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Politica
Quirinale, sfida Casini-Amato. Berlusconi? Obiettivo fare il senatore a vita
Giuliano Amato Pierferdinando Casini
Lapresse

Si sono ufficiosamente (ufficialmente è ancora presto) i giochi per la partita dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Determinanti saranno i risultati delle Amministrative del 3-4 ottobre con il possibile 5 a 0 (nelle grandi città) a favore del Centrosinistra-M5S che potrebbe assestare un duro colpo alla destra. Silvio Berlusconi, condizioni di salute permettendo, sta cercando di essere il candidato ufficiale del Centrodestra, almeno come nome di bandiera nelle prime votazioni. Con Matteo Salvini l'accordo sarebbe già chiuso, mentre trattative sarebbero in corso per ottenere anche l'ok di Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni.

Ma - spiegano fonti parlamentari qualificate - l'ex Cavaliere sa perfettamente che, numeri alla mano, non riuscirà a diventerà il successore di Sergio Mattarella e il suo obiettivo indiretto sarebbe quello di essere nominato senatore a vita subito dopo l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Una sorta di riconoscimento per i tanti anni a Palazzo Chigi e di "ricompensa" per i numerosi problemi giudiziari avuti, ultimo dei quali la richiesta di perizia psichiatrica da parte della Procura di Milano. Anche la strada Romano Prodi, riemersa negli ultimi giorni nei vari retroscena dei quotidiani, non sembra avere la forza di andare in porto.

Non solo per la ferma opposizione del Centrodestra ma anche per la non disponibilità del gruppo renziano di Italia Viva, vero e proprio ago della bilancio. Considerando che difficilmente Mattarella dirà sì al bis - fonti del Pd sono convinte che il suo no sia definitivo e irrevocabile - a emergere in questa fase sono in particolare due figure più o meno bipartisan che potrebbero avere un largo consenso, a partire dal quarto scrutinio quando sarà necessaria la maggioranza assoluta e non più qualificata. Il primo è quello di Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera con un passato berlusconiano e di Centrodestra poi eletto con il Pd e ben visto anche dai 5 Stelle avendo votato la fiducia al Conte II.

L'altro nome sul quale stanno ragionando i parlamentari e i leader in questi giorni è quello dell'ex presidente del Consiglio e attualmente giudice della Corte Costituzionale Giuliano Amato. Ex socialista, molto vicino a Forza Italia, potrebbe facilmente prendere voti anche da Pd, una parte dei 5 Stelle e forse anche la Lega. Nonostante la probabile vittoria dei giallo-rossi alle Amministrative, Dem e pentastellati non hanno i numeri per imporre un loro uomo al Quirinale (così come non li ha il Centrodestra) e si sta ragionando su una soluzione di compromesso, anche per evitare la carta Mario Draghi al Quirinale - fortemente sostenuta da Meloni e FdI - che porterebbe quasi certamente il Paese alle elezioni politiche già nella primavera del 2022.

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