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Cronache
Biella, pizzicati i furbetti del vaccino. Sessanta avvisi di garanzia

Vaccino, i 'furbetti' di Biella. Raffica di avvisi di garanzia

Almeno sessanta persone sono state raggiunte da avvisi di garanzia inviati dal Procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, perché avrebbero saltato la fila e si sarebbero fatti somministrare il vaccino prima di chi effettivamente ne avrebbe avuto diritto.

Fra i destinatari ci nomi eccellenti della provincia piemontese come Diego Poggio, commissario della Asl, e Francesco d'Aloia e Carla Becchi, rispettivamente direttore sanitario e direttore amministrativo. Ma sono in buona compagnia. Infatti, fra le persone che sono state ribattezzate 'furbetti del vaccino', troviamo medici in pensione, dirigenti, avvocati e commercialisti.
Le indagini sono state effettuate in maniera meticolosa dai Carabinieri di Biella che hanno controllato uno a uno i nominativi presenti negli elenchi delle persona vaccinate e di conseguenza hanno preso nota e segnalato le irregolarità.
Secondo quanto si apprende, già a gennaio i furbetti sarebbero stati chiamati e vaccinati, in barba a qualsiasi tipo di controllo e soprattutto con il vaccino Pfizer, che all'epoca era destinato esclusivamente agli operatori sanitari.

E anche le modalità di chiamata sono risultate quasi subito sospette. Infatti, pare che sia girato su molte chat di Whatsapp un form da compilare con i propri dati personali che garantiva l'accesso al vaccino. Ma quel foglio doveva essere destinato solo al personale sanitario. Da lì i primi sospetti e il via all'indagine.
L'edizione biellese del quotidiano La Stampa, inoltre, fa sapere che molte altre persone hanno ricevuto via chat il documento da compilare senza sapere che quel foglio era destinato ad altri e che sarebbero stati contattati per essere vaccinati a scapito degli aventi diritto.

Saltare la fila, tipico sport in cui gli italiani eccellono, non è solo appannaggio della piccola provincia piemontese. Anche in Liguria i Carabinieri del Nas hanno acquisito dalle Asl delle provincie della regione gli elenchi con i nominativi delle persone a cui è stato somministrato il vaccino per verificare se vi siano stati abusi e illeciti. I controlli in questo caso sono partiti effettuando un incrocio dei dati anagrafici, delle patologie e delle categorie di appartenenza. Anche in questo caso il dubbio è che qualcuno, grazie a favori, sia riuscito a saltare la fila.
Va ricordato che il Generale Figliuolo aveva dato ordine di vigilare al massimo su situazioni border line che avrebbero potuto creare abusi.


 

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