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Politica
Mario Draghi Asino d'Oro e standing ovation in commissione
Mario Draghi

Assegnato a Mario Draghi l'Asino d'Oro 2021, standing ovation della commissione

Ribaltone in Commissione: ovazione dei Commissari, in piedi nell'applaudire la decisione unanime di nominare Mario Draghi Asino d'oro 2021.

La Commissione, formata da 11 membri: 8 Professori universitari, compreso il Presidente, tutti di discipline scientifiche, insegnate in 4 diverse Università; 2 Ricercatori in materie scientifiche, a tempo pieno in due diverse università; un dirigente in un Ente di ricerca statale. Tornando sulla precedente decisione (assegnare il Premio a Sergio Mattarella e, per la seconda volta, a Roberto Speranza) presa all'unanimità e anche annunciata, ma non ancora verbalizzata, riapre la discussione, anche per ufficializzare l'accettazione del ruolo di Presidente, da parte di un professore universitario di disciplina scientifica, attualmente nota penna forte nel settore scientifico di un famoso quotidiano e che nell'accettare con entusiasmo l'incarico, ha chiesto di poter decidere, anche in extremis, se rendersi palese o se, per prudenza, restare  anonimo, come richiesto da nove Commissari.


Riaperta così la discussione, limitata ai tre super (Speranza, Mattarella, Draghi) per manifesta superiorità rispetto a qualsiasi altra proposta avanzata dal gennaio 2022, ci si è ritrovati a discutere di confronti difficilmente eseguibili. 


Un Professore Ordinario di Genetica e cultore di Storia della Scienza moderna e contemporanea, ha posto il quesito: "Tra chi dice, come Mattarella all'Accademia dei Lincei e all'inaugurazione dell'a.a. 2021-22 alla Sapienza, che chi ha dimostrato d'aver ragione, aveva preso una deriva antiscientifica o che, essendo i vaccinati più dell'80% della popolazione, che "la scienza aveva democraticamente, vinto" e chi, come Draghi, aveva sparato tranquillo "Chi non si vaccina, uccide", che confronto fai? Si finisce in questioni di lana caprina e si perde più tempo del dovuto! Premiamoli tutti e tre e basta, vista l'impossibilità del confronto tra sfondoni, indifendibili e di gravità "infinita". 


Evidentemente l'esigenza della massima precisione e quindi la pretesa di "pesare" gli sfondoni, bloccava 5 Commissari che, invece di pronunciarsi su un nome, prolungavano la discussione, ancora indecisi su quale dei tre premiare. Grazie anche agli sbuffi di chi aveva già votato per Draghi, il Presidente è arrivato a minacciare, in sede di discussione sugli asini, di istituire immediatamente il Premio Asino di Buridano per chi non si fosse deciso a prendere posizione definitiva entro un tempo ragionevole: 5". 


A parte l'efficace e comica minaccia del Presidente, ecco il ragionamento che ha permesso di arrivare a una decisione condivisa all'unanimità, compresi Presidente e segretario: nominare Mario Draghi viene spontaneo non solo per le affermazioni scientificamente indifendibili, ma perché l’uomo era stato chiamato da Mattarella, a fare ciò che, evidentemente, secondo Mattarella, nessun altro poteva fare: cioè quasi dei miracoli.  Lui Super e il suo governo nientepopodimeno che "il governo dei migliori"


Potevamo dormire sogni tranquilli, grazie alla genialità di Mattarella, che aveva previsto tutto: ottenuti i miracoli, lo avrebbe ricompensato addirittura, con il Quirinale. Tutto secondo i piani di Mattarella, incurante del Grillo parlante (Travaglio) che giustamente, constatava "Non lo so sarà stato pure un bravo banchiere. Ma di politica non capisce un cazzo!" Che miracoli ha fatto Super Mario?   
Su Affaritaliani una sintesi dei risultati globali: Draghi, la triste e goffa avventura politica: entrato Super e uscito mini.

Rispetto, quindi, ad altri pur meritevoli concorrenti, Mr. M'illumino d'Incenso, che a Rimini ha fatto il monumento a Mario Draghi, merita d'essere un po' appesantito, con la speranza che riposi i piedi per terra. 
Siamo perciò in perfetta sintonia con quanto dice il Direttore Perrino: Governi tecnici? Una stagione da lasciare alle spalle. Nei prossimi giorni sarà reso noto il verbale con le motivazioni per l'assegnazione del Premio.

Ora mi preme sottolineare questa importante considerazione: aver premiato l'anno scorso Speranza e quest'anno Draghi, non rappresenta una "deriva politica" da parte di Commissioni che devono giudicare l'insostenibilità scientifica di affermazioni documentabili.

Il fatto nuovo, che si spera possa essere meno polemicamente esasperato in futuro e che spiega la premiazione di due politici, è che la politica, sin dall'inizio della pandemia, con una storica invasione di campo, grazie alla propria ignoranza, ha fatto suo il campo scientifico, con linguaggio e metodi antiscientifici, dividendo gli operatori, addetti ai lavori, in scienziati seri e veri e in quelli, ridicolizzati, della "deriva antiscientifica".


Tale divisione è stata una conseguenza del proposito esposto oralmente e su carta da Speranza, di cogliere l'occasione della pandemia per instaurare un'egemonia culturale della sinistra. Nacque così la ghettizzazione di chi, prove sperimentali in mano, non voleva permettere alla politica di sostituirsi alla Scienza e al suo metodo ricordato, su Affaritaliani, anche a Mattarella in occasione del suo discorso di fine anno 2021 “Appena avrà un po' di tempo libero, rifletta, alla luce della sicurezza che le hanno instillato sull'unico modo di procedere nella tragedia ancora in corso, rifletta su questo illuminante esempio di come procede la Scienza, dovuto ad Hans Reichenbach: "La Scienza procede come un cieco munito di bastone e che si è perso in montagna: prima di fare un passo, tasta col bastone il terreno circostante, per evitare passi falsi, che potrebbero farlo precipitare in un burrone." 


 

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