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M5s, l’asse anti Renzi si rinforza.Sono saliti a 14 i senatori con Di Battista

Alla riunione online c’erano anche sei deputati, sale a 20 il gruppo dei grillini contrario all’ingresso nel governo del leader di Iv

M5s, l’asse anti Renzi si rinforza.Sono saliti a 14 i senatori con Di Battista
Barbara Lezzi ape
Roberto Fico, il presidente della Camera, sta tentando di far dialogare gli ex partiti di maggioranza per dar vita ad un nuovo governo. Pd, M5s e LeU, più i “responsabili” del Maie sono per la conferma di Conte, ma Italia Viva non cede e prima di dire sì a questa ipotesi vuole trattare sul programma e sui nomi. Ma proprio contro Renzi si rafforza – si legge sul Corriere della Sera – la fronda dei grillini che dicono no al suo ingresso, capeggiati da Di Battista. Ieri c’è stata la prima riunione «carbonara» della fronda. Con una sorpresa: il gruppo sta prendendo piede. Una riunione telematica a cui hanno partecipato tra i venti e i trenta parlamentari del Movimento, una cifra superiore a quella stimata inizialmente. Una fronda che «pesa» quindi circa il 10% degli eletti M5S. Tra i partecipanti, non solo i due gruppi di senatori (i sette «irriducibili» anti-renziani e i sette «possibilisti ma con paletti ferrei»), ma molti deputati che sono usciti allo scoperto.

M5s, l’asse anti Renzi si rinforza.Sono saliti a 14 i senatori con Di Battista

Roberto Fico, il presidente della Camera, sta tentando di far dialogare gli ex partiti di maggioranza per dar vita ad un nuovo governo. Pd, M5s e LeU, più i “responsabili” del Maie sono per la conferma di Conte, ma Italia Viva non cede e prima di dire sì a questa ipotesi vuole trattare sul programma e sui nomi. Ma proprio contro Renzi si rafforza – si legge sul Corriere della Sera – la fronda dei grillini che dicono no al suo ingresso, capeggiati da Di Battista. Ieri c’è stata la prima riunione «carbonara» della fronda. Con una sorpresa: il gruppo sta prendendo piede. Una riunione telematica a cui hanno partecipato tra i venti e i trenta parlamentari del Movimento, una cifra superiore a quella stimata inizialmente. Una fronda che «pesa» quindi circa il 10% degli eletti M5S. Tra i partecipanti, non solo i due gruppi di senatori (i sette «irriducibili» anti-renziani e i sette «possibilisti ma con paletti ferrei»), ma molti deputati che sono usciti allo scoperto.

Gli occhi – prosegue il Corriere – sono puntati soprattutto sulla pattuglia dei senatori, decisivi per la tenuta della maggioranza a Palazzo Madama. La strategia, già abbozzata nei giorni scorsi, è quella di pungolare i renziani sui temi, specie sulla battaglie storiche del Movimento reputate divisive. Il cerchio degli anti renziani si sta allargando. I governisti, per ora, osservano le mosse della fronda, ma con una certa sicurezza che alla fine i ribelli non si staccheranno dal Movimento e che voteranno la fiducia a un nuovo esecutivo. «Votare contro significa automaticamente essere espulsi e non credo possibile che una decina di senatori si mettano in una simile posizione», chiarisce un pentastellato. E precisa: «Poi ovviamente se avranno qualcosa da dire e da proporre ci saranno occasioni di confronto”.