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Politica
Qatar, FdI: "Dibattito 21 novembre. A sinistra lodi sperticate. Ora capisco"
Nicola Procaccini

Qatar-gate/ Intervista di Affaritaliani.it a Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo e responsabile Ambiente-Energia FdI


Onorevole, che cosa pensa dello scandalo tangenti dal Qatar?
"Sinceramente, ne sono rimasto scioccato. Ho letto di valigie piene di soldi in contanti trovate a casa di alcuni colleghi. E percorrendo a ritroso la loro attività parlamentare si spiegano meglio certe prese di posizione. Ovviamente non posso evitare di menzionare il fatto che questo scandalo risulta intimamente legato al mondo delle sinistre. Non mi riferisco solo al gruppo europeo dei Socialisti, cui appartiene la vice presidente del Parlamento Eva Kaili, ma anche alle ramificazioni in seno al Partito Democratico e ad Articolo Uno e all’implicazione diretta dei sindacati e delle ong. Insomma, quello che è probabilmente il più grave fatto di corruzione mai accaduto a Bruxelles vede coinvolto l’intero universo delle sinistre. Quello che da sempre lezioni di moralità e attenzione ai diritti umani a tutti, ma poi si fa comprare da un regime illiberale arabo per difenderne interessi e reputazione".

Pensa che possano esserci altri eurodeputati, italiani o stranieri, coinvolti?
"Questo non so dirlo ovviamente. Bisognerà attendere lo sviluppo delle indagini. Ma una cosa posso dirla. Il 21 novembre scorso a Strasburgo c’è stato un dibattito sui mondiali di calcio in Qatar e il rispetto dei diritti umani. Mentre io ho parlato apertamente e liberamente della loro sistematica violazione, oltre che del processo di islamizzazione dell’Europa promosso dagli emiri arabi in questi anni, altri, come la Kaili e diversi suoi colleghi a sinistra, si sono sperticati in lodi alla libertà che si respira in Qatar e ai passi avanti fatti sui diritti dei lavoratori. Beh, oggi riesco a dare un senso alla mia sorpresa di un mese fa". 

C'era stato qualche strano segnali in questi anni?
"Su questo dobbiamo evitare di essere ipocriti. Il mondiale di calcio fu assegnato ben dodici anni fa. Inoltre, da molti anni sia il Qatar che gli Emirati Arabi stanno investendo un’oceano di quattrini, comprando tutte le più importanti squadre di calcio d’Europa. Non lo fanno certo per una disinteressata passione sportiva o per guadagnarci sopra. Rientra in una strategia di soft power che ha come pilastri la scuola, la cultura e il calcio, che è il fenomeno sociale più coinvolgente del mondo. Pensano di comprarsi il nostro modo di vivere, per sostituirlo con il loro. A quanto pare, ci stanno anche riuscendo".

Lei o suoi colleghi di Fratelli d'Italia siete mai stati avvicinati da emissari del Qatar?
"Io di sicuro no e credo nessuno dei miei colleghi in Fratelli d’Italia. Evidentemente pensano, a ragione, che non siamo in vendita".

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