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Diciamocelo: prospettive Pop
Reddito di cittadinanza, così si puniscono i furbetti della Naspi

In questi giorni si fa sempre più pressione su uno dei punti sanciti nel “patto” dell’attuale Governo: il reddito di cittadinanza.

Leggo diversi commenti e speculazioni che, purtroppo, presuppongono una certa miopia sul tema.

Iniziare spiegando che gli ammortizzatori sociali sono un complesso di disposizioni normative finalizzate al sostegno del reddito di coloro che si trovano involontariamente in una situazione di disoccupazione. Fatta questo doveroso chiarimento oggi l’ammortizzatore principale, ed il più costoso è la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego ( NASpI).

Questa è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall'art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione erogata in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria.

DICIAMOCELO DI ALBERTO DE FRANCESCHI 2
 

DICIAMOCELO DI ALBERTO DE FRANCESCHI 1
 

Unici requisiti necessari per accedere all'indennità di disoccupazione sono:

1) Stato di disoccupazione intendendo la perdita del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore;

2) Almeno 13 settimane di contribuzione versata nei 4 anni precedenti al licenziamento;

3) Almeno 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Il requisito lavorativo da soddisfare per ottenere la Naspi è quello di aver lavorato almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti alla disoccupazione, indipendentemente dalla durata oraria delle giornate lavorative. L’importo Naspi 2018 è pari a 1.208,15 euro mentre l’importo massimo mensile di detta indennità, per la quale non opera la riduzione di cui all’articolo 26 della legge n. 41 del 1986, non può in ogni caso superare, per il 2018, euro 1.314,30. La durata della Naspi 2018, varia a seconda di quanti contributi si sono stati versati negli ultimi 4 anni prima del licenziamento involontario. La durata massima dell'indennità di disoccupazione nel 2018, è fino a 24 mesi. In particolare, la Naspi spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, senza tenere conto dei periodi coperti da contributi figurativi che hanno già dato luogo al pagamento di prestazioni di disoccupazione, anche se pagate in un'unica soluzione anticipata. 

C’è da aggiungere che in molti casi segnalati ad oggi la disoccupazione viene comunque liquidata dall’INPS anche quando i soggetti comunicano di aver trovato un lavoro, creando così non pochi problemi di successivo recupero delle somme non dovute da parte dell’INPS.

Di contro (e a sostituire) il nuovo Governo ha proposto il reddito di cittadinanza che è un'erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutte le persone dotate di cittadinanza e di residenza, cumulabile con altri redditi (da lavoro, da impresa, da rendita), indipendentemente dall'attività lavorativa effettuata o non effettuata (dunque viene erogata sia ai lavoratori sia ai disoccupati), dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale, ed erogato durante tutta la vita del soggetto.

In base a quanto previsto dal Ddl presentato al Senato dal Movimento cinque stelle:

  • è una misura finalizzata a contrastare la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale, a garantire il diritto al lavoro, all’informazione, all’istruzione, alla formazione professionale, alla cultura attraverso politiche finalizzate al sostegno economico e all’inserimento sociale di tutte le persone a rischio emarginazione. 
  • è istituito in tutto il Paese con l'obiettivo di contrastare il lavoro nero, il lavoro sotto pagato, il lavoro precario.
  • garantisce al beneficiario, nel caso sia l'unico componente della famiglia, un reddito annuo calcolato secondo l’indicatore ufficiale di povertà monetaria dell’Unione europea, pari ai 6/10 del reddito medio equivalente familiare, che per l'anno 2014, data di presentazione M5S del disegno di legge, era quantificato in euro 9.360 annui e in euro 780 euro netti al mese.

Per vedersi riconosciuto il reddito di cittadinanza occorrono le seguenti condizioni:

  • Aver compiuto 18 anni di età;
  • Essere disoccupati o inoccupati;
  • Avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà in Italia, stabilita dall’ISTAT;
  • Avere un Isee al di sotto di una certa soglia: tale requisito economico nel disegno di legge 5 stelle non è presente ma con molta probabilità verrà aggiunto per ottenere il via libera dalla Lega. Salvini infatti preme affinché sia inserito un limite di reddito Isee a 7-8.000 euro.
  • Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà, in questo caso si parla di pensione di cittadinanza.
  • Per chi ha compiuto 18 anni e fino al compimento dei 25 anni di età: per ottenere il reddito di cittadinanza, occorre essere in possesso di:
    • qualifica o diploma professionale riconosciuto e utilizzabile a livello nazionale e dell’Unione europea, compreso nel repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali;
    • di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado utile per l’inserimento nel mondo del lavoro;
    • frequenza di un corso o percorso di istruzione o di formazione per il conseguimento di uno dei predetti titoli o qualifiche. 

Al fine di mantenere il reddito di cittadinanza, i beneficiari sono obbligati a:

  • se disoccupati: iscriversi al Centro per l’impiego;
  • destinare almeno 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili;
  • frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale;
  • comunicare all'INPS qualsiasi variazione di reddito;
  • accettare obbligatoriamente una delle prime 3 offerte di lavoro pervenute.
  • dedicare alla ricerca di un lavoro, almeno 2 ore al giorno;
  • non recedere da un contratto senza giusta causa 2 volte in un anno.

Ai cittadini beneficiari spettano i seguenti importi:

  • una persona da sola senza reddito, spettano 780 euro al mese;
  • famiglia composta da 1 genitori + 1 figlio minorenni: spettano 1.014 euro al mese;
  • famiglia composta da 2 genitori + 2 figli minorenni: spettano 1.638 euro al mese.

Ora, dopo aver esaminato e capito di cosa si parla, penso siano venute in mente tutte quelle situazioni di abuso normativo in cui, purtroppo, oggi la NASpI si trova. Ovvio non è che con il reddito di cittadinanza si sana tutto ma almeno si corregge il tiro e soprattutto si puniscono i furbetti che vergognosamente oltre a ricevere quanto non gli spetterebbe si lamentano pure che non guadagnano abbastanza....

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