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Del Piero al posto di Agnelli? Questa Juve ha bisogno di un cambio di passo
Agnelli - Del Piero (foto Lapresse)

Il 2022 nero della Juventus

La Juventus perde i pezzi. Questo 2022 si sta rivelando sempre più difficile per la Vecchia Signora. L'eliminazione dal girone di Champions League (non accadeva dal 2013/2014) sancita matematicamente dal 4-3 sul campo del Benfica (quattro ko nel girone in cinque partite: vinto solo il match interno con i Maccabi Haifa), è l'ultima tegola di un periodo nerissimo per il club bianconero.

Nelle scorse ore la procura di Torino ha notificato al club la chiusura delle indagini preliminari dell’"inchiesta plusvalenze". I reati ipotizzati sono "false comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato". Le annualità prese in considerazione dall'istruttoria conclusa sono tre, dal 2018 al 2020. Per tre indagati, tra cui il presidente Andrea Agnelli, era stata chiesta l’applicazione di misure cautelari personali che è stata rigettata il 12 ottobre. La risposta della Juventus non si è fatta attendere: "Operato nel rispetto delle leggi"

Juventus: Ronaldo, Sarri, la scommessa Pirlo e l'Allegri-bis (con contratto quadriennale)

Ma il periodo no della Juventus perdura da anni. Dopo il ciclo di nove scudetti consecutivi (mai successo nella storia del calcio italiano e qui il merito non può che essere dato ad Andrea Agnelli) e due finali di Champions League (nessuna squadra italiana ha fatto meglio né si è lontanamente avvicinata nell'ultimo decennio), la società bianconera è entrata in un ciclo discendente.

Già l'arrivo di Cristiano Ronaldo (quando la Juve era a quota 7 titoli italiani di fila) dal Real Madrid (per 100 milioni di euro) avrebbe dovuto essere il volano per trionfare in Europa, invece con CR7 la Juve non cambiò passo nel Vecchio Continente (eliminazione ai quarti con l'Ajax dopo aver ribaltato l'Atletico Madrid di Simeone nel turno precedente con un 3-0 nel match di ritorno a Torino, il primo anno, poi fuori due volte agli ottavi: prima per mano del Lione e poi contro il Porto) dovendo accontentarsi di due scudetti in tre stagioni (oltre a una Coppa Italia e doppia Supercoppa Italiana).

Parlando di allenatori, con Maurizio Sarri in panchina (che conquistò l'ultimo dei nove scudetti ma venne eliminato agli ottavi di Champions) le nozze durarono solo un anno. Così come la scommessa Pirlo che portò al primo anno senza vincere il tricolore (ma il Maestro conquistò Coppa Italia e Supercoppa e acciuffò la qualificazione Champions all'ultima giornata sorpaddando il Napoli sconfitto in casa contro il Verona), poi il ritorno di Max Allegri, accolto da tutti come uomo della provvidenza e mister capace di riportare la Juventus ai successi passati. Invece la scorsa stagione la Vecchia Signora ha dovuto accontentarsi del quarto posto (ultimo utile per la Champions) chiudendo la stagione senza trofei.

andrea pirlo juventusAndrea Pirlo (Lapresse)
 

E ora ecco l'eliminazione nel girone di Champions League che segue un inizio di campionato quantomeno difficile (ottavo posto a dieci punti dal Napoli di Spalletti e 7 dal Milan di Pioli: le vie del calcio sono infinite, ma lo scudetto, oggi come oggi, sembra una chimera).

I tifosi adesso se la prendono con Max Allegri (a cui è stato fatto un contratto di quattro anni - scadrà nel 2025 - con ingaggio attorno a quota 7 milioni) e sui social da settimane torna d'attualità l'hastag #allegriout, ma la squadra costruita in estate (che ha dovuto rinunciare sin qui agli infortunati di lusso, Pogba-Chiesa) è davvero all'altezza delle big che si stanno giocando il titolo (Napoli, Milan, Inter e attenti alla Lazio dell'ex Sarri)? Il mercato degli ultimi anni ha vissuto di colpi da titolo a nove colonne (Vlahovic, Pogba, Di Maria), nomi pesanti che hanno fatto sognare durante le sessioni di mercato, eppure i risultati non sono arrivati.

In compenso la Juventus ha chiuso il bilancio 2021/2022 con una perdita consolidata di 254,3 milioni di euro (in crescita rispetto al rosso di 209,9 milioni dell’esercizio precedente).

Insomma, nessuno toglierà mai alla Juventus di Agnelli record e primati storici raggiunti in serie A (che forse non verranno mai superati da nessun club nei prossimi decenni e saranno scolpiti nella storia del pallone italiano), però i cicli nel calcio si aprono e si chiudono.

Allegri Juventus VlahovicAllegri e Vlahovic (Lapresse)
 

E forse questo potrebbe essere il momento di pensare a un avvicendamento al vertice. Magari guardando all'esempio del Milan che dopo tanti anni ha dato fiducia a Paolo Maldini ottenendo risultati straordinari in cambio dal lavoro suo e del suo staff: oggi il Diavolo è un modello d'esempio in Italia e in Europa per i risultati sportivi, la capacità di individuare giovani talenti capaci poi di consacrarsi (da Theo Hernandez a Leao, passando per Kalulu e Bennacer per fare qualche nome) e la crescita economica (ovviamente un successo di squadra: da Scaroni a Gazidis, passando per Moncada, Massara, sino a mister Pioli).

E sono tanti in questo senso i tifosi juventini che sognano un Del Piero presidente alla Boniperti o quantomeno dirigente (lui che è stato capitano per 11 stagioni e da calciatore ha difeso la maglia bianconera per vent'anni con 705 presenze e 290 reti che hanno scandito vittorie di scudetti, Coppe Italia, Champions, Mondiali per club...). Un Pinturicchio di nuovo sposo della Vecchia Signora per aprire un nuovo ciclo bianconero.

 

 
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