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Politica
Quando Luciana Castellina studiava con la figlia del Duce
Luciana Castellina

“Frequentazioni pericolose”. L'elenco è lungo

C’è uno strano fenomeno che ha riguardato gli intellettuali, gli artisti e gli uomini politici molto impegnati a sinistra. Da giovani avevano “frequentazioni pericolose” oppure erano proprio fascisti. L’elenco è lungo. Pietro Ingrao era iscritto al Gruppo Universitario Fascista e si classificò secondo per la sezione Poesia al Littoriale della cultura e dell’arte. Dopo la guerra divenne un padre nobile del Partito Comunista Italiano. Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, si arruolò come volontario nell’esercito della Repubblica Sociale di Salò e fu addirittura paracadutista. 

Gian Maria Volontè, grande attore di sinistra, ebbe invece il padre Mario che nel 1944 fu al comando delle Brigata Nera di Chivasso e dopo la Liberazione fu arrestato e condannato. Fosco Maraini, padre di Dacia Maraini, fu lettore di lingua italiana a Kyoto e rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e per questo fu anche internato insieme alla sua famiglia.

Fu però amico dell’orientalista Giuseppe Tucci, grande esperto di oriente e di sanscrito che invece fu convinto fascista. Del resto non si poteva certo fare carriera allora se si era ostili al regime.

C’è anche da dire che lo zio materno di Alberto Moravia, Augusto De Marsanich, fu una grande sostenitore del fascismo ed ebbe una rilevante carica pubblica: fu Sottosegretario di Stato al Ministero delle comunicazioni dal 1935 al 1943. Nel dopoguerra fu parlamentare per l’MSI. Durante il ventennio Moravia fu uno scrittore di grande successo, grazie all’esordio precoce con Gli indifferenti del 1929 che pubblicò, guarda caso, con la casa milanese Alpes diretta dal fratello di Mussolini, Arnaldo.

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