Un movimento nato con un respiro civico e di democrazia dal basso si sta trasformando rapidamente in un laboratorio politico nazionale. Progetto Civico Italiano è ormai una realtà al centro della discussione, trasformatasi ormai in un interrogativo che attraversa tutto il campo largo: ovvero se Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sono sufficienti per costruire un’alternativa competitiva alla destra
Alessandro Onorato da lievito a ricetta per il centrosinistra

La risposta arrivata dall’assessore al Turismo allo Sport e ai Grandi Eventi di Roma Capitale è chiara: il campo largo può e deve reggersi su una quarta gamba. Un progetto politico che ha immagine, forma e somiglianza di Alessandro Onorato: il leader di Progetto Civico considera la democrazia partecipata dal basso e la territorialità un elemento fondamentale. E ha una convinzione precisa: non basta unire i punti e mettere insieme i partiti esistenti dentro e intorno il campo largo. Occorre intercettare quella parte di elettorato che non si riconosce più nelle strutture tradizionali e spesso sfocia nell’astensionismo. Non a caso, il nuovo soggetto, presentatosi come “lievito” della sinistra, adesso detta la ricetta: Progetto Civico Italiano si rivolge al programma della coalizione con meno slogan e numeri in crescita quanto basta per non essere ignorato.
Un progetto nato per il dialogo ma che non si fonde
Progetto Civico non è rimasto isolato ma ha attirato l’attenzione di Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a testimonianza di un’attenzione crescente verso il nuovo contenitore politico. In particolare, PCI stuzzica e anche parecchio il leader del Movimento 5 Stelle, che nasce proprio come una realtà strutturalmente diversa dai partiti tradizionali e riconosce a Progetto Civico la capacità di poter parlare e soprattutto intercettare anche a quella fascia di elettori che oggi non vota. Dialogo, però, non significa fusione. Onorato rivendica infatti l’autonomia: “Se ti unisci c’è il rischio di elidersi, c’è bisogno di concorrere con la propria identità”. La sfida è quindi duplice: costruire una coalizione sufficientemente larga per competere con Meloni e, allo stesso tempo, evitare che le diverse componenti perdano le caratteristiche distintive.
Onorato adesso detta le regole: no a Renzi e sì alle primarie

Ed è con queste premesse che si inserisce anche il rapporto con Matteo Renzi. Onorato esclude un accordo con Italia Viva. La prospettiva indicata è quella di un unico campo alternativo al centrodestra, ma composto da soggetti distinti e riconoscibili. A spingere il progetto verso Roma c’è poi Roberto Gualtieri. Il sindaco della Capitale, sottolinea da tempo che “i partiti da soli non ce la fanno” e cavalca l’idea di un cambiamento poggiato sulla partecipazione civica. Settembre è il mese decisivo: Onorato lo vuole sfruttare appieno per costruire il programma e poi andare rapidamente alle primarie del centrosinistra. Recitando da protagonista. La partita, insomma, è appena cominciata. Progetto Civico vuole essere la quarta gamba del centrosinistra senza diventare una stampella di nessuno e la sensazione è che abbia le potenzialità per riuscirci.


