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Palazzi & potere
Contro uno Stato Omnisciente e a favore dello scienziato Anthony Fauci

Si sta scatenando in Italia il dibattito su quando finirà questa forma di limitazione delle libertà individuali indicando come al solito le buone prove di altre Nazioni che sarebbero state più capaci di gestire la crisi, di avere meno morti e meno costi economici.

In particolare si sottolinea la performance della Sud Corea che ha immediatamente circoscritto i focolai e gli individui facendo oltre 380.000 tamponi individuando i positivi e tracciandoli trasferendo a tutti i cittadini con un’app la loro vicinanza a meno di 100 metri da un individuo positivo al coronavirus.

Ricordiamo che la Sud Corea ha circa 52 milioni di abitanti ed il primo caso è avvenuto il 20 Gennaio.

L'Italia partendo circa una settimana dopo ha effettuato ad oggi circa 430.000 tamponi su una popolazione di 60 milioni di abitanti.

Il rapporto della Sud Corea è un tampone ogni 136 abitanti mentre per l’Italia è un tampone ogni 139 abitanti.

Si consideri inoltre che circa 300.000 tamponi sono stati effettuati nelle Regioni del Nord Italia la cui popolazione è pari a 28 milioni, cioè nelle regioni del Nord sono stati effettuati tamponi ogni 95 abitanti, molto superiori a qualsiasi parte del mondo individuando così 74.000 positivi al coronavirus.

Questo dovrebbe far riflettere su cosa sia successo nel Nord Italia e sulla probabile ipotesi che la contagiosità sia stata di un fattore 10 volte superiore a quanto avvenuto negli altri luoghi dove è scoppiata la pandemia.

Non si sarebbe in nessun modo potuto contenere la contagiosità se non con un totale lockdown e non sarebbe stato possibile pensare ad una tecnologia di tracciamento e di distanziamento in così breve tempo e con un emergenza sanitaria da risolvere.

La situazione fotografata al 28 Marzo è la seguente (fonte Protezione civile):

tabella
 

 

Inoltre a maggior ragione dei 10.000 morti per coronavirus o con coronavirus soltanto il 10% si concentra nel Centro nel Sud nelle Isole.

La situazione italiana sarà da studiare in maniera approfondita e con un approccio scientifico nel futuro, anche perché non esistendo un protocollo internazionale per stabilire le cause di morte in questa pandemia, appaiono incomprensibili le differenze di letalità fra le diverse aree del globo.

Per finire e tornare al titolo, mi ha molto colpito l’intervista rilasciata due giorni, il 26 Marzo, fa dal dott. Antony Fauci al campione del NBA Stephen Curry su Instagram.

Anthony Stephen Fauci che abbiamo visto alle spalle di Trump nelle conferenze stampa è un immunologo statunitense di origini italiane che ha fornito contributi fondamentali nel campo della ricerca sull'AIDS e altre immunodeficienze, sia come scienziato, sia come capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

Ha lavorato a stretto contatto con l'ex presidente Barack Obama durante l'epidemia di Ebola e l'ex presidente George HW Bush ha definito Fauci il suo eroe in un dibattito del 1988.

Fauci ha dato contributi fondamentali nella comprensione di come il virus dell'AIDS distrugga le difese immunitarie del corpo, ha anche delineato il meccanismo di induzione dell'espressione del virus HIV da parte di citochine endogene, le stesse che reagendo al coronavirus portano alla morte le persone.

Quindi possiamo ritenere che sia uno scienziato che sa cosa dice quando parla.

Ebbene Stephen Curry gli ha chiesto: La domanda nella mente di tutti è quando possiamo tornare alla normalità?

Fauci ha risposto: Abbiamo bisogno che la traiettoria della curva inizi a scendere. La Cina ha iniziato a farlo ora, ma è necessario fare attenzione a non reintrodurre il virus.  Possiamo pensare di tornare a un certo grado di normalità quando il Paese nel suo insieme ha girato l’angolo e il contagio ha iniziato a calare. A quel punto possiamo individuare i singoli casi e controllarli e non essere sopraffatti da un numero ingestibile di casi.

In questa risposta c’è anche quella per noi italiani, la curva del contagio deve iniziare a scendere dappertutto e non solo in qualche zona dell’Italia perché il virus può riprendere rapidamente quota spargendosi di nuovo dappertutto.

Quando i casi saranno numericamente ridotti allora sarà possibile controllarli e gestirli attraverso un sistema tecnologico che consenta ai non contagiati di proteggersi mantenendo una distanza di sicurezza fisica dai cittadini positivi al coronavirus.

Non parla di mettere sotto controllo tutto il popolo americano, rifiuta uno Stato omnisciente.

Se posso fare una previsione credo, in base agli approcci empirici e ai modelli matematici, che l’Italia abbia bisogno di altre tre settimane di chiusura totale, nel frattempo deve attivare un sistema di controllo dei positivi rapido, poco costoso e diffuso su tutto il territorio quindi a quel punto attivare il controllo dei cittadini positivi affinché il contagio non si diffonda.

Anche perché lo scienziato Fauci dice che probabilmente questo virus è ciclico e potrebbe riapparire con la stagione invernale e quindi dovremo farci trovare preparati per una ulteriore sua diffusione.

Bisogna assumere il dato che questa pandemia terminerà con la scoperta del vaccino, solo a quel punto torneremo alla normalità che probabilmente sarà diversa da quella che avevamo, perché sarà cambiato il Mondo.

 

Pasquale Russo

Direttore Generale Link Campus University

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