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Imprese e Professioni
Fase 2. Le indicazioni al Governo di AIME Associazione Imprenditori Europei

AIME Associazione Imprenditori Europei è un’associazione volontaria tra imprenditori, senza scopo di lucro, indipendente, apolitica ed aconfessionale con sede legale a Varese e unità locali in diverse aree della Lombardia: Milano, Bergamo, Cremona, Lecco, Brescia. La missione dell’Associazione è quella di essere un punto di riferimento e di scambio di esperienze e competenze per gli imprenditori oltre che concreto strumento di sostegno alla competitività.

AIME si è sforzata, in questa delicata fase 2 del post-COVID, di immettere nella rete della politica una serie di idee, proposte e progetti. Pur nel mezzo di questa emergenza sono stati rinnovati gli organismi dirigenti dell’Associazione che erano a fine mandato. Oggi l’organico si presenta ancora più forte: una Presidenza rappresentativa composta da ben 42 imprenditori e professionisti, un nuovo Presidente ed una rinnovata Giunta. Giuseppe Albertini è il nuovo Presidente eletto. Un imprenditore dalla lunga esperienza associativa, da molti anni componente del Consiglio della Camera di Commercio di Varese nella quale ha ricoperto anche la carica di Presidente.

Indicazioni e proposte

Giuseppe AlbertiniGiuseppe Albertini

Giuseppe Albertini si sofferma in questa sede sul TITOLO II – SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL’ECONOMIA, tralasciando gli articoli sulle forme contrattuali o sulle modalità. Queste sono le indicazioni al Governo da parte di AIME Associazione Imprenditori Europei:

Art. 27 – Misure in materia di versamento dell’IRAP. Ottimo. È un buon segnale da parte del Governo, questa misura, anche molto onerosa, che garantisce sicuramente un minor soffocamento in questa fase;

Art. 28 – Contributo a fondo perduto. Si denota che il meccanismo di ricalcolo è abbastanza complesso e probabilmente il criterio di scelta non è molto corrispettivo delle economie reali, il calcolo sul fatturato nei trimestri è poco oggettivo per le aziende manifatturiere perché talvolta ci sono saldi contabili di macchinari consegnati in gennaio, o febbraio che sono in realtà manodopera e lavoro dell’anno precedente. Non è molto esemplificativo della filiera. Sarebbe possibile renderlo fare di più?

Art. 29 – Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni. Ottimo, dare delle opportunità fiscali vantaggiose perché i soci investono liquidità in un momento così difficile è l’unico modo per garantire veri soldi freschi reali alle imprese;

Art. 30 – Patrimonio destinato. La teoria economica che sta dietro al patrimonio destinato è chiara ed è giusto metterla in atto. Serve chiarezza però su modalità, tempi e vera funzione di Cassa Depositi e Prestiti.

Art. 31 + 32 - Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito. Bene. In qualche caso serve ancora di più, il 30% può non essere abbastanza, basti pensare ai negozianti e/o esercenti nelle città turistiche o nei centri dei capoluoghi, dove il costo dell’affitto è la fornitura più onerosa. Da questo punto di vista bene l’istituzione del fondo per i canoni di locazioni. Le modalità di erogazione devono però essere davvero smart.

Art. 33 - Riduzione degli oneri delle bollette elettriche. Bene, ottimo. Lo accorperei con l’efficientemento energetico nei prossimi anni. Costi calmierati se si fanno investimenti e lavora l’indotto delle energie rinnovabili.

Art.38 - Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali. Bene, ottimo, giusta direzione da incrementare.

Art. 46 - Rafforzamento dell’ecosistema delle start up innovative: bene l’idea ma va finanziata e in maniera più cospicua, soprattutto sul tema dell’informazione, con sportelli consulenza etc. presso le camere di commercio. Snellimento delle procedure di registrazione di idee e brevetti;

Art. 48 - Misure di rafforzamento dell’azione di recupero di aziende in crisi e potenziamento delle strutture di supporto per le crisi di impresa e per la politica industriale. Ottimo. Va rivista la disciplina della crisi di impresa in toto, molto oppressiva per la piccola-media impresa. Ad ora avere il revisore dei conti da Gennaio 2021, è solo un ulteriore costo aggiunto, non un guadagno prospettico. Mancano certezze sulle istituzioni (basti pensare all’OCRI e la sua formazione);

Art.51- Fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la difesa ed il sostegno dell’innovazione. Serve davvero una disciplina organica su temi quadri quali infrastrutture, costi della connessione internet, smartworking. Servono accordi quadri sul lavoro da casa, anche in merito alla contrattazione collettiva, nel rispetto dell’impresa e del lavoratore. Serve capire se si vuole tornare indietro o implementare i servizi cloud e gestionali della pubblica amministrazione. Es. perché devo ritirare un certificato di origine in camera di commercio fisicamente?

Art.52 - Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività̀ d’impresa. Ottimo ma la dotazione è scarsa;

Art.52-bis - Incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km. Ottimo ma dotazione scarsa, serve implementazione. Unico modo per far ripartire la chain dell’automotive. Riconversione e incentivi seri di detrazione e defiscalizzazione ad imprese, imprenditori, partite IVA e privati per l’acquisto di vetture ecologicamente innovative;

Art. 56 - Misure per le esportazioni e l’internazionalizzazione. Bene serve diplomazia con gli altri stati europei almeno. Bisogna semplificare le procedure ancora di più, la chiusura di Schengen ha dato un pessimo segnale. Manca la “sicurezza” che domani non accada nuovamente;

Art. 66 - Aiuti alle imprese per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling. Ottimo. Nuovo “know how” è buona cosa per uscire dalle crisi. Sul demandamento alle regioni: farà perdere cuore alla norma?

Assistenza e formazione volta alla gestione ordinata del personale e del suo impiego eterogeneo durante la settimana di lavoro, anche nella turnazione;
Fronteggiare l’esubero del personale dovuto alle restrizioni e/o limitazioni governative, con ausili aggiuntivi concreti;
Azioni, anche a fondo perduto, per fronteggiare l’esigenza di messa in sicurezza dei locali pubblici (ad esempio: eventuali protezioni di plexiglass, separè) e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale sanitari che il commerciale e/o imprenditore deve necessariamente erogare al cliente per poter svolgere la sua prestazione;
Contributi informativi, formativi ed economici per fronteggiare le misure richieste in merito alle eventuali sanificazioni degli spazi commerciali. A tal punto, si chiede la possibilità di calmierare eventuali costi di sanificazioni specifiche;
Strategie di defiscalizzazione e compensazione contributiva per tutti quegli esercizi commerciali, che non essendo beni di prima necessità, nonostante le eventuali riaperture saranno oggetto conseguente alla crisi economica e di turismo;
Nei mercati scoperti, che vedono nel periodo estivo, la loro massima frequentazione e conseguente fatturato degli attori, contributi volti al ritardo e/o eventuale sospensione dei costi di affitto dello spazio;
Stimolare la rimodulazione di soluzioni commerciali al fine di non disperdere del tutto i ricavi economici conseguenti all’indotto degli eventi culturali e gastronomici sui nostri territori;
Con il lockdown dei voli aerei, e degli spostamenti di piacere, tra Stati, e all’interno dello stesso Paese, si riscontra un settore ad alto rischio di liquidità: gli albergatori. A loro che vedranno mancare pernottamenti, chiediamo ausili sul fronte sanificazione delle stanze dopo eventuali rimanenze della clientela. 

Si rincontrerà prossimamente una crisi commerciali di molti produttori locali, che fanno della loro forza la particolarità il territorio a discapito della grande distribuzione. Spesso parliamo di agricoltori che non hanno capacità informatiche e sono abituati ad una vendita legata al commercio del turismo e degli eventi pubblici. Per tutti questi si richiede un’attenzione nel riposizionamento sul mercato online, e/o bandi volti alla costruzione di piattaforme che costruiscono comunicazione tra il produttore e l’utente finale.

Un piano serio di riconversione, almeno durante il periodo estivo delle attività sportive non agonistiche. Qualora fosse possibile, interventi decisi per la riconversione della medesima società ad attività all’aperto;Formazione e risorse per la valutazione e il conseguente utilizzo di guanti monouso e mascherine, o qualsiasi altro dispositivo necessario, per delle riaperture in sicurezza, almeno parziali di queste attività.Un aiuto serio per l’accesso al credito: già camera di commercio ha dimostrato, con la vostra disponibilità regionale, di aumentare la platea dei fruitori di prestiti con minor garanzie possibili.

Bisogna fare ancora di più per sburocratizzare i processi creditizi: spesso sono deterrenti i sovra costi dovuti dall’istruzione della pratica;Sostegno incondizionato nell’approvvigionamento all’azienda dei dispositivi di protezione. Non è pensabile che un imprenditore occupi diverse ore settimanale di un dipendente per rifornire e ordinare mascherine, guanti etc;

Denaro a fondo perduto e/o da co-finanziare per l’approvvigionamento di mezzi informatici all’avanguardia per l’implementazione del lavoro agile: non solo PC, anche software hardware quali VPN efficienti, Cloud, pacchetti informatici di vario genere;
Un’effettiva legislazione e implementazione del controllo dello smartworking, l’imprenditore deve poter valutare se effettivamente il dipendente che lavora a distanza sta svolgendo la sua attività, e il dipendente d’altro canto deve poter dimostrare di aver lavorato anche più delle 8 ore previste (es. sistema di timbratura e valutazione della performance online).

Protocolli certi tra tutte le parti sociali per poter distribuire lavoro in maniera omogenea. Non è pensabile che il lavoro sia discontinuo per la paura da contagio. Si chiedono norme di comportamenti su orari e distanziamenti chiare ma durature;
Per tutti i lavoratori, che in queste settimane, prestando loro servizio continuativo si espongono in maniera chiara al rischio di contagio, una defiscalizzazione della tassazione contributiva nazionale.Partendo dal presupposto che ci sono delle differenze quantitative e qualitative tra i vari albi e casse professionali, si registrano, e si presumono nei prossimi mesi cali notevoli di fatturato per alcuni settori specifici (ad esempio consulenza gestionale, software.

Nel settore edilizio, la crisi di liquidità porterà conseguente crisi tra geometri, architetti, mediazione etc) un’integrazione di reddito per tutti coloro che aldilà dei 600 euro lordi, che lo Stato ha messo a disposizione mezzo INPS, non avranno altre risorse;
Si richiede di valutare contributi a fondo perduto e uno sgravio notevole fiscale per l’acquisto di mezzi informatici avanzati (hardware e software e servizi di connessione, come nuovi software avanzati di progettazione e gestionali) per poter continuare a lavorare on line a distanza senza presenza fisica dai loro clienti;
Si richiede di valutare una maggiore, se non totale, detrazione fiscale dei mezzi utilizzati dai liberi professionisti, anche iscritti alle casse private professionali, delle spese di beni, mezzi e servizi, in particolare anche dove adesso esistono ancora particolare restrizioni (ad es. automobile e servizi affini, riparazioni) così come di altri acquisti funzionali;
Si richiedono eventuali contributi per l’acquisto e la dotazione dei DPI, oltre che per la risistemazione e ristrutturazione dei propri immobili, spazi e locali per adattarli meglio ad una maggiore fruizione dovuta ai cambiamenti portati dall’emergenza Covid 19;
Si richiede di valutare contributi a fondo perduto e uno sgravio notevole fiscale per corsi professionali avanzati nel settore della formazione verso la digitalizzazione avanzata, sia di tipo connettivo relazionale, sia per nuovi metodi di progettazione e di utilizzo di sofware, sia per metodi e software gestionali.

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