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Italia, i dubbi di Malagò: Conte insidia Mancini, Maldini verso un ruolo da direttore tecnico

Malagò lavora al nuovo corso della FIGC: Mancini favorito, Conte osservato, Maldini per l’area tecnica azzurra

Italia, i dubbi di Malagò: Conte insidia Mancini, Maldini verso un ruolo da direttore tecnico
Paolo Maldini

Giovanni Malagò è stato eletto presidente FIGC e ora deve scegliere la guida tecnica dell’Italia. Roberto Mancini resta avanti, ma Antonio Conte è comunque un nome forte. Paolo Maldini può entrare nell’area tecnica.

Italia, Malagò lavora al nuovo ct

Giovanni Malagò ha preso in mano la FIGC e ora deve intervenire sulla Nazionale. Fanpage riferisce che il nuovo presidente punta a ridisegnare il calcio italiano, con la scelta del commissario tecnico tra le prime decisioni operative.

Affaritaliani.it conferma che Roberto Mancini resta il nome più caldo. RaiNews poi scrive che l’ex ct avrebbe già espresso gradimento per il progetto e che sarebbe stato ipotizzato un accordo quadriennale fino al 2030, con ingaggio intorno ai 2 milioni di euro a stagione.

Antonio Conte, però, non è sparito. La Gazzetta dello Sport ha raccontato una fase di contatti esplorativi con più allenatori, con Mancini favorito ma senza esposizioni pubbliche prima del voto federale.

Maldini per il Club Italia

Nel piano di Malagò compare anche Paolo Maldini. Fanpage aveva anticipato già a maggio l’idea di coinvolgerlo in un ruolo dirigenziale, con una vice donna e un assetto tecnico più riconoscibile. MilanNews ha riportato che Maldini sarebbe stato contattato per guidare il Club Italia.

Maldini non sarebbe una figurina da esporre. Da dirigente del Milan ha costruito una squadra capace di tornare competitiva e vincere lo scudetto nel 2022. In FIGC porterebbe credibilità internazionale, conoscenza dello spogliatoio, rapporto con i grandi club e sensibilità tecnica. Per i tifosi, vedere Maldini in azzurro avrebbe un impatto emotivo forte. Non da nostalgia, ma da competenza riconosciuta.

Il ruolo di direttore tecnico o responsabile del Club Italia avrebbe costi contenuti rispetto a quelli di un CT di primo livello, ma ricadute ampie sulla filiera: Under 21, settori giovanili, rapporti con Serie A e club esteri, identità tecnica delle Nazionali.

La nuova Italia: il conto economico delle scelte

Il contratto del nuovo ct sarà una voce visibile nel bilancio federale. Mancini a circa 2 milioni netti o lordi a seconda della struttura contrattuale riportata dalle fonti avrebbe un costo sostenibile per una federazione che deve però finanziare anche staff, settore giovanile, scouting e sviluppo. Conte avrebbe probabilmente richieste più alte, vista la storia contrattuale nei club e il profilo internazionale.

Malagò deve anche valutare il ritorno economico indiretto. Una Nazionale qualificata e competitiva porta premi UEFA e FIFA, diritti, sponsor più forti, stadi pieni, tournée più appetibili. Una Nazionale fuori dai grandi tornei brucia ricavi e fiducia. La scelta del ct incide quindi sul campo e sui conti, anche se non produce plusvalenze come un club.

Mancini offre continuità emotiva con il ricordo di Wembley. Conte garantisce una scossa immediata e metodi duri. Maldini può dare copertura tecnica e istituzionale a entrambi. Malagò deve scegliere presto, perché la Nazionale non può restare nel limbo.

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