Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa, torna a parlare di Fair Play Finanziario, controllo della UEFA e scelte obbligate da parte della società. Al netto dei limiti imposti dai paletti UEFA, la Roma ha scelto quello che in una partita di poker si chiama all-in: puntare il massimo possibile, mettendo sul piatto qualcosa come 122,5 milioni di euro per costruire la squadra della stagione 2026/2027 e consegnare a Gian Piero Gasperini una rosa all’altezza delle ambizioni del club.
Fair Play Finanziario, il “nemico” del mercato giallorosso
Gasperini ha parlato da dirigente oltre che da allenatore, soffermandosi su diversi concetti: in primis, la “resa dei conti”, sottolineando il controllo della UEFA: “Il mercato è condizionato, Raggiungere la Champions non è stato sufficiente”. Vero. La Roma ha superato i paletti finanziari concordati con la Uefa. Il primo conto da pagare dovrebbe essere una multa nell’ordine della doppia cifra, intesa come assestabile in 10 milioni di euro. Uno scenario che evidentemente a Trigoria è stato messo in preventivo. Con queste premesse, è inevitabile la conseguenza: la Roma sta spendendo consapevolmente perché è cosciente della propria situazione. Tuttavia, pagare un prezzo domani non si è tradotto a rinunciare a un presente più che dignitoso per ambizioni e campagna acquisti. La proprietà ha deciso di accelerare, anche a costo di esporsi finanziariamente, convinta che una squadra più forte possa produrre risultati, ricavi e maggiore competitività internazionale.
La UEFA controlla, ma apprezza la gestione della Roma che punta a generare valore

Il quadro, dunque, è rassicurante. Da Nyon si apprezza il percorso di risanamento intrapreso dal club. La Uefa considera la situazione della società, ma non può ignorare il mancato rispetto degli accordi. A Trigoria si è consapevoli. L’obiettivo è dunque evitare conseguenze pesanti e continuare il percorso di rientro nei parametri. La vera scommessa dei Friedkin è tutta qui: 122,5 milioni investiti per Gasperini, appena 15 milioni incassati e un conto Uefa già messo in preventivo. La Roma ha deciso di forzare sul mercato per costruire una squadra competitiva senza sacrificare i propri uomini migliori. Gasperini, in questo senso. è il valore aggiunto, considerando che è già riuscito a raggiungere l’Europa che conta con un anno di anticipo sulla tabella di marcia. La Roma è in ballo e ballerà, perché se l’all-in dovesse pagare, l’investimento potrebbe trasformarsi in risultati capaci di generare più ricavi e dunque più valore. Termini che Gasperini, in conferenza stampa, non ha utilizzato a caso.
La filosofia: spendere il giusto e non vendere i big per restare ai vertici

I numeri non lasciano spazio a sentimenti ma leggendo fra le righe, le parole di Gasperini raccontano parecchio e chiariscono le strategie. Non a caso non cita mai la parola scudetto ma neanche parla di ridimensionamento (“Non si acquista tanto per, ma solo se si può migliorare”). La Roma ha evitato di finanziare il mercato attraverso la cessione dei big e non ha rinunciato ad aggredirlo prima con i riscatti di Ghilardi e Malen e poi con gli acquisti di Castro, Molina, Koulierakis e Rodrigo Mora. Il profilo dei nuovi arrivati si lega a sostenibilità economica e funzionalità al progetto tecnico. Un mix di esperienza e gioventù in grado di generare risultati e ritorno economico: l’idea è di accettare un rischio controllato, puntellando una squadra che ha già raggiunto la Champions League per ripetere lo stesso risultato in campionato e andare più avanti possibile in Europa. Sulla carta, il ragionamento non fa una piega. Il calcio però si gioca sul campo e il rimbalzo del pallone è traiettoria assai mutevole.

