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Come in un film d’azione: ruba vestiti, scappa dall’ambulanza e si tuffa nel Tevere. Ma la fuga finisce in manette

Un 25enne fermato per un tentato furto all’Upim di via Gioberti ha simulato un malore, per poi fuggire dall’ambulanza nei pressi dell’Isola Tiberina. Dopo essere passato dalla Basilica di San Bartolomeo, si è gettato nel Tevere, rimanendo bloccato su uno scoglio. Salvato dai carabinieri, è stato arrestato per resistenza.

Come in un film d’azione: ruba vestiti, scappa dall’ambulanza e si tuffa nel Tevere. Ma la fuga finisce in manette

Incredibile inseguimento all’Isola Tiberina: un 25enne tenta un furto all’Upim, simula due malori e fugge passando per una basilica. Poi il salto nel fiume e il salvataggio dei carabinieri.

Sembrava la sceneggiatura di una commedia poliziesca. Peccato che fosse tutto vero. Protagonista un 25enne che, nel giro di poche ore, è riuscito a trasformare un tentato furto di abbigliamento in una fuga rocambolesca, culminata con un tuffo nel Tevere e un salvataggio decisamente poco programmato. Teatro dell’impresa, domenica 18 ottobre, il centro di Roma. Il finale? Un giovane aggrappato disperatamente a uno scoglio, con i carabinieri impegnati a recuperarlo dalle acque del fiume.

Dall’Upim all’ambulanza: il malore come via di fuga

Tutto comincia intorno alle 13.30, nell’Upim di via Gioberti, all’Esquilino. Il giovane, tunisino, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, viene fermato dalla vigilanza mentre tenta di impossessarsi di alcuni capi d’abbigliamento. Scoperto, avrebbe accusato un improvviso malore, in condizioni di evidente alterazione psicofisica. Arrivano il 118 e i carabinieri della Compagnia Roma Centro. Destinazione: il pronto soccorso dell’ospedale Isola Tiberina.

Ma il viaggio riserva una sorpresa. Nei pressi dell’ospedale, il 25enne manifesta un secondo malessere, spintona un infermiere, apre il portellone dell’ambulanza e si dilegua. Altro che dimissioni ospedaliere: il paziente aveva deciso di dimettersi da solo.

La corsa in basilica e il tuffo nel Tevere

La fuga prosegue attraverso la Basilica di San Bartolomeo all’Isola. Una comparsa inattesa tra le navate, prima dell’ultima trovata: gettarsi nel Tevere. Peccato che il fiume, diversamente da una piscina, abbia una corrente tutt’altro che accomodante. Il giovane riesce a raggiungere una zona rocciosa a valle di Ponte Cestio, ma resta bloccato, aggrappato a un masso. Da aspirante fuggitivo a naufrago il passo è brevissimo.

A quel punto intervengono i carabinieri, già presenti nella zona. Dopo aver tentato di rassicurarlo, alcuni militari entrano parzialmente in acqua e, con l’aiuto di un collega della stazione Monteverde Nuovo, riescono a riportarlo sulla banchina. Il 25enne viene nuovamente accompagnato in ospedale, visitato e dimesso. Per lui scatta l’arresto per la resistenza opposta all’infermiere. Lunedì 19 ottobre è previsto il passaggio davanti al giudice per la convalida.

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