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Studio Necchi Sorci. Nuovo standard contabile per gli Strumenti Finanziari

Intervista alla Dott.ssa Michela Ciani dello Studio Necchi, Sorci & Associati

Per le società che redigono il bilancio d’esercizio adottando i principi contabili internazionali, l’esercizio 2018 appena iniziato sarà il primo esercizio che risentirà significativamente degli effetti generati dall’adozione dell’IFRS9, il nuovo standard contabile per gli Strumenti Finanziari che ha sostituito, rivoluzionandolo, il precedente IAS 39.

L’IFRS9, emesso nella sua versione finale dallo IASB nel luglio del 2014 e pubblicato nella gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea con il Regolamento UE n. 2016/2067 del novembre 2016, è il frutto di un lungo e faticoso percorso di studi e discussioni.

Le modifiche, resesi necessarie a fronte della crisi finanziaria mondiale che ha smascherato le debolezze dello IAS39 in tema di rilevazione delle perdite sugli strumenti finanziari, hanno riguardato sia la classificazione e misurazione degli strumenti finanziari, sia le politiche di hedge accounting, ma le novità più significative e impegnative per la governance delle società riguardano il nuovo modello di impairment.

Chiediamo alla Dott.ssa Michela Ciani dello Studio Necchi, Sorci & Associati come ci si dovrà comportare d'ora in poi.
 

"Andando per gradi, per quanto concerne la classificazione e misurazione delle attività finanziarie ora si dovrà fare riferimento non solo alle caratteristiche contrattuali dei singoli strumenti finanziari, ma anche al modello di business adottato dall’entità che detiene tali strumenti, ossia dalle modalità con cui l’entità intende generare flussi di cassa attraverso gli stessi.

Sono previste solamente tre categorie di attività finanziarie:

  • le attività di tipo SPPI (Solely Payment of Principal and Interest - SPPI) che rientrano in un modello di business Held to Collect, ossia detenute al fine di generare flussi di cassa attraverso i flussi contrattuali rappresentati, esclusivamente, da pagamenti di capitale e interessi. Queste attività finanziarie sono le uniche che possono essere valutate al costo ammortizzato;
  • le attività di tipo SPPI che rientrano in un modello di gestione Held to Collect and for Sale, fra le quali rientrano le attività finanziarie che l’entità intende gestire al fine di generare flussi di cassa sia attraverso i flussi contrattuali previsti, sia attraverso la loro negoziazione. Queste attività finanziarie vengono valutate al Fair Value Throught Other Comprehensive Income (FVOCI) (ossia senza impatto sul risultato economico dell’esercizio);
  • le attività che non rientrano in nessuna delle due categorie precedenti o perché non soddisfano i requisiti per essere classificate in altra categoria, o perché il modello di business prevede che generino flussi di cassa esclusivamente attraverso la negoziazione, sono valutate al Fair Value Throught Profit and Loss.

Come si procede alla classificazione?
 

"Non è più ammessa la separata rilevazione dei derivati impliciti nelle attività finanziaria, pertanto in sede di classificazione e valutazione dell’attività finanziaria si dovrà necessariamente tenere in debita considerazione anche delle caratteristiche del derivato implicito connesso, che potrebbe determinare una diversa classificazione e valutazione dell’intero strumento finanziario.

Tale approccio impone alla società di effettuare, già in fase di prima iscrizione dell’attività finanziaria, un’attenta e approfondita valutazione della strategia aziendale a medio lungo termine, ma impone altresì di dotarsi di metodologie di valutazione e di sistemi di controllo che consentano di dimostrare in ogni momento che le valutazioni effettuate sono adeguate al modello di business".

Che cosa cambia per le passività finanziarie?
 

"Per quanto riguarda, invece, le passività finanziarie l’IFRS 9 non ha modificato le regole di classificazione e misurazione previste dallo IAS39; l’unica novità riguarda la necessità di rilevare nell’Other Comprehensive Income (OCI), anziché nel conto economico, i cambiamenti di fair value delle passività designate al Fair Value Trough Profit or Loss relativi al rischio di credito proprio dell’emittente.

Per quanto riguarda l’impairment test che, come anticipato, è stato radicalmente modificato, l’IFRS9 prevede che debba applicarsi solamente a tre categorie di strumenti finanziari, ossia:

  • alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Held To Collect);
  • agli strumenti di debito valutati al Fair Value Trough Other Comprehensive Income;
  • ad alcuni contratti che prevedono impegni a finanziare o garanzie.

Il nuovo modello di impairment prevede che la società rilevi immediatamente le perdite attese future (expected loss) sulle attività finanziarie, anche in assenza di uno specifico evento che provochi la perdita (trigger event) e che tale stima sia costantemente monitorata e, se necessario, aggiornata, sulla base di informazioni riguardanti dati storici, presenti e anche prospettici (forward-looking)".

In pratica come si deve procedere?
 

"Gli strumenti finanziari devono essere suddivisi in 3 stages a seconda del grado di deterioramento della qualità creditizia rispetto alla rilevazione iniziale o alla data di erogazione. Per le attività finanziarie che hanno subito un significativo peggioramento del merito creditizio successivamente alla data di prima iscrizione o rispetto alla valutazione effettuata al momento dell’erogazione, la società dovrà rilevare a conto economico, in modo più o meno analitico a seconda del grado di deterioramento, la perdita attesa durante tutta la vita dell’attività finanziaria (expected loss life-time period/provision o “ELLP”).  Dovrà essere rilevata, come minimo, la perdita attesa a 12 mesi, ossia la quota parte della ELLP derivante da eventi che è possibile che si verifichino entro 12 mesi dalla data di reporting - prosegue la Dott.ssa Michela Ciani Emerge chiaramente da quanto sopra descritto, che il processo di valutazione delle perdite attese ha subito una significativa complicazione e richiede competenze e conoscenze degli strumenti finanziari molto più approfondite e costantemente aggiornate, che influenzeranno, molto probabilmente, le strategie di investimento delle società e le modalità di gestione delle stesse".

Quali sono gli aspetti più positivi di questa innovazione?
 

"A fronte di una complicazione delle regole di applicazione dell’impairment test, l’IFRS9 ha snellito e semplificato le regole per la rilevazione degli strumenti di copertura (hedge accounting), fornendo principi di rilevazione meno rigidi e più flessibili in modo da consentire un legame maggiore con le operazioni di gestione del rischio e con la tesoreria aziendale".

Che consigli potrebbe dare agli utenti?

"In fase di prima applicazione dell’IFRS9, che potrebbe avvenire anche in occasione della predisposizione del reporting intermedio, sarà necessario analizzare tutti gli strumenti finanziari ancora in essere e riclassificarli all’interno di una delle tre categorie sopra citate, in funzione del modello di business esistente a tale data; tale logica andrà applicata retrospettivamente, ossia anche al periodo di confronto, senza necessità di operare specifiche riclassificazioni in tale periodo ma evidenziando le differenze di valutazione che discendono dalla nuova classificazione nelle riserve patrimoniali di apertura. Un’eccezione a tale regola riguarda l’hedge accounting che potrà, invece, essere applicato solo prospetticamente.

E’, inoltre, previsto l’obbligo di fornire nel reporting un’analitica informativa, sia qualitativa che quantitativa, che spieghi dettagliatamente gli effetti di prima applicazione del nuovo standard a confronto con la classificazione e misurazione precedentemente applicate in base allo IAS39".

Il nuovo standard contabile richiederà allora di modificare completamente la politica di gestione degli strumenti finanziari?
 

"La transizione all’IFRS9 impegnerà significativamente le società e le obbligherà a ripensare drasticamente alla propria politica di gestione degli strumenti finanziari - conclude la Dott.ssa Michela CianiIn particolare, l’impatto che le nuove regole di classificazione e valutazione e il nuovo impairment test, basato su una logica forward-looking, potrebbero avere sui bilanci 2018, soprattutto delle banche, potrebbe essere particolarmente rilevante in quanto le potrebbe obbligare ad operare immediatamente un significativo incremento degli accantonamenti per perdite attese sui crediti, con un conseguente deterioramento dei ratio patrimoniali. Per tale motivo, nel corso dell’Ecofin di giugno 2017 (Economic and Financial Affairs Council), è stato proposto un periodo transitorio di cinque anni per il passaggio al nuovo principio contabile Ifrs 9. La proposta è stata recepita con Regolamento UE n. 2017/2395 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea L345 del 27 dicembre 2017".

Dott.ssa Michela Ciani
Email: mciani@necchisorci.com
Studies: Degree in Business economics and business legal administration – specialization in audit - at University Bocconi in Milan, member of Italian institute of Chartered Accountants and member of Italian Institute of Statutory Auditors since 2008. 

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