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Politica
“Ragazza cioccolato”, “bacio in bocca”. L'estate finisce e ritorna Boldrini...
Laura Boldrini

Questa volta se la prende con la “ragazza cioccolato” e con il “bacio alla calciatrice”

 

“L’estate sta finendo…” -cantavano i Righeira- e la “Boldrini sta tornando” si potrebbe amaramente aggiungere adeguando la frase ai tempi moderni.

Ricordiamo brevemente chi sia.

Laura Boldrini da Macerata fu “miracolata” del ruolo di Presidente della Camera nella legislatura che va dal 2013 al 2018.

Di ricca e buona famiglia, si era piazzata all’Onu in un posto assai prestigioso.

Poi le alchimie di Palazzo videro in lei -che al tempo era sconosciuta- un buon punto di caduta di interessi divergenti e così divenne la terza carica dello Stato.

È passata alla storia per le sue inutili battaglia linguistiche vessillifere di un femminismo trito e ideologico.

Se fosse per lei stravolgerebbe l’intero lessico della nazione introducendo termini orribili come “deputatessa” o “sindachessa”.

Sono due legislature, la XVIII e l’attuale XIX che riesce a passare per il rotto della cuffia e così ce la ritroviamo ancora lì in siparietti d’altri tempi.

Ma veniamo alle due ultime sue “perle”.

Iniziamo dalla “ragazza nel buffet”. Si tratta dell’ormai noto episodio che ha visto una ragazza in costume ricoperta di cioccolata a bordo piscina in un hotel collegato all’Alpitour della Gallura, in Sardegna.

L’episodio fu segnalato da un pruriginoso frequentatore del resort che ha postato il tutto sui social scatenando la bufera.

Alla Boldrini -in astinenza di esternazioni causa vacanze- non è parso vero.

Ha preso la palla al balzo e si è fiondata dritto al bersaglio:

“Sei in vacanza, vai a goderti il fresco a bordo piscina nell’hotel e sulla tavola dove è stato apparecchiato un buffet trovi stesa una ragazza in costume da bagno completamente ricoperta di cioccolata. Una cosa da non crederci. Ma come si può concepire un’idea così raccapricciante?”.

Poi non contenta ha rincarato la dose:

“Ancora una volta, il corpo femminile ridotto a oggetto, degradato a suppellettile. Una manifestazione primordiale che denota una totale mancanza di rispetto verso le donne”.

E poi il finale:

“…esposizione del corpo di una ragazza come fosse una stoviglia, calpestando la dignità di una lavoratrice “.

Naturalmente alla Boldrini non passa neppure lontanamente in mente che la “lavoratrice” era perfettamente consenziente ed aveva accettato quello che era un “gioco” inserito in un ambito lavorativo di intrattenimento.

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