Nei pressi di Roma apre il Centro SAI “Santa Bakhita”, uno spazio rinnovato che potrà ospitare fino a 41 persone, con particolare attenzione alle madri sole con figli: un progetto che punta sull’inclusione attraverso servizi e formazione
Roma è da tempo una delle città più multiculturali d’Italia e il Lazio si conferma una delle regioni con la maggiore presenza di cittadini stranieri, con una comunità che rappresenta circa l’11% della popolazione e che contribuisce in modo significativo al tessuto sociale ed economico locale. Ragioni che hanno senza ombra di dubbio favorito l’apertura, nei giorni scorsi, del nuovo Centro SAI “Santa Bakhita” di Acilia, un progetto della Caritas capitolina nato per offrire non solo accoglienza, ma anche e soprattutto strumenti concreti di integrazione a richiedenti asilo e rifugiati.
Un luogo che guarda all’inclusione oltre l’accoglienza
Accogliere non significa solamente garantire un tetto sopra la testa a chiunque ne abbia bisogno, poiché implica un percorso che restituisce dignità, opportunità e prospettive alla persona, e benché il clima sia sempre più teso, con la remigrazione che arriva addirittura in Parlamento, la realtà della Capitale sembra comunque muoversi sempre più in questa direzione. La struttura di Santa Bakhita si inserisce infatti nel Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), la rete nazionale che affianca all’ospitalità un insieme di servizi finalizzati all’inserimento sociale delle persone accolte, e aggiunge un tassello significato alla rete cittadina dedicata all’assistenza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale, con un’attenzione particolare ai nuclei familiari più esposti, ossia monoparentali, specialmente se formati da madri con figli.
Con una capacità ricettiva di 41 posti, l’obiettivo del progetto risponde, per certi versi, anche all’emergenza abitativa della regione e si pone come punto di riferimento per accompagnare gli ospiti in un percorso di autonomia personale, offrendo orientamento legale, assistenza sanitaria, corsi di lingua italiana, sostegno psicologico, formazione professionale e accompagnamento all’inserimento nel mondo del lavoro. Più che un centro di accoglienza, Santa Bakhita si propone dunque come una vera e propria casa temporanea, uno spazio sicuro in cui costruire relazioni, competenze e riguadagnare un po’ di fiducia nel futuro, e che offre strumenti concreti per costruire un nuovo progetto di vita. Un modello che mette al centro la persona e che considera l’autonomia il traguardo più importante, trasformando l’assistenza in crescita e partecipazione attiva alla vita della comunità.


