Fini a “L’Italia dei conservatori”: “Le certezze di ieri non ci sono più e non torneranno, la guerra in Europa è già realtà”
“Siamo in un momento storico in cui le certezze di ieri non ci sono più e non torneranno”. Lo dice ad Affaritaliani Gianfranco Fini – presidente emerito della Camera dei deputati – a margine della prima giornata de “L’Italia dei Conservatori”, nel corso della quale si è discusso non solo di valori di destra ma anche di sicurezza, difesa e autonomia strategica dell’Europa. “Mi riferisco in primo luogo alla certezza che in Europa saremmo stati sempre comunque al riparo dal rischio di guerra. Una convinzione non più sostenibile alla luce dello scenario internazionale attuale. La guerra in Europa c’è già. È chiaro che serve da parte dell’Unione Europea una maggior consapevolezza della necessità di prepararsi”, ha affermato. Prepararsi significa anche intervenire sulla capacità industriale e tecnologica del continente, rendendo più competitivi i sistemi europei di sicurezza e difesa. “Significa anche rendere più competitivi i nostri sistemi di difesa e di sicurezza in una fase storica in cui, come ormai tutti lo capite, gli americani e gli Stati Uniti guarderanno più al Pacifico”, ha detto.
Il tema è stato affrontato nel secondo panel della prima giornata della kermesse, “Sicurezza, difesa e autonomia strategica: le sfide dell’Europa nel nuovo ordine mondiale”, che ha riunito, oltre a Fini, Francesco Macrì, Presidente di Leonardo; Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or; e Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR al Parlamento europeo. A moderare il confronto è stata la giornalista Giulia Bonaudi.
Uno dei nodi emersi nel corso del panel ha riguardato proprio il rapporto tra Europa e Stati Uniti. Fini ha richiamato il progressivo spostamento dell’attenzione strategica americana verso l’area del Pacifico, un’evoluzione destinata ad avere conseguenze anche sulla sicurezza europea. La questione non riguarda soltanto l’aumento delle capacità militari, ma coinvolge anche l’industria della difesa, la tecnologia, la sicurezza delle infrastrutture e la capacità degli Stati europei di sviluppare strumenti comuni per rispondere alle crisi. Francesco Macrì, di Leonardo, ha invece parlato del rapporto tra sicurezza, tecnologia e capacità produttiva europea. Un tema particolarmente rilevante in una fase nella quale la dimensione tecnologica è sempre più legata a quella militare e strategica.
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Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, ha invece inquadrato le questioni della sicurezza nella più ampia dimensione mediterranea e internazionale: “Il mediterraneo ha un ruolo centrale per mentenere un rapporto di stabilità tra le varie aree che circondano”. Procaccini, co-presidente di ECR al Parlamento europeo, ha invece spostato il focus sul futuro dell’Unione, insistendo sulla “sua capacità di assumere un ruolo più autonomo nello scenario internazionale”.
Ne è emerso un confronto che ha messo in relazione dimensioni diverse ma strettamente collegate: la guerra in Ucraina, l’evoluzione degli equilibri internazionali, il rapporto con gli Stati Uniti, la sicurezza del Mediterraneo e la necessità per l’Europa di rafforzare le proprie capacità industriali e strategiche.


