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Bari – Se l’obiettivo è quello di riportare la nazione alla situazione pre-crisi, i posti di lavoro da creare (e garantire) sono 1,7 milioni. A dirlo l’Ilo, l’agenzia internazionale sul lavoro che fa capo all’Onu, secondo la quale, sempre in Italia, “la percentuale dei contratti a tempo determinato sull’insieme dei contratti precari è probabilmente aumentata a seguito della riforma Fornero”.  I lavoratori precari, infatti, hanno raggiunto il 32% degli occupati, solo nel 2012: così, se l’agenzia internazionale sul lavoro che fa capo all’Onu suggerisce al governo italiano incentivi all’assunzione dei più giovani e metodi per rendere più appetibile “la trasformazione dei contratti a tempo determinato in posti di lavoro fisso”, i sindacati provano a marcare a uomo lo stesso governo italiano.

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A macchia d’olio, in Puglia, Cgil, Cisl e Uil di Puglia sono scese in piazza per parlare di lavoro e sviluppo. A Bari da via San Francesco d’Assisi a piazza Castello,  in piazza Libertà a Trani, in piazza Cairoli a Brindisi,  in piazza S. Oronzo a Lecce e a Foggia, infine, in piazza Cesare Battisti. In attesa dell’evento finale a Roma, previsto il 22 giugno. “Niente assistenzialismo, vogliamo si torni a parlare di lavoro. Vogliamo opportunità di lavoro”: questo la richiesta a più voci del Segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, del Segretario Generale della Cisl Bari, Vincenzo Di Pace e del Segretario Nazionale Cgil, Serena Sorrentino. I sindacati non hanno mancato di ricordare i lavoratori protagonisti delle vertenze Bridgestone, Om, i precari dell’insegnamento.

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“La crisi non è il nostro destino”. E’ quanto sottolinea il Segretario generale della Cisl, Giulio Colecchia, intervenuto a Foggia alla manifestazione. “Di fronte ad un quadro economico che diventa sempre più fosco, rendendo insostenibili le condizioni di vita delle famiglie – aggiunge il Segretario generale – vogliamo ancora una volta scuotere il Paese non volendoci rassegnare ad un triste declino”.

Le soluzioni proposte dai sindacati: “Definizione di una politica industriale che sappia rilanciare le produzioni, valorizzando le imprese che investono in innovazione e ricerca e che salvaguardano l’occupazione e le competenze, individuare uno strumento di contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza, correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni. Infine, applicare la riforma dell’IMU esonerando solo i possessori di un’unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell´immobile”.

 

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