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Libreria Hoepli Milano. Lo chef Simone Finetti presenta il suo libro “Heroes”

Alla Libreria Hoepli di Milano (via Hoepli 5 – MM Duomo) Simone Finetti incontra di persona il suo giovane pubblico di fans, e firma a ciascuno una copia del suo libro HEROES – Gli inconsapevoli eroi della cucina. Per Simone la cucina è anima, amore, scienza, tradizione, passione: “Uno chef è un servitore della materia prima nobile, senza la quale non esiste vera cucina” dichiara sul suo sito.

“Il cuoco non è nient’altro che un umile servitore della materia prima nobile e dei propri ospiti” dichiara inoltre il giovane e brillante chef Simone Finetti. Vincitore di un’edizione del programma televisivo Masterchef e idolo delle spettatrici, con oltre 80.000 followers su Instagram, finalista pochi mesi fa di Masterchef All Stars (sfida tra i concorrenti più amati dal pubblico) ora presenta a Milano il suo libro dedicato alle migliaia dei suoi fans.

HEROES: GLI INCONSAPEVOLI EROI DELLA CUCINA

Un’avventura chiamata “Cucina”: dimenticate il solito libro di ricette, il suo primo libro è piuttosto una storia tutta nuova da vivere insieme all’autore, Simone Finetti. Sì, ci sono anche le ricette più caratteristiche di Simone, ma soprattutto c’è la sua vita, le sue passioni, i suoi momenti di riflessione che lo hanno portato a diventare lo chef più amato dai millennials. Ci sono le persone, i familiari, gli amici che hanno contribuito a fare di lui uno chef del tutto lontano dagli stereotipi. Simpatico, generoso, spontaneo, Simone si rivolge ai suoi lettori proprio come ci si rivolge agli amici cui si è più affezionati. In questo, è naturale, non tradisce l’immagine che il pubblico si è fatta di lui in pochi anni di presenza televisiva.

Ma scoprirete anche qualcosa di più: con i suoi consigli, sarà facile tornare ad amare i piatti più tradizionali della cultura italiana, quelli delle nostre nonne, concepiti e realizzati con ingredienti veri, sani, italiani. E con sapori che forse non ricordavamo più.

LA FILOSOFIA

La filosofia di Simone Finetti? Ribaltare il concetto snob di “chef” riportandolo alla luce intensa e raggiungibile del quotidiano. Tornare alla terra, agli allevamenti non intensivi ma rispettosi della biologia e dell’etologia. Tornare alla tradizione vissuta senza pedanteria, anzi, arricchita dalla creatività. Tornare alle nonne e alle cucine, alla gioia di fare la spesa, alla consapevolezza che il cibo è la storia di un territorio, non è solo un alimento.

PERCHE’ HEROES?

heroes

Per Simone Finetti gli eroi sono silenziosamente intorno a noi, si alzano ogni mattina prima dell’alba a mungere, a dialogare con gli alberi per portare sulle tavole oli favolosi, a trarre dai campi frutti e ortaggi nel rispetto della natura, ad allevare senza torturare e avvelenare. Gli eroi sono le nonne che con la loro pasta fresca stesa a mattarello raccontano la storia, sono i nonni che portano i nipoti per boschi e li guidano verso la tradizione di secoli, racchiusa tra le spore di un fungo.

“Ho scritto questo libro e l’ho chiamato Heroes perché faccio lo chef e vado a caccia di Eroi. Gente vera, come i miei mentori, le persone che mi hanno fatto scoprire l’amore per la terra, per la perfezione della natura, per un passato senza il quale non può esistere futuro” ci dice Simone Finetti “Lasciate un attimo gli smartphone (un attimo eh?) e provate ad andare nell’orto, a vedere una piantina crescere, a dare un morso a un pomodoro inondato dal sole. Ve lo racconto attraverso la cucina perché quello è il mio lessico”.

Per Simone la cucina è anima, amore, scienza, tradizione, passione: uno chef è un servitore della materia prima nobile, senza la quale non esiste vera cucina. Non si tratta solo di “cibo”. Si tratta di cultura, di territorio, di valori che non possiamo perdere per correre dietro alle sirene della produzione di massa.

Chi è Simone Finetti

simone finetti

Quando Simone ha partecipato a Masterchef Italia 4 faceva l’elettricista: dopo la trasmissione di Sky è diventato un cuoco, ha frequentato la scuola di Gualtiero Marchesi – mentore di Carlo Cracco, tra le altre cose – e ha avuto come maestro Giacinto Rossetti, che è stato anche il maestro di chef Barbieri. Se alla prima partecipazione ero un dilettante allo sbaraglio, a MasterChef All Stars si è comportato da professionista qual è diventato, dando il 110% ed esprimendo se stesso al massimo. “Il mio percorso è stato a dir poco… Caotico?” ha dichiarato Finetti ai microfoni di Sky dopo la finale. “Però bello, bellissimo”, ha aggiunto. Simone ha anche fatto una promessa: si eserciterà a fare bignè per tantissimo tempo e non abbandonerà mai il matterello della nonna.

“Il mio menu degustazione? Volevo fare una cosa che desse l’idea di un percorso, di una cosa compiuta. Ho cercato di mettere insieme quattro piatti semplici ispirandomi ai quattro gusti: l’amaro, il dolce, l’aspro e il salato”. Il menù che Simone Finetti ha presentato ai giudici è un vero e proprio viaggio: si chiama Gustò, con lo stesso nome di uno chef di un cartone animato che diceva che chiunque può cucinare (e anche per il gusto in sé, naturalmente). L’ultimo piatto, chiamato “Equilibrio”, rappresenta la summa e gli insegnamenti che i maestri comeGiacinto Rossetti gli hanno trasmesso. Dopodiché, Simone ha parlato anche del rapporto speciale con chef Barbieri, con cui condivide le origini e gli insegnamenti impartiti da Giacinto Rossetti. Simone secondo Barbieri è riuscito a stupirli perché è un bravo chef e si è sempre dato al massimo, perché la cucina è la sua vita e anche il suo futuro.

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