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Scudetto Milan. Pioli vale Conte. Leao sembra Mbappè. Maignan da 10. PAGELLE
(foto Lapresse)

MILAN SCUDETTO, LE PAGELLE DI AFFARITALIANI.IT

Il Milan conquista sul campo del Sassuolo il 19° scudetto della sua storia raggiungendo l'Inter. Meno uno al sogno di mettere la seconda stella sulle maglie rossonere. Ecco le pagelle di Affaritaliani.it ai ragazzi di Pioli, capaci di compiere una cavalcata tricolore da sogno, ribaltando anche i pronostici di inizio stagione che davano Inter e Juventus favorite e, dietro, il Diavolo in bagarre con Atalanta,  Napoli, Roma e Lazio.

MILAN, I PROTAGONISTI DELLO SCUDETTO

MAIGNAN VOTO 10

Il Milan annuncia il suo arrivo a pochissime ore dalla vittoria contro l'Atalanta nell'ultima giornata dello scorso campionato, che dà il pass Champions ai rossoneri (con un meritato secondo posto finale tra l'altro alle spalle dell'Inter di Conte e davanti alla stessa Dea di Gasperini e alla Juventus). La paura di molti tifosi rossoneri è subito evidente: riuscirà a reggere l'eredità di Gigio Donnarumma? Magic Mike cancella ogni dubbio sin dalle prime partite da portiere del Milan: tra i pali è quasi insuperabile, il carisma è da grande leader e per giunta è un fuoriclasse palla al piede. I suoi rilanci sono degni di un grande regista e la ciliegina sulla torta resta quel lancio di 70 metri che si trasforma in assist per Leao nella vittoria di San Siro (1-0) contro la Sampdoria.

TOMORI-KALULU VOTO 9,5

Una coppia di centrali invidiata in tutto il mondo. Tomori arriva al Milan come esubero dal Chelsea nel gennaio 2021, guadagnandosi subito la maglia da titolare senza se e senza ma. A fine stagione il suo rendimento convince la dirigenza rossonera a riscattarlo per poco meno di 30 milioni: investimento importante per il Diavolo, ma anche scommessa stravinta. Oggi ne vale tranquillamente il doppio alla luce di una stagione assolutamente impeccabile. Se Tomori è un colpo da applausi compiuto da Paolo Maldini e Ricky Massara, Kalulu risulta un vero e proprio capolavoro milanista (e qui vanno ricordati una volta in più Geoffrey Moncada e il suo team di scout): preso come terzino destro, a parametro zero dal Lione - senza aver ancora debuttato nel calcio professionistico - Pierre è stato inventato da Pioli come centrale. Prima per stato di pura emergenza (nell'autunno del 2020), poi nel corso di questa stagione anche e soprattutto per scelta tecnica: dopo l'infortunio di Simon Kjaer (voto 7,5) sembrava esser crollato il mondo sul Milan, pareva fondamentale dover acquistare un difensore da affiancare a Tomori nel mercato di gennaio. Invece un Kalulu così come riserva sarebbe stato un lusso, dovendo giocare solo il campionato (per il ritorno in Champions nella prossima stagione è in arrivo l'olandese Sven Botman da Lione): ha senso della posizione e dell'anticipo da grandissimo. E il sangue freddo che ci mette nei disimpegni più complicati (per tanti, non per lui) denota due cose: personalità e ottima tecnica calcistica. Tra i centrali rossoneri un plauso anche per Alessio Romagnoli (voto 6,5) che ha fatto il suo quando Pioli lo ha chiamato in causa.

THEO HERNANDEZ VOTO 9

Cinque gol e sei assist: un terzino sinistro di spinta (capace di migliorare anno dopo anno in fase difensiva) come lui non ce l'ha nessuna squadra al mondo. Quando accelera palla al piede i difensori avversari per fermarlo devono farsi il segno della croce. Spesso è così devastante che neanche riescono a commettere fallo. La galoppata di 70 metri palla al piede con con cui ha messo in ginocchio l'Atalanta a San Siro, lanciando il Milan verso lo scudetto sul campo del Sassuolo, è lo spot migliore di quanto possa essere immarcabile Theo. Sulla destra: bene Davide Calabria (voto 7): leggero calo di rendimento nel finale di stagione, ma è un punto fisso del Milan e fa specie che abbia poco spazio in nazionale. E altrettanto bene Alessandro Florenzi (voto 6,5): è cresciuto moltissimo con il passare della stagione, le sue capacità tecniche sono evidenti e così anche la leadership in campo e fuori. Il riscatto da 4,5 milioni che il Milan dovrebbe esercitare a fine stagione se lo è strameritato.

TONALI VOTO 9

Tonali MilanTonali (Lapresse)
 

Una delle note più esaltanti di questa stagione milanista: dopo un primo anno difficile e d'apprendistato, ha messo in mostra un cambio di marcia all'inizio di questo campionato. Sin dalla prima giornata sul campo della Sampdoria è stato ben chiaro a tutti che Sandro aveva tutte le intenzioni di prendersi il Milan (il suo Milan, essendo sin da bambino tifoso rossonero), per essere attore protagonista e non comprimario. Ci è riuscito su tutta la linea, abbinando dinamismo a ottime giocate tecniche. E nel finale di stagione ha messo in mostra anche inserimenti letali nel cuore delle difese avversarie con i gol vittoria contro Lazio (1-2 al 92°) e Verona (1-3, la sua doppietta ha ribaltato la partita). Quando giocava nelle giovanili del Brescia molti lo paragonavano a Andrea Pirlo e lui diceva di assomigliare di più al suo idolo, Rino Gattuso. Recentemente Pioli ha visto in lui caratteristiche simili a quelle di Daniele De Rossi. Probabilmente tra 10 anni i giovani talenti del centrocampo italiano saranno paragonati a Tonali. "Sandro capitan futuro".

KESSIE-BENNACER VOTO 7

Frank si congeda dal Milan (andrà al Barcellona, al suo posto probabilmente è in arrivo il talentuosissimo Renato Sanches) dopo una stagione in cui ha dato tutto, fino all'ultima energia per la causa scudetto rossonero. Lui che era stato simbolo del ritorno in Champions (culminato con la sua doppietta 'di rigore' sul campo dell'Atalanta), ha saputo esser protagonista nel tricolore rossonero. Isma Bennacer è stato autore di un bel finale di campionato (e quanto pesa il suo gol vittoria a Cagliari, in una di quelle serate crocevia dello scudetto): per doti tecniche e spirito di sacrificio è uno di quei giocatori che nel corso della stagione sanno sempre dare un quid in più in mezzo al campo.

RAFAEL LEAO VOTO 9

Al Milan da tre anni e ogni stagione, Rafa ha aggiunto un tassello al suo repertorio di calciatore: quest'anno la grande crescita è stata soprattutto a livello di concentrazione, nella capacità di stare in partita e giocare sempre più sulla squadra. Un salto di qualità importantissimo per un ragazzo ancora giovanissimo (farà 23 anni a giugno) e tecnicamente fenomenale. Quando punta l'uomo fa male. Quanto punta l'uomo in velocità sembra Mbappè: è letteralmente incontenibile per dribbling, finte e rapidità. In questo campionato è anche riuscito ad andare in doppia cifra come gol fatti, senza tirare neanche un rigore (potenzialmente lui è uno da 20 reti a campionato: prossimo step). Senza contare gli assist per i compagni o quando spacca le difese avversarie. Giocatore sempre più di livello mondiale, non a caso club come Psg e Manchester City, secondo radiomercato, gli hanno messo gli occhi addosso. Leao ha ancora due anni con il Milan e il primo obiettivo post scudetto sarà quello di rinnovargli il contratto. Sulla sinistra Ante Rebic (voto 6) quest'anno è stato spesso frenato da problemi fisici (il croato ha comunque fatto un discreto finale di campionato). A destra tanto impegno e sudore da Alexis Saelemakers (voto 6) e qualche gol (5... e quanti rimpianti per quel fischio dell'arbitro Serra che ha "cancellato" quello con lo Spezia a San Siro) dal brasiliano Junior Messias (voto 6).

OLIVIER GIROUD VOTO 8

Giroud Inter MilanOlivier GIroud (Lapresse)
 

Non ha fatto valanghe di gol (ma intanto è andato in doppia cifra in campionato), però quelli che ha messo dentro pesano come pietre e resteranno scolpiti in eterno nello scudetto rossonero: dalla doppietta tricolore sul campo del Sassuolo a quella con cui ha ribaltato non solo il derby di ritorno, ma probabilmente gli equilibri nella lotta scudetto con l'Inter. Senza dimenticare il la rete di marzo in scivolata sul campo del Napoli di Spalletti o quella del pareggio sul campo della Lazio (poi Tonali al 92° ha lanciato il Diavolo verso le vette tricolori). E tanto lavoro per la squadra: Olivier ha dato molto a questo Milan, senza contare che nella seconda parte di stagione ha dovuto fare gli straordinari, avendo poco turnover per rifiatare e giocando praticamente sempre. Chapeau.

IBRAHIMOVIC VOTO 10

A Zlatan il massimo dei voti anche se nel girone di ritorno lo si è visto di meno. Ma lui va oltre questa stagione. Ibra è stato decisivo nella prima parte di campionato, poi ha dovuto lottare con mille acciacchi e problemi fisici, ma è sempre stato vicino alla squadra facendo sentire tutto il suo carisma. Il suo essere leader. E, soprattutto, i germogli di questo scudetto vengono piantati due anni e mezzo fa, quando Ibra saluta Los Angeles e la Mls americana per tornare nel grande calcio europeo. Sbarca nuovamente all'ombra della Madonnina e si ritrova in un Milan diverso da quello che aveva lasciato anni prima: tanti giovani e nessun senatore, una classifica che non ammette (in quel momento) neanche sogni europei e il disastroso 5-0 sul campo dell'Atalanta incassato poco prima che lui si rimettesse la casacca rossonera. Con Ibrahimovic in campo parte una rimonta esaltante che conduce il giovane Diavolo di Pioli in Europa League il primo anno e in Champions il secondo. Con Zlatan in campo e fuori, i tanti talenti rossoneri sbocciano diventando campioni. Campioni d'Italia.

STEFANO PIOLI VOTO 10 E LODE

Una settimana fa scrivevamo del bellissimo tributo (da brividi) che gli ha riservato San Siro al termine di Milan-Atalanta: oltre 70mila tifosi che hanno intonato il coro "Pioli is on fire" trasformando il Meazza in una bellissima discoteca a cielo aperto. Lo scudetto del Milan è il giusto premio a uno dei migliori allenatori d'Europa. Da oggi in poi sarebbe giusto che quando si parla dei top mister, da Guardiola a Klopp, passando per Conte e Allegri, Mourinho e Ancelotti, si faccia il nome di Stefano Pioli. Ha cambiato faccia al Diavolo in questi due anni e mezzo da allenatore: all'inizio con l'aiuto decisivo di campioni carismatici come Ibrahimovic e Kjaer, ma il bello di Pioli è tutto nella sua rivoluzione silenziosa. Poco a poco ha ha costruito un Milan a sua immagine e somiglianza: mai domo, camaleontico a seconda dell'avversario, capace di ribaltare l'azione con tre passaggi, inviolabile in difesa. E, soprattutto, questo giovane Diavolo all'arrembaggio è una squadra che non ha paura di niente e nessuno.

LA DIRIGENZA E IL CLUB: SCARONI E GAZIDIS, MALDINI E MASSARA. VOTO 10

Massara Scaroni Maldini Gazidis MilanRicky Massara, Paolo Scaroni, Paolo Maldini e Ivan Gazidis (foto Lapresse)
 

Il Milan di Elliott - guidato da manager di spessore mondiale quali Paolo Scaroni e Ivan Gazidis - è un modello economico e non solo sportivo: i conti tornano e questo è un merito clamoroso in un calcio che spesso piange per la crisi. Frutto di un lungo lavoro compiuto giorno dopo giorno da quel 18 luglio 2018, giorno in cui il fondo americano annunciò di aver preso il controllo del club. A livello di sponsor e marketing il Milan ha riguadagnato posizioni su posizioni. Ora, resta da chiarire la questione stadio (Sesto San Giovanni o ancora nel quartiere di San Siro): la casa rossonera su cui poggiare le basi per un futuro ancora più vincente. E sullo sfondo c'è il passaggio di proprietà con RedBird guidato da Gerry Cardinale che sta in pole position come aveva anticipato nei giorni scorsi lo scoop di Affaritaliani.it (nei prossimi giorni la probabile accelerazione: affare da 1,3 miliardi) per rilevare un club che Elliott magari venderà pure, ma è un giocattolo così bello e vincente che potrebbe anche tenere (o, più probabilmente, restare nel club di via Aldo Rossi con una quota).

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