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Finale Euro 2020 Inghilterra-Italia: gli inglesi temono Chiesa e Jorginho
Harry Kane Jorginho
Lapresse

In vista della finale di Euro 2020 a Wembley, gli inglesi temono l’Italia di Roberto Mancini e in particolare la sua solidità difensiva, unita alla regia di Jorginho e alla velocità inarrestabile di Federico Chiesa.

Pur ripetendo ossessivamente quel “It’s coming home” che da Euro ’96 a oggi non ha mai portato grande fortuna alla loro nazionale, gli inglesi hanno un grande rispetto dell’Italia, che il c.t. Gareth Southgate ha definito “l’avversario più scomodo che potesse capitarci in finale”.

Quali sono i punti di forza degli Azzurri che di più spaventano gli inglesi?

Lo si capisce dall’analisi del pretigioso Guardian, che passa ai raggi X ogni singolo reparto e ogni singolo giocatore. Le pagelle sono eccezionali: 9 alla difesa e al centrocampo e 8 all’attacco, soprattutto per via della scarsa forma di Ciro Immobile, che agli inglesi non è molto simpatico per via della sua simulazione col Belgio.

La striscia di 33 risultati utili consecutivi, ma anche un’imbattibilità durata quasi 1.000 minuti impressiona il Guardian, che elogia il giovanissimo talento di Gigi Donnarumma, ma soprattutto l’esperienza della coppia centrale Chiellini-Bonucci. Nell’articolo si legge: “Quando Chiellini è uscito dal campo per un infortunio contro la Svizzera, nel secondo incontro della fase a gironi, era difficile immaginare che il 36enne avrebbe guidato la sua squadra in finale 25 giorni dopo, ma è quello che farà domenica”. L’unico punto debole, l’assenza di Spinazzola, non fa scendere il voto sotto il 9.

Stesso voto anche al terzetto di centrocampo, dove “Jorginho, in particolare, sta disputando un torneo superbo, dominando il gioco con la sua capacità di passaggio e con il suo astuto posizionamento”. Tuttavia, fa presente il Guardian, “il trio ha faticato contro la Spagna. La squadra di Luis Enrique ha fatto in modo che l’Italia non potesse tenere a lungo il pallone e questo ha dato molto fastidio agli Azzurri. Una mossa che Gareth Southgate cercherà di replicare in finale”. 

Il voto per l’attacco azzurro è “solo” un 8, soprattutto perché “Ciro Immobile era il protagonista all’inizio del torneo, ma dopo due gol nelle prime due partite è uscito di forma e sembra in calo di autostima. E’ stato ampiamente preso in giro per aver simulato un infortunio contro il Belgio, salvo poi saltare in piedi quando l’Italia ha segnato, ma poi è partito titolare contro la Spagna e ci si attende che lo stesso accada anche contro l’Inghilterra”. Tuttavia, “come sono scese le azioni di Immobile, sono salite quelle di Federico Chiesa. L’esterno 23enne della Juventus è stato una boccata d’aria fresca, sempre determinato e pronto a sfidare gli avversari, ha già firmato due gol negli Europei, come Lorenzo Insigne, la meravigliosa ala del Napoli che gioca a sinistra”. 

Merita addirittura un 10 in pagella Roberto Mancini, perché “è facile dimenticarsi di quale posizione drammatica avesse l’Italia nel 2018, quando è subentrato a Gian Piero Ventura, che aveva fallito la qualificazione al mondiale per la prima volta dal 1958”. Solo 8 viene attribuito dal Guardian all’ampiezza delle scelte nella rosa azzurra, pur riconoscendo che Locatelli, Bastoni e Acerbi hanno dato un ottimo contributo quando sono stati chiamati in causa. Su questo i colleghi d’oltremanica a nostro avviso sbagliano, sottovalutando la qualità di quegli Azzurri che non possono essere definiti “seconde scelte”. Speriamo che lo stesso errore – e magari anche altri – li commettano domenica i loro giocatori. 
 

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