraversa tutto il campo largo: ovvero se Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sono sufficienti per costruire un’alternativa competitiva alla destra

Alessandro Onorato da lievito a ricetta per il centrosinistra

La sfida del PCI: Alessandro Onorato, la quarta gamba del campo largo
Alessandro Onorato in occasione della confluenza in Progetto Civico Italia del movimento politico siciliano Controcorrente alla Camera dei Deputati

La risposta arrivata dall’assessore al Turismo allo Sport e ai Grandi Eventi di Roma Capitale è chiara: il campo largo può e deve reggersi su una quarta gamba. Un progetto politico che ha immagine, forma e somiglianza di Alessandro Onorato: il leader di Progetto Civico considera la democrazia partecipata dal basso e la territorialità un elemento fondamentale. E ha una convinzione precisa: non basta unire i punti e mettere insieme i partiti esistenti dentro e intorno il campo largo. Occorre intercettare quella parte di elettorato che non si riconosce più nelle strutture tradizionali e spesso sfocia nell’astensionismo. Non a caso, il nuovo soggetto, presentatosi come “lievito” della sinistra, adesso detta la ricetta: Progetto Civico Italiano si rivolge al programma della coalizione con meno slogan e numeri in crescita quanto basta per non essere ignorato.

Un progetto nato per il dialogo ma che non si fonde

Progetto Civico non è rimasto isolato ma ha attirato l’attenzione di Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a testimonianza di un’attenzione crescente verso il nuovo contenitore politico. In particolare, PCI stuzzica e anche parecchio il leader del Movimento 5 Stelle, che nasce proprio come una realtà strutturalmente diversa dai partiti tradizionali e riconosce a Progetto Civico la capacità di poter parlare e soprattutto intercettare anche a quella fascia di elettori che oggi non vota. Dialogo, però, non significa fusione. Onorato rivendica infatti l’autonomia: “Se ti unisci c’è il rischio di elidersi, c’è bisogno di concorrere con la propria identità”. La sfida è quindi duplice: costruire una coalizione sufficientemente larga per competere con Meloni e, allo stesso tempo, evitare che le diverse componenti perdano le caratteristiche distintive.

Onorato adesso detta le regole: no a Renzi e sì alle primarie

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Ed è con queste premesse che si inserisce anche il rapporto con Matteo Renzi. Onorato esclude un accordo con Italia Viva. La prospettiva indicata è quella di un unico campo alternativo al centrodestra, ma composto da soggetti distinti e riconoscibili. A spingere il progetto verso Roma c’è poi Roberto Gualtieri. Il sindaco della Capitale, sottolinea da tempo che “i partiti da soli non ce la fanno” e cavalca l’idea di un cambiamento poggiato sulla partecipazione civica. Settembre è il mese decisivo: Onorato lo vuole sfruttare appieno per costruire il programma e poi andare rapidamente alle primarie del centrosinistra. Recitando da protagonista. La partita, insomma, è appena cominciata. Progetto Civico vuole essere la quarta gamba del centrosinistra senza diventare una stampella di nessuno e la sensazione è che abbia le potenzialità per riuscirci.