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Coronavirus
Omicron, panico media insensato: mossa anti Sudafrica dopo il "no" a Pfizer?

Omicron, la nuova variante Covid diventa un caso: infodemia o strategia per colpire Sudafrica?

“I sintomi del Covid legati alla nuova variante Omicron sono estremamente lievi”, ha dichiarato ai media di tutto il mondo Angelique Coetzee, presidente della South African Medical Association, l’istituzione pubblico/privata più grande del Paese. Chi è stato individuato come positivo con sintomi viene curato a casa. L’OMS ha affermato che ci vorranno settimane per capire come la variante possa influenzare la diagnostica, le terapie e i vaccini. Ma il panico si è comunque diffuso nei media internazionali (come in quelli italiani), al punto da far oscillare la Borsa, i prezzi del greggio negli Stati Uniti sono crollati di oltre il 13%, e isolare i voli proveniente dal Sudafrica. 

Coetzee, con il merito di essere stata la prima ad individuare la variante, ha affermato: “Finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi”. In più: “Gli ospedali in questo momento non sono in sofferenza per la presenza di pazienti portatori di questa variante. Lo sapremo solo fra due o tre settimane”. Continua però l’infodemia, quell’effetto mediatico massiccio tra panico e imprecise ricostruzioni che alimentano un clima poco razionale nella rappresentazione dei fenomeni. L'OMS ha messo in guardia contro i Paesi che impongono frettolosamente restrizioni di viaggio, dicendo che dovrebbero cercare un "approccio scientifico e basato sul rischio" per descrivere i casi, anche se la variante, dato il numero di mutazioni, 32, è considerata pericolosa.

Omicron, anche la variante Lambda in estate descritta come la più "temibile"

Già tra la primavera e l’estate del 2021 la variante Lambda, per il numero elevatissimo di mutazioni venne descritta dai media come “la più temibile a causa della sua contagiosità e la possibile resistenza ai vaccini”. Non ne abbiamo visto gli effetti devastanti. In queste ore il ministro della Sanità sudafricano Joe Phaahla ha dichiarato: "Questa ultima tornata di divieti equivale a punire il Paese per aver sequenziato la mutazione e per la sua capacità di rilevare nuove varianti rapidamente. L'eccellenza scientifica dovrebbe essere applaudita e non punita. Il Sudafrica rimarrà al livello di allerta 1". Il più basso.

Le terapie intensive sudafricane risultano libere. Il Sudafrica resta il Paese più vaccinato del continente. “Finora non ci sono bandiere rosse”, ha confermato l’epidemiologo Salim Abdool Karim intervistato dai principali media nazionali. Il portavoce del ministero degli Esteri Clayson Monyela ha chiesto agli altri Paesi di cambiare approccio perché “questa decisione è ingiustificata e non basata sulla scienza”. Il virologo Barry Schoub, consulente del governo del Sudafrica si è detto scettico sull’approccio internazionale, affermando che i dati indicano che i vaccini proteggono dalle malattie gravi della nuova variante: "È improbabile che causi malattie più gravi". Sarebbero colpiti soprattutto i giovani. 

Ma cosa è accaduto davvero? Difficile da spiegare con certezza. Degno di nota il tracciamento e le classificazioni delle varianti fatto dal sito dell’OMS, nell’apposita sezione che cataloga l’apparizione della variante B.1.1.529 Omicron al 26 novembre 2021 e non prima. Anche il virologo computazionale americano, presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center, Trevor Bedford ha mostrato tecnicamente che la nuova variante non discende da quelle già note, ma ha solo una connessione evolutiva vicina a una risalente a metà del 2020. In un quadro non ancora accertato su Omicron il sito dell’OMS sostiene che, per trasmissibilità, gravità della malattia, fuga immunitaria, fuga diagnostica o terapeutica sono considerate sicuramente pericolose le varianti Alfa, Beta, Gamma, Delta. Omicron, anche se inserita nel novero di quest’ultima categoria, non dà ancora elementi fondati per far salire il livello di allarme.

Omicron, la politica sanitaria in Sudafrica: niente lockdown o Green Pass

In Sudafrica non vi sono lockdown, restrizioni o green pass. Critici, sull’atteggiamento internazionale opinionisti, giornalisti e blogger nazionali. Dello stesso tenore le voci dei connazionali italiani che inviano messaggi di stupore in Italia per l’attenzione attribuita alla vicenda. Luciano B. “Qua non se ne parla e ti assicuro che questo non è il terzo mondo. I contagi sono pochi, così i morti, non abbiamo nessuna restrizione”.

Dello stesso avviso Alice P.: “I media vi stanno raccontando una storia che non esiste. Sì, è stata scoperta una nuova variante ma i sintomi sono lievi e non sono causa di morte. Qui è tutto aperto. No Green pass, solo il 25% è vaccinato e comunque non c'è nessun obbligo se non mascherina e coprifuoco notturno di 4 ore. Non si può tornare dai propri cari a Natale, anche se si può tranquillamente dimostrare di essere sani e di non avere il virus. Perché?? Ah sì, la nuova variante apparentemente é così forte e preoccupante (senza causare morti) da richiedere un nuovo vaccino, che probabilmente sarete convinti, o obbligati, a ricevere presto. Informatevi, vi prego informatevi (con l'emoricon delle manine che pregano, ndr)”.

Il dubbio di molti lettori è che la forzatura mediatica sia la reazione a un intervento del governo sudafricano che, come riportato dalle agenzie di stampa Bloomberg e Reuters, il 24 novembre scorso chiese a Pfizer e Johnson & Johnson di rallentare l'invio di vaccini nel Paese, perché lo Stato era iper coperto di dosi, almeno per altri 158 giorni. A quel punto Pfizer e J&J hanno dirottato altrove le scorte destinate al Sudafrica.

Ora il panico per la variante Omicron è vissuto come un’ingerenza dei media sulla gestione governativa nazionale.

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