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Politica
Renzi a rischio se il popolo greco vota no al referendum. Ecco perché


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Domenica 5 luglio non è una data fondamentale soltanto per il popolo greco. Il referendum voluto da Tsipras sulla proposta di intesa dei creditori internazionali rischia di avere forti ripercussioni anche sulla politica italiana. Matteo Renzi aspetta i risultati con il fiato sospeso e spera fortemente che a prevalere sia il sì. Nel caso in cui i greci dovessero accettare il diktat dell'ex Troika per il premier-segretario si disinnescherebbe una mina pericolosissima e il suo cammino sia interno che internazionale sarebbe certamente più semplice. La linea europista, anche se timidamente critica nei confronti dell'eccessiva austerità tedesca, verrebbe confermata tarpando le ali alle spinte anti-euro dei grillini e di Salvini. Se invece dovessero prevalere i no, che comunque secondo il governo greco di Tsipras non significa tornare direttamente alla dracma, la situazione si complicherebbe. Prima di tutto sarebbe uno schiaffo democratico e popolare all'Europa della Merkel.

Quell'Europa della Cancelliera avallata dai sorrisini e dalle battute da spaccone toscano di Renzi nel corso dell'ultima conferenza stampa congiunta a Berlino. Non solo. In Italia il M5S e la Lega, ma anche Sel a sinistra, acquisirebbero un'ulteriore forze mettendo in qualche modo nell'angolo l'esecutivo. La minoranze del Pd, vicini alle posizioni di Syriza, tornerebbe ad alzare la voce contro le scelte del presidente del Consiglio e il premier finirebbe inevitabilmente sul banco degli imputati. Se poi la Grecia dovesse uscire dall'euro si aprirebbe uno scenario del tutto nuovo e le rassicurazioni di Renzi e Padoan non possono certo garantire su passaggi indolori e scossoni per i conti pubblici. La situazione potrebbe precipitare - dicono nel Palazzo - a tal punto che il premier, sempre più debole a Palazzo Madama dopo la lettera di 25 senatori dem sulle riforme costituzionali - potrebbe essere costretto (come fece Berlusconi nel 2011) a lasciare il posto a un governo del Presidente, un po' come ha chiesto Diego Della Valle (confermando gli inisght di Affaritaliani.it). Un esecutivo garantito direttamente da Mattarella e di larghe intese potrebbe essere l'unica soluzione per gestire una fase di spread elevato e tensione sui mercati. Renzi incrocia le dita e spera che la valanga Tsipras non lo travolga.

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