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La Littizzetto colpisce ancora. Cattiverie natalizie da Fazio

Littizzetto a Che tempo che fa, sciorina la sua acida letterina a Babbo Natale

La Littizzetto colpisce ancora. Cattiverie natalizie da Fazio
ITALIA’S GOT TALENT LITTIZZETTO

Luciana Littizzetto continua imperterrita il suo show in Rai, televisione pubblica, nonostante il suo repertorio sia sempre più un canovaccio a senso unico, fatto di battute che non fanno ridere nessuno e invettive contro il governo. Qui si può trovare l’ultimo video:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/24/luciana-littizzetto-a-babbo-natale-trova-un-posto-a-fabio-fazio-da-tuo-vice-tra-poco-sara-disoccupato/4858016/

La cosa irritante è che lo faccia da un pulpito pubblico, Che Tempo che fa (Rai 1). Prima delle elezioni sembrava sgombrasse, insieme al furbo Fabio Fazio, ma invece sono ancora tutte e due lì, come se niente fosse a insolentire il mondo.

I compensi della trasmissione di Fazio? Assolutamente stellari:

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/rai-ecco-il-contratto-di-fazio-106-milioni-alla-sua-societa/

Non è più possibile assistere a monologhi come quello andato in onda qualche giorno fa con la solita “letterina a Babbo Natale”, fatta di impertinenze all’acido muriatico che, oltretutto, nuocciono per prima proprio all’opposizione che nulla ha da guadagnare da tanta partigianeria così ampiamente sciorinata.

La voce stridula e squittente della Littizzetto accompagnata da una serie di mossette compiaciute a favore di telecamera ha quindi declamato le sue cattiverie natalizie, condite di parolacce a buon mercato.

Le solite furbizie su Fazio che starebbe per essere mandato via (lo dice da maggio ma non se ne vanno mai) e battute di dubbio gusto su una ipotetica nuova fidanzata per Salvini da non far passare per il cammino che “se no si annerisce e poi lui la espelle”. Poi le solite freddure a doppio senso da liceale pruriginosa, sul potere “dove anche qui non sono importanti le dimensioni, ma come lo usi”.

Ma la cosa incredibile è che la Littizzetto pare veramente crederci al fatto che il suo monologo sia divertente e quasi si auto – commuove alla sfilza di banalità che rovescia sul pubblico costretto dal canone in bolletta pure a pagarla profumatamente.

Ormai gli spettatori hanno solo lo strumento di una petizione on – line per libarsene.