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Politica
Migranti, Magi: "In Albania la Meloni-candidata. I centri? Vuoto assoluto"
Riccardo Magi

Riccardo Magi ad Affari: "In Albania ho visto la Meloni-candidata. I centri migranti? Il vuoto assoluto". FOTO

È finita nel peggiore dei modi la spedizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal suo omologo Edi Rama in Albania, per visitare la struttura di Shengjin pronta ad accogliere i migranti in arrivo dall’Italia, nell’ambito del Patto siglato lo scorso anno con il premier di Tirana. All’uscita della conferenza stampa congiunta, infatti, il deputato di +Europa Riccardo Magi, che si era presentato fisicamente per criticare gli accordi confermati tra i due stati per quanto riguarda la gestione dei migranti, è stato fermato e strattonato dalle forze dell’ordine albanesi. La situazione è degenerata velocemente, tanto da costringere Meloni a scendere dall’auto per calmare gli animi. Animi che, però, non si sono affatto sedati, visto il botta e risposta nato poi tra la premier - accusata di aver travestito con la visita in Albania il suo spot elettorale - e lo stesso Magi.

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E, in effetti, non si è lontani dalla verità nell’affermare che nelle ultime ore della campagna per le Europee la presidente del Consiglio ha ribattuto sul tasto della questione migratoria, trovando in Edi Rama un supporto, o per meglio dire uno sponsor (?) alla linea dura del governo. Linea arricchita dall’esposto in commissione Antimafia sugli ultimi decreti-flussi.

Ma torniamo all’onorevole Riccardo Magi, che prima di essere aggredito e spintonato dalla Sicurezza albanese si era presentato con un eloquente cartello “Accordo Italia-Albania. Un miliardo. Hotspot elettorale”. “Il mio messaggio deve aver fatto innervosire parecchio Giorgia Meloni” ha commentato ad Affaritaliani.it che lo ha raggiunto telefonicamente.

Lei ha definito la visita della premier in Albania uno spot elettorale, perchè?

Veramente io l’ho definito - con un triste gioco di parole - un “hotspot” elettorale. Non si spiega altrimenti una presentazione simile per quella che doveva essere un incontro istituzionale. Io sono arrivato qui stamattina proprio per capire se fosse una visita in cui si potesse chiarire come funzionerà questa struttura per i migranti, e in tal senso volevo esercitare le mie prerogative di parlamentare su una parte del territorio albanese dove c’è e ci sarà giurisdizione italiana.

E invece?

Invece mi sono trovato davanti a un’iniziativa elettorale della candidata-Meloni. Sul funzionamento del protocollo, delle strutture per i migranti. La struttura del porto, per esempio, è un hotspot? È un centro di prima accoglienza? Quali persone ci arriveranno? Dove verrà fatto lo screening per valutare i vulnerabili che in base alla legge non dovranno essere portati in Albania? Chi sono le figure istituzionali che faranno questo screening?. E ancora non si è detto nulla sulle spese, visto che questa vicenda qui alla fine ammonterà sicuramente nei prossimi anni a non meno di un miliardo di euro.

Il premier Edi Rama ha espresso grandi elogi alla premier...Ma perchè la conferenza è stata un’accozzaglia di buone intenzioni, buoni sentimenti. Si è ostentata l’amicizia tra i due paesi ma si è detto il nulla assoluto rispetto al funzionamento di questo centro, che essendo “territorio italiano” deve essere governato dalla legge italiana e dal diritto europeo.

Albania

Le immagini del Centro rimpatri costruito in Albania

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Le immagini del Centro rimpatri costruito in Albania

Anche l’esposto alla commissione Antimafia lo giudica parte dello spot elettorale di Meloni?

Decisamente. La premier ha avuto due anni per rendersi conto che la legge Bossi-Fini non funziona. Più che un esposto in commissione Antimafia mi aspettavo una modifica della normativa: le ricordo che la nostra proposta firmata da tutte le opposizioni è già depositata in commissione Affari costituzionali. Perchè Meloni non ha avviato la discussione?

Qual è allora la vostra soluzione per un corretta gestione dei flussi migratori?

Sono anni che proponiamo, dal punto di vista della normativa nazionale, un superamento della Bossi-Fini a cui ora sembra essere arrivata anche la Meloni. Un meccanismo più elastico che consenta la regolarizzazione di coloro che sono nel nostro Paese e hanno un datore di lavoro che lo intende assumere. A livello europeo, invece, il superamento del regolamento di Dublino, bloccato nel Consiglio europeo dagli alleati di Meloni, in particolare da Orban.

L'accoglienza che Le è stata riservata non è stata certamente calorosa...

Se un trattamento del genere viene riservato a un parlamentare per una manifestazione non violenta del pensiero in un’occasione istituzionale davanti alle telecamere... sono preoccupato per le persone che stremate dopo un salvataggio in mare verranno messe in un centro senza che nessuno possa verificare le loro condizioni e le garanzie dei loro diritti.

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Riccardo Magi mostra il sangue sulla sua camicia

 






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