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Cronache
Lo studio: una dose di “funghi allucinogeni” può curare la depressione cronica

In disgrazia dopo gli entusiasmi della controcultura degli anni sessanta torna l’interesse per la psilocibina dei funghi allucinogeni, speranza per i depressi gravi

La controcultura psichedelica e hippie stile Beat Generation e Figli dei fiori non aveva tutti i torti: la psilocibina, principio psicoattivo dei funghi allucinogeni, può ridurre la depressione in chi non ha effetti positivi da altri trattamenti farmacologici. Ora lo prova un importante studio scientifico, sottoposto a revisione paritaria, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Si stima che circa 100 milioni di persone nel mondo soffrano di questa depressione cronica non curabile, condizione che può portare a comportamenti autolesionisti e suicidi. Un vero dramma che devasta coloro che non riescono a trovare cure possibili per il resto della vita.

Lo studio, progettato e finanziato da Compass Pathways, centro UK che si occupa di salute mentale, è stato condotto in collaborazione con il britannico Psychoactive Trials Group presso l'IoPPN e il South London and Maudsley NHS Foundation Trust.

“Quasi 4 pazienti su 10 hanno mostrato una chiara risposta a una singola dose di psilocibina”, ha dichiarato Anthony Cleare, professore di psicofarmacologia al King's College di Londra, al giornale Uk Indipendent.

Il professor Andrew MacIntosh, capo della divisione di psichiatria dell'Università di Edimburgo e membro del MQ Mental Health Research Science Council, ha affermato: "Questo nuovo studio migliora notevolmente la nostra comprensione del fatto che la psilocibina possa potenzialmente aiutare le persone depresse, quando i trattamenti convenzionali hanno fallito”. Ed ha aggiunto: "È la prova più forte finora per suggerire che ulteriori, più ampi e più lunghi studi randomizzati di sostanze psichedeliche sono giustificati e che la psilocibina potrebbe (un giorno) fornire una potenziale alternativa agli antidepressivi che sono stati prescritti per decenni".

Ancora Anthony Cleare: “Questo è il più ampio studio fino ad oggi sull'uso della psilocibina per la depressione resistente al trattamento... E’ una scoperta molto incoraggiante che quasi 4 su 10 hanno mostrato una chiara risposta a una singola dose di psilocibina. È anche degna di nota la rapidità con cui sono esorditi gli effetti del trattamento, con l'effetto massimo osservato il giorno dopo aver ricevuto il trattamento. Questo contrasta con gli antidepressivi standard, che impiegano diverse settimane per raggiungere il massimo effetto". Dopo 3 settimane ancora si vedono gli effetti positivi. A 12 settimane invece svaniscono.

La sperimentazione clinica di fase 2b è stata condotta in 22 siti in 10 paesi europei (Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito) e in Nord America (Canada e Stati Uniti) tra il 1° marzo 2019 e 27 settembre 2021.

“La psilocibina in una singola dose di 25 mg, ma non di 10 mg”, scrive lo studio, “ha ridotto i punteggi della depressione...ma è stata associata ad effetti avversi. Sono necessari studi più ampi e più lunghi, compreso il confronto con i trattamenti esistenti, per determinare l'efficacia e la sicurezza della psilocibina per questo disturbo”. Eventi avversi comunque non gravi scrive la ricerca: “gli eventi avversi si sono verificati in 179 su 233 partecipanti (77%) e includevano mal di testa, nausea e vertigini”. L’opzione è ancora in fase di studio, non è in alcun modo, neanche a dirlo, un’istanza a facilitare l’uso dei funghi allucinogeni.

"I pazienti non lo stanno assumendo a casa”, ha dichiarato alle tv americana CBS Steve Levine, vicepresidente senior di Compass Pathways, “ma è in un ambiente medico controllato, una stanza appositamente progettata per essere terapeutica e di supporto". "Si sdraiano, indossano degli occhi, ascoltano una playlist di musica curata. E, soprattutto, sono sempre presenti".

La sessione è durata dalle 6 alle 8 ore e un terapeuta era lì per supportare il paziente e parlare con loro in seguito. I pazienti hanno assunto un’unica dose.

“La maggior parte dei farmaci”, ha spiegato Levine, intendendo quelli comuni contro la depressione, “devono essere assunti ogni singolo giorno e talvolta più volte al giorno. Questo è davvero senza precedenti, nel senso che era solo un'unica somministrazione. Ora, questo non vuol dire che pensiamo che sarà curativo. Pensiamo però che il nostro trattamento sarà probabilmente utilizzato in modo episodico".

Nel 2020 l’Oregon è stato il primo stato USA a legalizzare l’uso terapeutico del principio psicoattivo dei funghi allucinogeni in una sperimentazione clinica ed è anche il primo sistema legale al mondo ad aver definito un quadro normativo per l’assunzione terapeutica della droga o sostanza psicoattiva.

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