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Alessandra Toschi: "La transizione energetica in Italia necessita di..."
Alessandra Toschi

Tra i pilastri fondamentali del Next Generation EU, ci sono gli investimenti focalizzati sulla sostenibilità, insieme a quelli per accelerare la trasformazione digitale del paese. Mentre si attende il riscontro da parte della Commissione Europea sui piani presentati dai vari stati membri, facciamo un primo bilancio sul PNRR del Governo Draghi con Alessandra Toschi, managing director di BayWa r.e., player globale nel settore delle rinnovabili. 

A che punto è l’Italia oggi in tema di energia rinnovabile?
Esistono numerose analisi indipendenti, che indicano un posizionamento distintivo dell’Italia nel settore delle energie rinnovabili, sia dal punto di vista degli investimenti che delle opportunità di sviluppo. Siamo un paese caratterizzato da condizioni climatiche particolarmente favorevoli all’installazione e al buon funzionamento di impianti eolici e solari, dove alcune tipologie di impianti come i progetti fotovoltaici a terra che hanno sostanzialmente raggiunto la grid parity, ovvero chi investe sulla realizzazione di un nuovo impianto riesce ad avere un ritorno interessante, anche in assenza di incentivi. Resta il fatto che la transizione energetica in Italia necessita di una forte accelerazione soprattutto se guardiamo ai numeri dell’istallato dello scorso anno: sotto i 100MW nell’eolico e circa 700MW nel fotovoltaico, la maggior parte dei quali installato in autoconsumo. Nel corso di quest’anno è stimata, da alcuni studi di settore, la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici tra i 2 e i 2,6 GW purtroppo non ancora sufficienti a raggiungere la potenza da installare entro il 2030.

Quali sono i punti di forza e gli aspetti più problematici del piano Next Gen EU presentato dal Governo Draghi sul tema dell’energia green? Cosa servirebbe all’Italia per sviluppare in modo solido il proprio futuro energetico sostenibile?
Torno sul tema, perché si tratta di un problema che non riguarda solo il settore delle rinnovabili, ma è trasversale a quasi tutti gli altri business: eliminare la burocrazia. Se oggi si chiede l’autorizzazione per realizzare un nuovo impianto eolico o fotovoltaico, si va incontro a un iter eccessivamente articolato, un’odissea con il coinvolgimento di numerosi enti, ognuno dei quali procede con una propria valutazione e prescinde spesso dall’oggettività della situazione. Capisce bene che chi decide di investire, non ha nessuna certezza sui tempi e sul risultato, nel bene o nel male. La semplificazione normativa e amministrativa è un obiettivo cruciale per il Governo e il PNRR contiene alcune misure per supportare la realizzazione di alcune tipologie di interventi.

Il bonus del 110% è stato utile? È importante venga confermato anche per i prossimi anni?
Tra gli incentivi proposti dal Decreto Rilancio, il Superbonus rappresenta un'ottima opportunità per chi ha sempre desiderato percorrere la strada verso la sostenibilità e l'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili. Spesso ci siamo chiesti cosa rappresenterebbe una maggiore incentivazione delle integrazioni tecnologiche. tra fotovoltaico, pompe di calore, domotica, e mobilità elettrica, rispetto al passato. Finalmente, grazie al beneficio del Superbonus 110%, questo concetto di integrazione è sempre più concreto e la possibilità di godere di questa soluzione incentivante anche per i prossimi anni rappresenta quindi un vantaggio competitivo per l’Italia nella strada verso la transizione energetica.

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