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Riforma Giustizia, asse Conte-Letta. Draghi adesso è costretto a trattare
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Riforma Giustizia, asse Conte-Letta. Draghi adesso costretto a trattare

Per il governo Draghi la giornata di oggi potrebbe essere decisiva per stabilire i nuovi equilibri dopo l'investitura ufficiale del nuovo leader del M5s, Giuseppe Conte. L'avvocato vedrà il premier per affrontare una questione spinosa, la riforma della Giustizia di Marta Cartabia. Argomento su cui si è speso molto nel confronto con Beppe Grillo e che ora punta a far modificare. All'ex premier, infatti, la norma che ha ricevuto il sì in Consiglio dei ministri non piace. A sorpresa, ad aprire a modifiche è il segretario del Pd, Enrico Letta. Il suo invito, ieri su Repubblica, "a fare qualche piccolo aggiustamento, rispettando i tempi stretti chiesti dal governo sulla riforma", si è tradotto subito in una possibile modifica proposta dal suo partito. Franco Vazio, avvocato genovese e relatore del ddl, una soluzione ce l’ha. Premette che «non è intenzione del Pd snaturare in alcun modo la riforma, ma se un processo è complesso, lo è a prescindere dai reati giudicati». L’ipotesi è cancellare, all’articolo 14, la lista dei reati per lasciare al giudice la possibilità di valutare se, per numero degli imputati e complessità dei reati, il processo deve durare tre, anziché due anni.

A Palazzo Chigi, - spiega il Fatto Quotidiano - più che da leader di partito Conte ha intenzione di presentarsi come giurista. Per convincere "dal punto di vista tecnico" e non “identitario” che la riforma Cartabia, così com’è, non regge. Nel faccia a faccia con Mario Draghi in programma per questa mattina, insomma, Giuseppe Conte insisterà soprattutto sulla questione dell ’improcedibilità, le nuove norme prevedono che, se entro due anni l’appello non si chiude, il processo salta, ndr, che poi è l’aspetto su cui si stanno concentrando le principali critiche dei magistrati italiani.

Conte da Draghi: "Sulla Giustizia M5s costruttivo ma vigili su soglie impunità, no a processi nel nulla"

Sulla riforma della giustizia al premier Mario Draghi che ha incontrato questa mattina, lunedì 19 luglio, Giuseppe Conte ha assicurato "un contributo attento e costruttivo da M5S. Il M5S si era già distinto e aveva lavorato per l'accelerazione dei processi e anche in Parlamento darà un contributo per migliorare e velocizzare i processi. Ma a Draghi ho ribadito che saremo molto vigili nello scongiurare che non si creino soglie di impunità. Si continuerà a lavorare e M5S sarà molto attento per miglioramenti e interventi che possano scongiurare soglie di impunità".

Lo dice il leader in pectore del M5S Giuseppe Conte, al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Quanto alla fiducia sulla riforma Cartabia, l'ex premier assicura di "non averne parlato" con Draghi, in un incontro che definisce "proficuo e cordiale". Ma sulla giustizia, rimarca, "mettiamo da parte bandierine e ideologie, vogliamo dare agli italiani un'amministrazione della giustizia con tempi chiari e definiti ma assicurando anche il principio che alle vittime dei reati venga assicurata giustizia. Non possiamo assolutamente creare le condizioni e il rischio che possano svanire i processi". Sui tempi "al governo stanno a cuore tempi molto rapidi nell'approvazione, ma c'è una dialettica parlamentare ed è giusto si sviluppi".

Giustizia: Conte, fiducia? Non ne ho parlato con Draghi

"Io dico, mettiamo da parte le bandierine, le ideologie", spiega Giuseppe Conte a proposito del nodo giustizia che agita le acque nel Movimento. L'ex presidente del Consiglio assicura che "M5s sara' molto vigile nello scongiurare soglie di impunita', molto attento" e osserva che con Draghi "non si e' parlato di porre la questione di fiducia sulla riforma del processo penale". 

"Il ministro Cingolani ha la nostra fiducia. M5s dara' un grande contributo. Tutti parliamo di transizione ecologica ma bisogna rimboccarsi le maniche e passare dagli slogan ai fatti concreti. M5s lavorera' con Cingolani con grande disponibilita'".

Un incontro "molto proficuo". Ha definito cosi' il leader in pectore M5s, Giuseppe Conte, il suo incontro a Palazzo Chigi con il premier Mario Draghi. Si e' parlato di politica economica e del "pieno sostegno" di M5s per completare il piano vaccini, ha aggiunto.

 

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