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Costume
Gillette, polemica sullo spot contro le molestie: "Falsi miti"

Critiche e bufera social contro la Gillette. Il noto brand di rasoi e' al centro di un'accesa polemica dopo la pubblicazione di un video, parte di una piu' ampia campagna di promozione sociale realizzata sull'onda del #Metoo, in cui invita gli uomini a riflettere sulla loro mascolinita' e a evitare comportamenti inappropriati, sia nei confronti delle donne che di altri compagni. Il video - girato dalla regista Kim Gehrig, gia' nota per avere diretto la campagna 'This Girl Can' per Sport England e 'Viva la Vulva', uno spot per un brand svedese di igiene femminile - dura quasi due minuti e mostra diverse occasioni in cui le donne, o altri uomini, sono oggetto di molestie: una riunione aziendale in cui il direttore tiene un comportamento poco appropriato con una collega, uno spot in cui un uomo mima l'atto di toccare il corpo di una donna, un bambino vittima di bullismo da parte di un branco, una donna molestata in strada.

"Non e' tempo di smettere di giustificare questi comportamenti?", dice una voce. Poi, un cambiamento: un padre che interviene per fermare una lite tra bambini, un uomo che impedisce a un amico di molestare una donna che cammina davanti a lui, un altro che difende un ragazzo vittima di bullismo. Una voce fuori campo dichiara: "Questo e' il meglio che un uomo puo' dare", reinterpretando lo slogan che da trent'anni definisce Gillette. Pubblicato su Youtube il 14 gennaio, il video e' stato visto piu' di 2 milioni di volte: finora non e' piaciuto a 210 mila utenti, mentre i 'like' sono stati poco piu' di 20 mila. E su Twitter la situazione non cambia: sotto l'hashtag della Gillette #thebestmencanbe, centinaia di utenti hanno sottolineato che l'immagine presentata della mascolinita' e' stereotipata e che non tutti gli uomini sono violenti o molestatori. La rivista di estrema destra 'The New American' ha aggiunto che lo spot "suppone fasi miti" e che "se gli uomini sono il sesso piu' selvaggio sono anche il piu' dinamico".

Su Twitter, il giornalista e conduttore televisivo Piers Morgan ha parlato di "un patetico assalto globale alla mascolinita'. Che gli uomini siano uomini, dannazione", mentre altri hanno affermato che non useranno piu' i prodotti del noto marchio perche' non vogliono che sia "politicizzato". Gillette ha dichiarato che la pubblicita' e' parte di un'iniziativa piu' ampia per promuovere "versioni positive ed inclusive della mascolinita'". Sul sito web, la compagnia ha scritto: "Da oggi in poi, ci impegniamo a sfidare attivamente gli stereotipi e le aspettative su cosa significhi essere un uomo. Lo faremo nelle nostre pubblicita', nelle immagini che usiamo e nelle parole che scegliamo". La pubblicita' della Gillette si schiera a favore del movimento #MeToo, il movimento di protesta nato per denunciare le molestie e le violenze contro le donne, in particolare quelle subite sul posto di lavoro. La campagna, che si e' inizialmente diffusa sui social, e' nata dopo la pubblicazione delle inchieste giornalistiche sugli abusi sessuali commessi dal produttore statunitense Harvey Weinstein. Partita dagli Stati Uniti, ha poi raggiunto una dimensione globale.

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