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Cronache
Ex Ilva, reintegrato il dipendente licenziato per un post su Facebook

Acciaierie d'Italia, Ex Ilva, ha perso la causa al Tribunale di Taranto davanti al giudice del lavoro, per il licenziamento di Riccardo Cristello, il tecnico dipendente dello stabilimento siderurgico di Taranto, licenziato ad aprile per aver condiviso un post su Facebook. Pronunciandosi sul caso, il giudice ha reintegrato Cristello in fabbrica.

"Giustizia è fatta, Riccardo Cristello è stato reintegrato", scrive su un post Facebook Franco Rizzo, coordinatore dell'Usb Taranto (Unione sindacale di base). Cristello, mesi addietro, era stato sospeso insieme ad un collega perché entrambi avevano condiviso un post che invitava a vedere la fiction di Canale 5, "Svegliati amore mio", con Sabrina Ferilli. Questa fiction, pur senza alcun riferimento esplicito e diretto a Taranto e all'Ex Ilva, narrava comunque di un'acciaierie vicina ad una città, delle sue emissioni inquinanti e della storia di una bambina che si ammalava per le stesse emissioni. La condivisione del post fu ritenuta dall'Ex Ilva e dall'Ex ArcelorMittal offensiva per l'azienda e i suoi dirigenti. Al provvedimento a carico dei due dipendenti, seguirono le scuse di uno dei due, che, dopo la sospensione per 5 giorni, fu reintegrato nel posto di lavoro. Cristello, invece, pur avendo avuto un confronto con l'azienda, assistito dal legale del sindacato Mario Soggia, ha ritenuto di non dover presentare le scuse perché, disse, non era stata mossa offesa verso nessuno.

Sul licenziamento di Cristello (vicenda che ha avuto clamore mediatico), sono intervenuti Sabrina Ferilli, dicendosi disponibile a pagare le spese legali, il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ricevette Cristello al ministero, vari esponenti politici e istituzionali e gli autori della fiction televisiva, Simona Izzo e Ricky Tognazzi. L'Ex Ilva non ha però fatto marcia indietro e si è così andati al giudizio in Tribunale, conclusosi con la reintegrazione del lavoratore. "Il giudice Giovanni De Palma, con un'ordinanza che ha valore esecutivo, ha annullato il licenziamento di Riccardo Cristello da parte di ArcelorMittal Italia e ne ha ordinato la reintegrazione nel posto di lavoro. Il giudice ha annullato il licenziamento parlando di insussistenza della giusta causa richiamata invece dall'azienda". Così dichiara all'AGI l'avvocato Mario Soggia, che ha assistito Cristello e il sindacato Usb nell'impugnazione del licenziamento avvenuto ad aprile.

L'Ex Ilva ha reputato offensivo per l'azienda e i manager il post di Cristello. "Il giudice De Palma”, dichiara Soggia, “accetta sostanzialmente la nostra linea difensiva e conviene che nel post contestato non vi è alcun riferimento alla attuale gestione del siderurgico e cioè ad ArcelorMittal Italia, che è la società che ha effettuato il licenziamento di Cristello. Infatti, prosegue il legale, quel post certo prendeva le mosse dalla fiction, ma nella serie televisiva si parla di una città non identificata, quindi nessun riferimento a Taranto, e soprattutto a fatti che risalgono al 2002, ovvero ad un periodo temporale largamente antecedente all'arrivo di ArcelorMittal Italia nella gestione del siderurgico". "Tant'è”, aggiunge Soggia, “che Cristello si rammarica proprio del fatto che non ci fosse nella fiction alcun riferimento a Taranto. La storia di questa bambina che si ammala per le emissioni inquinanti dell'acciaieria, è infatti accaduta anche a Taranto, e questo non va dimenticato, né sottovalutato. Abbiamo infatti bambini di Taranto, come Lorenzo Zaratta e Giorgio Di Ponzio, che sono morti per le emissioni inquinanti dell'acciaieria, questo è stato acclarato”, rileva Soggia, “ma nessuna di queste situazioni è ascrivibile ad ArcelorMittal Italia, bensì a gestioni pregresse della fabbrica".

Per l'avvocato Soggia, il licenziamento di Cristello oggi annullato dal giudice è stato, per l'Ex Ilva, "un boomerang violento ai loro danni. Hanno cercato di sostenere in giudizio che il clamore mediatico è stato determinato dal testo del post sul social network e non dal licenziamento in sé, perché, hanno detto gli avvocati dell'azienda, ogni giorno persone vengono licenziate e non accade tutto questo clamore. Vero. Ma nel caso di Cristello, non è stato colpito un cattivo comportamento sul luogo di lavoro o il non rispetto delle regole, oppure una errata azione sul posto di lavoro che ha causato danni. No, qui è stata colpita la libertà di espressione". Soggia, infine, ha concluso ricordando che "quest'anno, tra lavoratori licenziati per provvedimenti disciplinari dell'azienda o mancata assunzione all'epoca delle selezioni ad ottobre 2018 da parte di ArcelorMittal Italia, ne ho già fatti reintegrare una quindicina".

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